Louis Charles Bernacchi: chi era costui?

Geomagnetista nelle prime spedizioni antartiche, Bernacchi fu uno dei primi esploratori a trascorrere un inverno in Antartide. 

di Laura Alfonsi

Louis Charles Bernacchi (Schaerbeek, 1876- Londra 1942 ), meglio conosciuto come il primo esploratore antartico australiano, è per questo motivo celebrato in patria alla stregua di un eroe.

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Statua di Bernacchi ad Hobart, Tasmania

Forse pochi sanno che Louis Bernacchi era un figlio di immigrati. Come molti all’epoca, il padre partì alla ricerca di fortuna e migliori condizioni di vita. Louis Bernacchi nacque infatti nel 1876 in Belgio da padre italiano, Angelo Giulio Diego Bernacchi (1853-1925) imprenditore nato a Lozza (Como), e da madre fiamminga.

Il percorso di vita del giovane Louis è legato ad un doppio fenomeno migratorio. Il padre si trasferì infatti da Como in Belgio per intraprendere un’attività imprenditoriale nella gestione di un’azienda di filatura della seta. In seguito, trasferì la sua famiglia e le sue attività in Tasmania. Qui Bernacchi senior, sfruttando le sue doti di buon oratore ed il suo carattere affascinate, riuscì a farsi finanziare ingenti somme. Intraprese così l’attività di imprenditore agricolo introducendo nella colonia inglese la coltivazione del baco da seta, ma la fortuna non fu sempre al suo fianco. Più volte infatti fu costretto a dichiarare fallimento, ma la sua spiccata personalità gli fece guadagnare la fama di “Re Diego” nelle cronache dell’epoca. Nelle biografie a lui dedicate troviamo i primi cenni al figlio più grande, Louis Charles, come promettente esploratore. Diventerà, di fatto, un affermato ricercatore antartico.

Ed è in questo ambiente familiare e sociale che la personalità del futuro ricercatore ed esploratore antartico si formò. Louis, utilizzando le opportunità offerte da queste terre remote riuscì, da figlio di un imprenditore agricolo italiano, a divenire un poliedrico eroe nazionale. Le particolari circostanze in cui visse infatti favorirono lo sviluppo delle sue doti e della sua personalità portandolo a condurre una vita avventurosa, regalando alla sua nazione un eroe da celebrare.

L’educazione del piccolo Louis iniziò ad Hobart e si perfezionò nell’osservatorio geomagnetico di Melbourne, dove si specializzò nello studio del geomagnetismo. La sua esperienza presso l’osservatorio gli fruttò, nel 1898, l’incarico di osservatore magnetico e meteorologico nella spedizione in Antartide, guidata dall’esploratore anglo-norvegese Borchgrevink, anche nota come la “Southern Cross Expedition” (1898-1900). Questa fu la prima spedizione britannica dell’epoca eroica dell’esplorazione antartica, precursore dei più famosi viaggi di Robert Falcon Scott e Ernst Henry Shackleton.

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La Southern Cross ad Hobart Tasmania nel 1898, prima della partenza per l’Antartide.

L’equipaggio di questa spedizione fu anche il primo a trascorre un intero inverno in Antartide, a Cape Adare. Quasi tutti i membri sopravvissero, vi fu infatti solo una singola perdita tra i membri dell’equipaggio. Questa fu anche la prima spedizione a tentare un  avvicinamento al Polo Sud. Durante la stessa spedizione fu anche organizzato il primo viaggio in slitta alla grande barriera di ghiaccio del mare di Ross, già individuata dalla stesso James Clarck Ross nel corso della spedizione del 1839-43. Bernacchi, in tale occasione, registrò le condizioni meteorologiche e magnetiche nella regione della “Terra della regina Vittoria” per un anno intero. Inoltre calcolò, benché mai visitata, la posizione del polo sud magnetico.

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Bernacchi con un cane da slitta (foto Science in the making and the Royal Society collection).

Basandosi su questa esperienza Bernacchi scrisse un libro: ” To the south polar regions: expedition of 1898-1900“, pubblicato nel 1901. E’ qui che lo scienziato raccolse le sue memorie della spedizione e le ricerche scientifiche da lui condotte. Per il successo che ebbe, questa spedizione costituì il trampolino di lancio per molti esploratori che, in seguito, contribuirono a costruire il mito dell’epopea delle esplorazioni nel continente bianco. Per capirne appieno l’importanza, pur non suscitando all’epoca grandi entusiasmi in patria, è sufficiente ricordare il commento fatto da Roald Amundsen. Il norvegese conquistatore del Polo sud nel 1911 riconosceva alla spedizione di Borchgrenvink il merito di aver aperto la via a tutte le spedizioni antartiche che seguirono.

Bernacchi partì nuovamente come membro scientifico della spedizione nazionale antartica britannica Discovery (1901-1904) che aveva come scopo scientifico l’estensione dell’esplorazione delle terre antartiche. Il comandante della missione era Robert Falcon Scott e Ernst Shakleton ne era il terzo ufficiale. Bernacchi, unico veterano delle spedizioni antartiche della missione, eseguì misure magnetiche e metereologiche. Dai resoconti di questa missione Bernacchi scriverà un secondo libro “La Saga della Discovery, la storia della prima spedizione di Capitan Scott, scritta da uno che vi partecipò”.

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Bernacchi (al centro) con due colleghi sui ghiacci antartici (foto Science in the making and the Royal Society collection)

Al suo ritorno dall’Antartide, Bernacchi continuò a viaggiare dedicandosi ad altre esplorazioni, scrivendo pubblicazioni scientifiche apparse sul Geographical Journal. Per il suo lavoro in Antartide venne insignito della medaglia antartica del Re (King’s Antarctic Medal) e della legione d’onore dalla Royal Geographical Society.

Nel 1906 Scott fece da testimone di nozze a Bernacchi. In questa occasione lo invitò ufficialmente a prendere parte alla nuova spedizione Terra Nova (1910-1912), mirata a raggiungere il Polo Sud geografico. Bernacchi declinò per i sopraggiunti impegni familiari. Il matrimonio impedì a Bernacchi così di raggiungere maggior fama, ma molto probabilmente gli salvò la vita: la Terra Nova fu infatti una spedizione dall’esito tragico. Scott, pur raggiungendo il 17 e il 18 gennaio del 1912 il Polo Sud, perirà tragicamente insieme ai suoi compagni sulla via del ritorno.

Per i servizi militari prestati nel corso della prima guerra mondiale, Bernacchi venne decorato nel 1919, ricevendo l’onorificenza dell’Ordine dell’impero Britannico e la croce della Marina Militare Americana.

Dopo il periodo bellico continuò i suoi viaggi esplorativi: in Africa, in Amazzonia, in Perù. Diede inizio anche ad un’attività imprenditoriale, forse seguendo le orme del padre, investendo in piantagioni di gomma nel sud-est dell’Asia, in Malesia, a Giava e nel Borneo.

Nel 1925 tentò di organizzare una nuova spedizione in Antartide che tuttavia, per mancanza di fondi, non fu mai realizzata. Nel 1930 organizzò la British Polar Exhibition e fu coinvolto nell’organizzazione del secondo Anno Polare Internazionale, quello del 1931-32.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale ritornò come riservista nella Royal Navy. Purtroppo le sue precarie condizioni di salute lo portarono alla morte, che avvenne a Londra nel 1942 dove si era trasferito da qualche tempo.

In Antartide portano il suo nome due luoghi: la Baia di Bernacchi sulla costa della Terra di Vittoria (Latitude: 77°28’S, Longitude: 163°27’E) ed il Capo Bernacchi, sull’isola di Franklin nel mare di Ross (Latitude: 76°08’S; Longitude: 168°20’E). Anche un pesce, catturato per la prima volta durante la Southern Cross Expedition, fu nominato in onore di Louis Bernacchi, il Trematomus bernachii.

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In copertina, il Trematomus bernachii, il pesce che porta il suo nome