Space Weather: la sala di monitoraggio dell’INGV per la sorveglianza dell’ambiente spaziale

La nuova sala di monitoraggio dell’INGV rafforza le capacità italiane di sorveglianza in tempo reale delle condizioni della ionosfera e del campo magnetico terrestre, per fornire previsioni e allerta a protezione delle tecnologie che utilizziamo ogni giorno: dai satelliti di navigazione satellitare GPS alle radiocomunicazioni, fino ai sistemi di gestione del traffico aereo

di  Lucilla Alfonsi, Luca Spogli, Claudio Cesaroni ed Emanuele Pica

Le tempeste solari possono interferire con i sistemi di navigazione satellitare, interrompere le radiocomunicazioni e compromettere il funzionamento di infrastrutture tecnologiche essenziali. Per monitorare questi fenomeni e contribuire a prevenirne gli effetti, il 27 ottobre 2026 è stata inaugurata a Roma, presso la Sede Centrale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), la nuova Sala di Monitoraggio Space Weather. 

La cerimonia, aperta dai saluti istituzionali del Presidente dell’INGV Fabio Florindo e del Direttore Generale Giovanni Torre, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, di agenzie spaziali, enti di ricerca e aziende. La nuova sala è dedicata alla sorveglianza in tempo reale delle condizioni della ionosfera e delle variazioni del campo magnetico terrestre: una finestra aperta sullo spazio vicino alla Terra come strumento fondamentale per proteggere la nostra società da disservizi delle tecnologie da cui dipende la nostra vita quotidiana.

Rivedi la cerimonia di inaugurazione

Guarda la registrazione integrale della cerimonia di inaugurazione della nuova Sala di Monitoraggio Space Weather dell’INGV, che si è svolta il 27 ottobre 2026 presso la Sede Centrale dell’Istituto a Roma.

Che cos’è la meteorologia spaziale

La meteorologia spaziale (Space Weather) studia le condizioni dell’ambiente spaziale nelle vicinanze della Terra e i loro effetti sui sistemi tecnologici. Il “motore” è il Sole: la nostra stella emette continuamente un flusso di particelle cariche, il vento solare e, a seguito di disturbi particolarmente intensi (comunemente noti come  tempeste solari), può rilasciare nell’arco di pochi minuti una quantità di energia equivalente a quella di miliardi di bombe atomiche sotto forma di brillamenti e di espulsioni di massa coronale (CME, Coronal Mass Ejection). Quando queste perturbazioni raggiungono la Terra, interagiscono con il campo magnetico del pianeta e con gli strati più alti dell’atmosfera, dando origine a tempeste geomagnetiche e ionosferiche. Gli effetti possono essere spettacolari, come le aurore insolitamente visibili lontano dalle regioni polari, ma anche concreti e potenzialmente dannosi per alcune tecnologie essenziali.

immagine di una aurora
Un’aurora boreale nel cielo di Tromsø(Norvegia) – Ph. Lorenzo Ragazzi.

Perché monitoriamo il meteo spaziale

Le tempeste solari possono avere effetti significativi su una vasta gamma di sistemi tecnologici. I sistemi di navigazione e posizionamento satellitare GNSS, come GPS, Galileo e GLONASS, sono particolarmente sensibili: le irregolarità ionosferiche causate dall’attività solare introducono ritardi e distorsioni nei segnali, riducendo la precisione del posizionamento e, nei casi più gravi, rapide fluttuazioni della fase e dell’ampiezza del segnale ricevuto che possono portare ad un black out dei servizi di navigazione e posizionamento satellitare.

Le radiocomunicazioni in alta frequenza (HF), utilizzate, per esempio, dall’aviazione civile e militare per i collegamenti su lunghe distanze, possono subire interruzioni prolungate. I satelliti in orbita sono esposti all’aumento dell’attrito in atmosfera e ai danni indotti dalla precipitazione di particelle ad alta energia. Le reti elettriche possono essere percorse da correnti indotte dal campo magnetico disturbato— le cosiddette GIC, Geomagnetically Induced Currents — con rischio di guasti ai trasformatori. Monitorare e prevedere queste condizioni è essenziale per ridurre i rischi e permettere ai gestori di infrastrutture critiche di adottare misure preventive.

La nuova Sala di Monitoraggio: uno sguardo sull’ambiente spaziale

La nuova infrastruttura di Roma integra dati provenienti da due distinte reti di osservazione gestite dall’INGV:

  • Rete ionosferica. Le ionosonde e i ricevitori GNSS dell’INGV, distribuiti lungo la penisola italiana e in siti remoti, dalle regioni polari a quelle equatoriali, forniscono misure in tempo quasi reale delle condizioni dell’alta atmosfera. Tra questi, il recente osservatorio di La Spezia, inaugurato nell’ottobre 2026, ha completato la rete di stazioni lungo la direttrice nord-sud della penisola.
  • Rete geomagnetica. Gli osservatori magnetici dell’INGV, presenti in Italia e in Antartide, registrano le variazioni del campo magnetico terrestre, essenziali per rilevare le perturbazioni legate alle tempeste solari. In aggiunta agli osservatori, alcune reti ad hoc vengono utilizzate per monitorare le correnti indotte, GIC, che possono interessare le infrastrutture energetiche.

Inoltre, la sala mostra in tempo reale osservazioni del Sole, del campo magnetico interplanetario, del vento solare, insieme ad altre informazioni sulle condizioni dello spazio circumterrestre fornite da agenzie e centri internazionali.

La disponibilità di queste informazioni in un’unica sala operativa consente di avere una visione integrata dell’ambiente circumterrestre e di produrre in tempo quasi reale le analisi e le segnalazioni di allerta necessarie.

schermi nella salal di space weather
Esempio delle informazioni disponibili nella nuova sala di monitoraggio dell’INGV

I servizi INGV per la meteorologia spaziale

L’INGV è da anni protagonista nel panorama internazionale dei servizi di Space Weather. La nuova Sala di Monitoraggio rafforza la capacità operativa dell’Istituto nell’ambito di due importanti collaborazioni:

  • Il consorzio PECASUS (Pan-European Consortium for Aviation Space Weather User Services, pecasus.eu), di cui l’INGV è membro fondatore, fornisce all’International Civil Aviation Organization (ICAO) prodotti e servizi di meteorologia spaziale dedicati all’aviazione civile. Le perturbazioni ionosferiche possono, infatti, interrompere le comunicazioni HF tra aeromobili e centri di controllo su rotte transoceaniche, dove i sistemi di comunicazione VHF non sono disponibili: la sorveglianza in tempo reale è essenziale per garantire la sicurezza dei voli.
  • Nell’ambito della Space Situational Awareness (SSA) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’INGV contribuisce con i propri dati e prodotti alla rete europea di servizi per il monitoraggio space weather. In questo contesto, la nuova Sala di Monitoraggio costituisce un nodo operativo di rilievo per la capacità di risposta italiana ed europea alle perturbazioni indotte da condizioni avverse del meteo spaziale.

Una rete di sale operative per sorvegliare il pianeta

La nuova Sala di Monitoraggio Space Weather si aggiunge alle altre sale operative che rendono l’INGV un presidio unico in Italia per la sorveglianza dei rischi naturali e ambientali. L’Istituto, infatti, dispone già della Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami, della Sala di Monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano e della Sala Operativa dell’Osservatorio Etneo: strutture che operano ininterrottamente per monitorare l’attività sismica e vulcanica.

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione di numerose realtà istituzionali e di ricerca, tra cui l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), il Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). La presenza di queste realtà testimonia come la meteorologia spaziale sia ormai riconosciuta come un tema di interesse trasversale, che tocca la sicurezza nazionale, la competitività industriale e la ricerca scientifica di frontiera.

Con questa inaugurazione, l’INGV rafforza il proprio ruolo di riferimento istituzionale per la sorveglianza e la ricerca nell’ambito della meteorologia spaziale, mettendo le competenze scientifiche dell’Istituto al servizio della comunità e delle infrastrutture critiche del Paese.