Ricerche in aree polari

L’Italia è presente in Antartide con un Programma scientifico governativo dal 1985. Il Programma, PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide), è  finanziato dal MIUR (Ministero per l’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Il MIUR si avvale della CSNA (Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide), per l’indirizzo strategico e la valutazione delle ricerche da finanziare in Antartide. Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha il coordinamento scientifico delle attività e provvede alla diffusione e alla gestione dei dati scientifici. L’attuazione delle spedizioni e la gestione delle infrastrutture sono affidate all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Vari Istituti e Università forniscono il personale per effettuare campagne di misura in Antartide. L’INGV ha una lunga tradizione nell’ambito dell’esplorazione geofisica in aree polari. I ricercatori INGV hanno partecipato sin dalla prime campagne in Antartide.

Emperor penguins
Stazione Mario Zucchelli (dal sito PNRA)

 

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La base italo-francese Dome C a Concordia (Erick Bondoux, IPEV / PNRA)

L’INGV svolge attività di ricerca anche in Artide, sia presso la base americana di Thule Air Base (dal 2009) sia presso la stazione di Ny-Ålesund, alle isole Svalbard (Norvegia) dal 2003.

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La Thule Air Base americana situata sulla costa nord-occidentale dalla Groenlandia (76.5° N, 68.8° O)

Le ricerche in questo campo comprendono osservazioni ed analisi geofisiche su elementi molto diversi tra loro che riguardano sia la parte sovrastante che sottostante la superficie terrestre.

Ricerca scientifica:
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