Geomagnetismo
Cos’รจ il campo magnetico terrestre?
La Terra genera un proprio campo magnetico โ detto campo geomagnetico โ i cui valori cambiano con il tempo e con la posizione. Il campo geomagnetico รจ assimilabile, in prima approssimazione, ad un campo generato da un magnete dipolo (visualizzabile come un ipotetico magnete a barra con un polo nord e sud) situato al centro della Terra. Attualmente, lโasse del dipolo รจ spostato dallโasse della rotazione terrestre di circa 11 gradi. Ciรฒ significa che i poli geografici e i poli magnetici non si trovano nello stesso punto. Il campo magnetico terrestre interagisce con il campo magnetico solare.
Il campo magnetico terrestre รจ un campo vettoriale rappresentato da un vettore, funzione del punto di osservazione e del tempo, generalmente indicato con F.
Introducendo una terna cartesiana levogira con origine nel luogo di osservazione e assi orientati come in figura, si definiscono i seguenti elementi magnetici:
X componente del vettore nel piano orizzontale, diretta verso il Nord geografico
Y componente del vettore nel piano orizzontale, diretta verso lโEst geografico
Z componente verticale, positiva se รจ diretta verso lโinterno della Terra
H componente orizzontale totale
F intensitร totale del campo
D declinazione magnetica
I inclinazione magnetica
Qual รจ l’origine del campo magnetico terrestre?
Il campo magnetico misurato sulla superficie terrestre รจ costituito da diversi contributi. Quello maggiore (oltre il 90% ) รจ dettoย campo principale e proviene dallโinterno della Terra. Eโ frutto di processi caotici che avvengono nel fluido esterno del nucleo terrestre, formato da ferro e altri metalli ricchi di elettroni liberi, alla temperatura di circa 4000ยฐC.ย Le rocce magnetizzate presenti nella crosta terrestre contribuiscono con il campo crostale o litosferico, che si sovrappone al campo principale sotto forma di anomalie locali a regionali. Questi due contributi costituiscono il cosiddetto campo interno, poichรฉ le sorgenti di questo campo sono poste allโinterno della Terra.
Ci sono poi i contributi esterni alla superficie terrestre indotti da correnti elettriche che scorrono nella ionosfera (circa da 100 a 300 km sopra la Terra) e nella magnetosfera (a distanze dai 3 ai 6 raggi terrestri) e che variano costantemente sotto lโinfluenza del vento solare. I campi esterni sono molto piรน deboli rispetto al campo principale ma sono soggetti a variazioni molto piรน accentuate di quelle dovute al campo principale.
Cos’รจ la magnetosfera?ย
La magnetosfera รจ una grande cavitร nel quale si trova confinato il campo magnetico terrestre. Le particelle cariche provenienti dal Sole incidono sul campo magnetico terrestre comportandosi come un vento che deforma la chioma di un albero. Per questo vengono indicate con il termine โvento solareโ. Queste particelle non possono penetrare allโinterno della magnetosfera, che funge quindi da scudo protettivo, se non in certe configurazioni e in certe aree ben definite, le aree polari.ย Le complesse interazioni del campo magnetico terrestre con il vento solare danno origine a una moltitudine di sistemi di correnti elettriche, che fluiscono a distanze tipiche da 2 a 20 raggi terrestri dalla superficie terrestre.
La magnetosfera รจ un sistema dinamico estremamente complesso, composto di molte regioni popolate di gas ionizzato (plasma) con proprietร fisiche diverse. Il plasma interno alla magnetosfera risente fortemente delle variazioni del vento solare e del campo magnetico interplanetario, provocando diversi fenomeni fisici, come le tempeste magnetiche, disturbi alle radiocomunicazioni e le splendide aurore polari.
Cos’รจ il campo crostale?ย
La parte crostale del campo magnetico terrestre รจ generato da un sottilissimo strato della Terra per la possibile presenza di minerali ferromagnetici in uno spessore massimo di 30-60 km, a seconda del contesto tettonico. Essendo il processo della magnetizzazione delle rocce collegato alla storia geologica della roccia stessa, il campo di origine crostale รจ importante per ottenere informazioni indirette sulle strutture tettoniche e geodinamiche e sullo stato termodinamico della crosta terrestre.
Come si misura il campo magnetico terrestre?
La base delle osservazioni geomagnetiche globali รจ una rete di osservatori geomagnetici gestiti da universitร e istituti di ricerca di tutto il mondo. Gli osservatori forniscono le registrazioni continue del campo geomagnetico e delle sue variazioni. Gli osservatori piรน antichi esistono da 170 anni. In Italia le osservazioni di campo magnetico terrestre sono effettuate in tre osservatori geomagnetici: Castello Tesino (TN), Duronia (CB) e Lampedusa (AG) oltre che in alcune stazioni magnetiche: Preturo (AQ) e Gagliano (EN).

Gli apparati di misura sono equivalenti in tutti gli osservatori italiani e sono costituiti da un magnetometro vettoriale (Lemi25 o Lemi18), per la misura delle variazioni delle componenti direzionali del campo e un magnetometro scalare, per la misura dellโintensitร assoluta. A queste, si associano le misure degli angoli D e I per ottenere i valori assoluti delle componenti.


I valori acquisiti dagli osservatori italiani sono visualizzabili in tempo reale a questa pagina:ย http://geomag.ingv.it/index.php

Le misurazioni aeromagnetiche effettuate dagli aerei sono utilizzate per mappare regionalmente le anomalie magnetiche crostali. Dal 1999 i satelliti in orbita attorno alla Terra forniscono osservazioni geomagnetiche globali di alta precisione.
Cos’รจ la declinazione?ย
In qualsiasi parte del mondo, lโago di una bussola si orienta in direzione dei poli magnetici del pianeta. Grazie alla bussola quindi si puรฒโ individuare la direzione Nord-Sud e orientare le carte geografiche.

I poli magnetici indicati dallโago della bussola non coincidono perรฒ con i poli geografici, i punti in cui lโasse di rotazione interseca la superficie terrestre. Occorre quindi correggere la direzione indicata dalla bussola di un angolo ben preciso, diverso da luogo a luogo, chiamato declinazione magneticaย e riportato in ogni carta topografica. Attualmente il polo nord geografico e il polo nord magnetico distano tra loro di circa 1000 km. Vedi anche Cosโรจ il campo magnetico terrestre?

La bussola punta verso il Nord geografico?
No. Eโ necessario conoscere la declinazione magnetica (lโangolo tra il nord geografico e il nord magnetico a cui punta lโago della bussola) per ogni punto della superficie terrestre in modo da poter correggere lโindicazione fornita dalla bussola. Alle alte latitudini la declinazione magnetica puรฒ variare sensibilmente anche entro pochi chilometri di distanza, richiedendo una correzione diversa. Esistono dei calcolatori di declinazione on-line che si basano su modelli matematici che forniscono il valore della declinazione e delle altre componenti del campo magnetico in un punto di coordinate definite.ย ย ย ย https://www.ngdc.noaa.gov/geomag/declination.shtml
Il campo magnetico cambia nel tempo?
La forma e lโintensitร del campo cambiano nel corso dei secoli, in seguito ai complessi movimenti che avvengono nel nucleo esterno terrestre. Una idea di questi cambiamenti la possiamo avere guardando come si sono spostati i poli magnetici (ove con polo magnetico si intende il punto della superficie terrestre in cui il campo geomagnetico รจ perfettamente verticale) nel tempo. Attualmente il polo nord magnetico si sta spostando ad una velocitร media di circa 40 km lโanno.

Il campo magnetico terrestre รจ soggetto a continue variazioni temporali. Queste variazioni, che possono essere di diversa natura, sono suddivise in due classi principali: variazioni a lungo e a breve termine. Le prime, generalmente indicate con il nome di variazione secolare, sono dovute allโazione delle sorgenti profonde interne alla Terra, le stesse che generano il campo principale, e hanno un tempo caratteristico minimo variabile tra 5 e 10 anni; le seconde, variazioni a breve termine, sono di origine esterna al nostro pianeta e presentano tempi caratteristici della durata inferiore a qualche anno.
Quali sono le variazioni di origine interna?
La variazione secolare
Il termine variazione secolare viene normalmente utilizzato per indicare lโinsieme delle variazioni del campo geomagnetico che si verificano in periodi di tempo compresi tra pochi anni e qualche decina di migliaia di anni.

Lโampiezza di queste variazioni, per un dato luogo di osservazione, oscilla tra pochi nT e qualche decina di nT allโanno per le componenti intensive (X, Y, Z, H and F) e da qualche primo a qualche decina di primi lโanno per lโinclinazione (I) e la declinazione (D).
Anche se la variazione secolare sembra mostrare andamenti diversi nei vari osservatori del mondo รจ una caratteristica del campo principale e, per questa ragione, รจ rappresentativa di un fenomeno planetario. Le caratteristiche piรน salienti di questo tipo di variazione, che sono state dedotte osservando lโandamento temporale del campo magnetico misurato sulla superficie del pianeta nel corso degli ultimi 400 anni, sono:
- una diminuzione annuale media del momento di dipolo dellโordine dello 0.005% del suo valore medio in questo intervallo;
- una precessione verso ovest dellโasse del dipolo di 0.008% allโanno;
- uno spostamento del dipolo verso nord dellโordine di 2 km allโanno;
- una deriva occidentale del campo non dipolare, o parte di esso, di 0.2ยฐ-0.3ยฐ allโanno, accompagnata da una possibile ma non ben precisa deriva meridionale;
- una variazione dโintensitร del campo non dipolare al tasso medio di circa 10 nT allโanno.
Oltre a queste caratteristiche regolari, la variazione secolare รจ spesso contraddistinta anche da fenomeni irregolari quali: iย jerk geomagneticiย (sulle scale di tempo piรน corte) e leย inversioni di polaritร del campo geomagneticoย (sulle scale di tempo piรน lunghe).
Lo studio di entrambi i fenomeni รจ particolarmente interessante per la comprensione dei processi dinamici interni al pianeta responsabili della formazione del campo magnetico.
I jerk geomagnetici
Con il termine jerk geomagnetico si indica un rapido cambiamento nella pendenza della variazione secolare di una qualsiasi delleย componenti del campo geomagnetico. Questa variazione si verifica su una scala di tempo dellโordine di 1 anno ed รจ osservabile nellโandamento della variazione secolare di molti osservatori geomagnetici. Molti dei jerk verificatisi nel corso dellโultimo secolo sono osservabili su scala globale, altri, invece su scala regionale.
Il primo jerk รจ stato individuato alla fine degli anni โ70. Da allora, utilizzando tecniche diverse ne sono stati individuati altri, rispettivamente negli anni: 1901, 1913, 1925, 1932, 1949, 1958, 1969, 1978, 1986, 1991 e 1999. La figura sotto riporta la variazione secolare della componente Y del campo geomagnetico in funzione del tempo per due diversi osservatori. Lโandamento della variazione secolare, ovvero della derivata prima rispetto al tempo del campo magnetico, mostra chiaramente la presenza di rapidi cambiamenti di pendenza e quindi di jerk.

Attualmente lโipotesi piรน accreditata sullโorigine dei jerk รจ quella secondo la quale questi fenomeni hanno origine allโinterno della Terra essendo legati alla dinamica dei fluidi del nucleo esterno. In passato questa ipotesi รจ stata da alcuni messa in dubbio, attribuendo ai jerk un origine esterna, probabilmente legata agli effetti indotti dal ciclo solare.
Dunque, assumendo che i jerk siano fenomeni di origine interna, si capisce come il loro studio rivesta un ruolo di rilievo nel geomagnetismo per la comprensione dei meccanismi che generano il campo magnetico stesso ma anche per lo studio delle proprietร di conducibilitร del mantello. Infatti, se tale segnale fosse realmente di origine interna, questo implicherebbe dei limiti ben precisi sui valori della conducibilitร del mantello attraverso cui il campo si propaga.
Dallo studio dei jerk globali del 1969, 1978 e 1991 ci si รจ accorti che, di solito, questo fenomeno si osserva prima nei dati magnetici degli osservatori dellโemisfero Nord e successivamente, con un ritardo di 1-2 anni, in quelli dellโemisfero Sud.
Il campo magnetico si inverte?
Lโipotesi che il campo magnetico terrestre non sia sempre stato orientato come รจ oggi e abbia invertito la propria polaritร piรน volte nel corso della sua storia, ha trovato conferma solo intorno agli anni โ60 a seguito di studi di paleomagnetismo condotti su campioni di roccia provenienti da fondi oceanici. Sebbene quello delle inversioni di polaritร del campo geomagnetico sia uno dei piรน interessanti fenomeni geofisici, i meccanismi che avvengono nel nucleo terrestre e che sono responsabili di tali inversioni sono ancora poco conosciuti.
Da un punto di vista teorico, tuttavia, la possibilitร che il campo magnetico terrestre possa invertire la propria polaritร รจ noto. Infatti, le equazioni che governano lโevoluzione della dinamica dei fluidi interni al nucleo terrestre ammettono due possibili soluzioni per il campo magnetico ugualmente stabili: una in cui il campo di polaritร รจ normale lโaltra in cui il campo magnetico ha una polaritร inversa. Ciรฒ che sicuramente ancora oggi non รจ molto chiaro รจ il motivo per cui la Terra operi in due regimi: uno in cui hanno luogo le inversioni ed uno in cui questโultime non avvengono. Sembra comunque che un ruolo fondamentale sia svolto dai cambiamenti delle condizioni fisiche alla superficie di separazione nucleo-mantello.
Le piรน recenti scale di polaritร del campo geomagnetico (vedi figura sotto) mostrano che negli ultimi 166 milioni di anni sono avvenute piรน di 300 inversioni complete del campo.ย Infatti, รจ stato trovato che il verso della parte dipolare del campo geomagnetico si inverte in media ogni 300.000-1.000.000 di anni. Lโintervallo di tempo tra una inversione e lโaltra รจ molto variabile, puรฒ andare dai 40.000 ai 35.000.000 di anni e finora non sono state trovate periodicitร o regolaritร nel susseguirsi delle inversioni. Infatti, lunghi intervalli in cui il campo ha mantenuto la stessa polaritร possono essere seguiti da brevi intervalli con polaritร opposta.

Un intervallo temporale in cui una certa polaritร รจ stata predominante รจ detto crono: lunghezze tipiche sono dellโordine degli 0.1-1 milioni di anni.
Croni estremamente lunghi sono detti supercroni. I croni sono generalmente interrotti, ad intervalli irregolari, da periodi piรน corti con polaritร opposta a quella del crono e della durata di circa 20.000-50.000 anni, questi sono detti subcroni. A volte i record di polaritร mostrano grandi deviazioni dei poli dalle situazioni di campo normale o inverso, ma la polaritร non cambia completamente, il polo segue un movimento erratico verso le latitudini equatoriali ma ritorna nella sua posizione iniziale in meno di 10.000 anni: questo fenomeno รจ detto escursione magnetica.
Quali sono le variazioni di origine esterna?
Le variazioni rapide del campo magnetico terrestre sono principalmente dovute a fattori esterni alla Terra ed essenzialmente legate allโattivitร solare. Il Sole, infatti, รจ un fattore determinante per lโinterpretazione sia dei fenomeni regolari (come ad esempio la variazione diurna) che di quelli irregolari che caratterizzano le variazioni magnetiche. Lโemissione di radiazione solare viene accompagnata dalla continua emissione di un gas ionizzato, detto vento solare, che costituisce lโespansione della corona solare. Il nostro pianeta, come tutto il sistema solare, viene investito da questo vento il cui effetto principale รจ di confinare il campo geomagnetico in una cavitร a forma di cometa detta magnetosfera. La modulazione del vento solare produce lโenergia necessaria per le variazioni esterne irregolari del campo mentre, lโattrazione gravitazionale e le maree atmosferiche di origine termica, sono le principali responsabili delle variazioni esterne regolari.

Variazioni regolari
I magnetogrammi di un osservatorio geomagnetico rivelano lโesistenza di una struttura, nellโandamento temporale degli elementi del campo magnetico terrestre, che tende a ripetersi sistematicamente giorno per giorno; tale variazione, nota come โvariazione diurnaโ, procede secondo il tempo locale, con forme caratteristiche per ciascun elemento interpretabili come sovrapposizione di onde aventi periodo di parecchie ore, e con unโampiezza dellโordine di qualche decina di nT. A volte, la variazione diurna รจ mascherata da variazioni irregolari che in parte la deformano. La variazione diurna media (calcolata su giorni quieti) viene chiamata Sq (solar quiet, solar indica che essa procede con il tempo locale, quiet che รจ caratteristica di una situazione di assenza di perturbazioni). Lโampiezza della Sq presenta un andamento stagionale con un massimo e un minimo rispettivamente nellโestate e nellโinverno locali alle alte e medie latitudini, e con un massimo agli equinozi nella zona intertropicale per H e Z. Inoltre lโampiezza dipende dalla fase del ciclo delle macchie solari.

La variazione diurna รจ generata da un sistema di correnti elettriche che fluiscono nella ionosfera ad una quota di circa 400 km. Queste correnti, presenti in quella parte della ionosfera illuminata dal Sole, formano due vortici distinti: uno in ciascun emisfero. Vista dal Sole la circolazione delle correnti nei due vortici avviene in versi opposti (verso antiorario nellโemisfero Nord ed orario in quello Sud). I centri di tali vortici si trovano alle latitudini di circa ยฑ 40ยฐ e molto vicini al meridiano del Sole.

Dato il verso di percorrenza della corrente nei due vortici, allโaltezza dellโequatore si genera un flusso di corrente in direzione ovest-est che prende il nome di elettrogetto equatoriale. Questo flusso di corrente, dellโordine di 500000 Ampere, puรฒ produrre una variazione diurna a Terra dellโordine di 200 nT.
Variazioni irregolari
- Tempeste magnetiche
- Sottotempeste magnetiche
- Baie magnetiche

Le tempeste geomagnetiche
Generalmente, ma non sempre, la tempesta magnetica inizia con un improvviso aumento, detto SSC (da Storm Sudden Commencement), dellโintensitร della componente orizzontale H del campo magnetico terrestre. LโSSC, pur essendo un fenomeno planetario puรฒ variare in latitudine e tempo locale. Immediatamente dopo lโSSC (entro unโora) troviamo la fase iniziale della tempesta che ha inizio con un repentino aumento dellโintensitร della componente orizzontale H che puรฒ, nellโarco di 2-3 minuti, aumentare fino a 30 nT.
In seguito la componente H, pur fluttuando, si mantiene con un valore elevato per alcune ore (da 1 a 10) per poi diminuire bruscamente raggiungendo un valore nettamente inferiore a quello di partenza (la fase principale). Ha inizio, a questo punto, la fase di recupero della tempesta in cui lโintensitร della componente orizzontale del campo magnetico aumenta nuovamente, dapprima con un tempo di scala di qualche ora, poi di qualche giorno, fino a raggiungere nuovamente il valore pre-tempesta. Questa evoluzione รจ definibile su base statistica; esaminando invece le singole tempeste รจ possibile trovare una notevole varietร di andamenti. Ci sono, infatti, perturbazioni in cui lโandamento di H รจ strettamente conforme allโandamento descritto cosรฌ come vi sono perturbazioni in cui non tutte le fasi sono perfettamente individuabili.

Le sottotempeste geomagnetiche
Una sottotempesta รจ una sequenza ordinata di eventi che si verificano nella magnetosfera e nella ionosfera principalmente quando il campo magnetico interplanetario si orienta verso sud rendendo cosรฌ possibile lโaumento del quantitativo di energia che fluisce dal vento solare alla magnetosfera.
Sulla Terra lโinizio di una sottotempesta comporta lโintensificazione delle aurore polari essenzialmente nella zona aurorale intorno alla mezzanotte. Gli archi aurorali infatti tendono ad aumentare la propria intensitร e ad espandersi fino a coprire gran parte del cielo. In corrispondenza di questi fenomeni si registrano forti disturbi magnetici che possono raggiungere i 1000 nT. Questi disturbi magnetici sono considerevolmente piรน intensi di quelli comunemente registrati alle basse latitudini dove il verificarsi delle tempeste magneticheย produce disturbi dellโordine di qualche decina di nT. La differente intensitร del disturbo รจ attribuibile alla diversa distanza dalla Terra delle sorgenti responsabili di tali perturbazioni. La corrente ad anello, responsabile del verificarsi delle tempeste magnetiche, ruota intorno alla Terra ad una distanza pari a qualche decina di migliaia di chilometri mentre le correnti elettriche, associate alle sottotempeste, circolano nella ionosfera ad una quota di circa 130 km.


Le baie magnetiche
Tra le piรน importanti variazioni irregolari registrate essenzialmente presso gli osservatori geomagnetici siti a media latitudine dobbiamo ricordare le baie. Queste variazioni si verificano in preferenza nelle ore serali e notturne con durata compresa tra 1 e 2 ore. Le baie, spesso concomitanti con le tempeste, possono presentarsi anche isolatamente; questo suggerisce che possono essere considerate come tempeste elementari. Dalle osservazioni si รจ dedotto che le baie sono prodotte da correnti elettriche che scorrono nella ionosfera a latitudini comprese tra 65ยฐ e 70ยฐ tali correnti vengono generate nella magnetosfera, fluiscono nella ionosfera e ritornano nella magnetosfera seguendo le linee di forza del campo.
Che valori raggiunge il campo magnetico terrestre?
Lโunitร comunemente usata per descrivere lโintensitร del campo geomagnetico รจ nanoTesla (nT), cioรจ 10-9 Tesla. Attualmente lโintensitร del campo magnetico รจ compresa tra 25.000 nT allโequatore e 70.000 nT ai poli. Il contributo del campo crostale, in alcune zone, raggiunge valori anche fino a 1000 nT. Le variazioni di campo di origine esterna hanno ampiezze di qualche centinaia di nT, che possono raggiungere qualche migliaio di nT durante forti tempeste magnetiche in aree polari.ย In Italia lโINGV, oltre a gestire gli osservatori geomagnetici che monitorano il campo magnetico terrestre nel tempo, effettua periodicamente, ogni 5 anni, campagne di misure magnetiche su tutto il territorio nazionale. I dati raccolti in queste campagne permettono la realizzazione della cartografia magnetica nazionale. Attualmente la Rete Magnetica Italiana consta di circa 130 stazioni distribuite in modo quanto piรน possibile uniforme sul territorio nazionale. Presso ognuna di queste stazioni vengono effettuate, in media ogni 5 anni, le misurazioni degli elementi del campo geomagnetico. I dati magnetici raccolti nel corso delle campagne di misura presso i capisaldi della rete magnetica nazionale, opportunamente elaborati, permettono la realizzazione di una cartografia in cui viene riportato su di una mappa il campo magnetico espresso dal valore dei suoi elementi, nonchรฉ la loro variazione temporale. Lโultima carta magnetica per lโItalia (relativa allโanno 2015) รจ stata realizzata nellโambito della collaborazione fra lโIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e Istituto Geografico Militare Italiano (IGM). Compilata in quattro fogli sulla base delle misure magnetiche eseguite su 133 capisaldi della Rete Magnetica Italiana (inclusi 2 Osservatori, 11 capisaldi in Albania e 3 capisaldi in Corsica) descrive i valori degli elementi magnetici D, H, Z nonchรฉ dellโintensitร F per lโItalia, per lโanno 2015.0, alla scala 1:2000000. Questa carta รจ disponibile sia in formato cartaceo che elettronico.
Carta magnetica dโItalia, 2015.0. Componente D. Le immagini 1, 2, 3, 8, 9, 10 e 13 sono a cura dell’ufficio grafica INGV.
Paleomagnetismo
Di cosa si occupa il paleomagnetismo?
Il paleomagnetismo รจ una disciplina che si occupa dello studio della magnetizzazione rimanente preservata dalle rocce, indotta dal campo geomagnetico esistente al momento della loro formazione.ย Il paleomagnetismo si basa dunque sulla misura ed analisi delle proprietร magnetiche delle rocce e sulla comprensione dei processi di acquisizione dellaย loro magnetizzazione โfossileโ (o rimanente).ย In uno studio di paleomagnetismo ci si prefigge quindi di riconoscere quante componenti di magnetizzazione rimanente ci sono in una roccia, di definire la loro orientazione e di datare il momento della loro acquisizione.ย Questo รจ possibile attraverso sofisticate analisi di laboratorio e mediante specifici test di terreno.

Che cosa sappiamo oggi grazie al paleomagnetismo?
I dati paleomagnetici ottenuti permettono di stimare la direzione, lโintensitร e la polaritร del campo magnetico generato nel nucleo liquido della Terra e i suoi cambiamenti nel corso del tempo geologico. Dallโanalisi del record magnetico nelle rocce, infatti, oggi sappiamo che il campo magnetico nel passato si รจ invertitoย ripetutamente di polaritร (scambiando di posizione i poli geomagnetici N e S) ed รจ stato soggetto a significative variazioni della sua intensitร

Lโanalisi del campo magnetico preservato nelle rocce รจ stata ed รจ una importante fonte di informazioni per capire e ricostruire lโevoluzione della Terra nel passato geologico.ย Il paleomagnetismo ha assunto un ruolo importante nel decifrare la storia del nostro pianeta e nel fornire le evidenze sperimentali della tettonica a placche a scala globale. I dati paleomagnetici sono stati inoltre molto importanti per comprendere problemi di geodinamica e tettonica sia a scala regionale che locale.
Nellโambito delle Scienze della Terra infatti il paleomagnetismo viene utilizzato per condurre diversi tipi di studi volti alla ricostruzione della evoluzione e sviluppo di catene montuose arcuate, oppure alla ricostruzione di mappe paleogeograficheย determinando la posizione nel passato delle terre emerse e ricostruire il loro percorso.

Gli studi paleomagnetici si occupano inoltre della ricostruzione delle variazioni del campo magnetico terrestre nel corso dei tempi geologici, dello studio dellโalternanza delle polaritร magnetiche in un sequenza rocciosa (magnetostratigrafia) ed ancora della ricostruzione dei cambiamenti ambientali, climatici e oceanografici occorsi nel passato geologico (magnetismo ambientale), come ad esempio lโalternarsi delle fasi di glaciazione e deglaciazione.
Perchรจ le rocce registrano il campo magnetico terrestre?
Le rocce hanno come proprietร quella di registrare il campo magnetico terrestre perchรฉ al loro interno contengono alcuni particolari minerali ad alto contenuto in ferro che sono ferromagnetici (in senso lato). Il campo di minerali di interesse per il paleomagnetismo comprende ossidi e idrossidi di ferro. Tra piรน comuni presenti nelle rocce terresti ricordiamo: Magnetite, Ematite, Maghemite, Goethite, Pirrotina e Greigite.


Questi minerali, al momento della formazione delle rocce si comportano come gli aghi delle bussole e si orientano secondo la direzione del campo magnetico terreste, rimanendo congelati nella stessa direzione durante lo scorrere dei tempi geologici. La figura mostra un esempio: durante il Triassico Medio (235 Milioni di anni fa), una roccia al momento della sua formazione acquisisce una magnetizzazione indotta dallโazione del campo magnetico presente in quel momento (frecce rosse riquadro a). Tale magnetizzazione รจ mantenuta inalterata per centinaia di milioni di anni. In unโepoca successiva (riquadro b) per esempio nel Quadernario (400 mila anni fa), anche in presenza di un campo magnetico opposto la roccia mantiene la stessa magnetizzazione acquisita. Datando la roccia si รจ dunque in grado di risalire alle caratteristiche che il campo magnetico terrestre aveva al momento di formazione della roccia.
Che cosa รจ il magnetismo delle rocce?
Tutte le rocce possiedono una magnetizzazione rimanente dovuta alla presenza di minerali magnetici. Ogni roccia acquisisce una magnetizzazione al momento della sua formazione detta โprimariaโ. Le modalitร di acquisizione sono diverse per i diversi tipi di rocce, ma dipendono tutte dalla azione del campo magnetico terrestre nel corso della litogenesi.
Prendiamo il caso di rocce ignee di tipo effusivo. Quando la lava si raffredda (Fig. a), al suo interno si formano molti minerali alcuni dei quali (presenti in piccole quantitร ) sono dotati ferromagneticiย (aghi celesti Fig. b). Questi mineraliย sono molto sensibili alla presenza del campo magnetico terrestre presente in quel momento (frecce verdi) e quando il processo di raffreddamento avanza fino ad arrivare ad una temperatura inferiore a quella di Curieย (caratteristica di ogni minerale ferromagnetico) questi si orientano parallelamente alla direzione del campo (Fig. c).ย Rimangono poi immobilizzati, nella stessa direzione, allโinterno della roccia consolidata conferendole una magnetizzazione permanente che rimarrร invariata nel tempo geologico.

Qualcosa di simile accade anche per le rocce sedimentarie.ย Come riportato in figura immaginiamo dei granuli di minerali ferromagneticiย che dal fiume arrivano al mare, decantando poi verso il fondo, passando da acque turbolente a acque calme. Questi granuli posseggono un piccolo campo magnetico e, a causa dellโinfluenza del campo magnetico presente in quel momento (freccia verde), durante le deposizione e la compattazione del sedimento si orientano secondo la sua direzione. I granuli risultano cosรฌ orientati tutti nella stessa direzione conferendo alla roccia sedimentaria unaย nuova magnetizzazione stabile.ย Questa magnetizzazione diventa stabile durante la fase di diagenesi,ย ovvero quando il sedimento incoerente diventa roccia.
Come posso misurare il campo magnetico terrestre?
Il paleomagnetista inizia in suo lavoro prelevando una serie di campioni dalle rocce affioranti sulla superficie terrestre.ย Il campionamento, generalmente viene effettuato con un carotatore portatile, raffreddato dalla circolazione di acqua.ย I campioni vengono poi orientati nel foro eseguito nella roccia ed infine rimossi e siglati.ย Successivamente i campioni vengono portati in laboratorio e tagliati in due cilindri gemelli (della dimensione standard di 2.5 cm di diametro per 2.2 cm di altezza).ย I campioni sono successivamente misurati in strumenti specifici (magnetometri) ad alta sensibilitร per determinare lโorientazione (inclinazione e declinazione) e intensitร della magnetizzazione rimanente, al fine di risalire alla definizione del campo magnetico terrestre presente nel passato geologico al momento della formazione della roccia.
Ogni quanto tempo il campo magnetico si รจ invertito nel passato?
Il campo magnetico terrestre รจ lโunica grandezza fisica che caratterizza il pianeta Terra che puรฒ essere studiata anche nel passato geologico. Le rocce hanno la proprietร di congelare la magnetizzazione acquisita in un momento del passato geologico ed il paleomagnetismo, che studia questa magnetizzazione โfossileโ, permette di estendere nel passato le osservazioni sulle caratteristiche e variazioni del campo magnetico terrestre. Una proprietร che รจ stata scoperta attraverso queste osservazioni รจ proprio la inversione di polaritร del campo geomagnetico. Tale scoperta รจ il risultato di molteplici osservazioni condotte su sequenze stratigrafiche esposte in superficie e caratterizzate dallโalternanza di rocce con polaritร secondo la direzione del campo magnetico attuale e con polaritร invertita (ovvero con il polo Nord magnetico in prossimitร del polo Sud geografico, figura b). Ad oggi non sono stati compresi ancora fino in fondo i motivi per cui queste inversioni accadono ma una cosa รจ certa il campo magnetico nel corso del passato geologico si รจ ripetutamente invertito di polaritร .

Un potente metodo per estendere nel tempo le analisi delle inversioni di polaritร del campo magnetico รจ fornito dallo studio delle anomalie magnetiche dei fondali oceanici.

Nella figura seguente sono rappresentazione delle anomalie magnetiche nei fondali oceanici che hanno confutato la teoria della tettonica a placche. La linea tratteggiata indica la dorsale oceanica dalla quale fuoriesce lava che raffreddandosi genera nuova crosta oceanica magnetizzata secondo la polaritร del campo magnetico presente al momento della eruzione. Le anomalie positive, sono quelle rocce con una magnetizzazione come quella attuale (bande colorate); quelle negative sono rocce con magnetizzazione inversa (bande marroni). La simmetria nella distribuzione e lโampiezza delle fasce magnetiche suggerisce che la roccia si sia formata a seguito del raffreddamento di lava fuoriuscita lungo la dorsale (linea tratteggiata), magnetizzandosi secondo il campo magnetico presente al momento della eruzione. In seguito si รจ allontanata parte da un lato e parte dallโaltro della dorsale per il continuo riformarsi nella zona della dorsale di nuova roccia (crosta oceanica) come mostrato dal passaggio dal tempo 1 al tempo 3.ย Tali anomalie sono state imputate alla magnetizzazione rimanente delle rocce, magnetizzate alternativamente con polaritร normale ed inversa. Tale interpretazione delle anomalie magnetiche oceaniche ha portato la conferma sperimentale dellโespansione dei fondali oceanici e ha portato alla nascita della teoria della tettonica a placche.
Gli studi paleomagnetici sia di rocce continentali che oceaniche hanno messo in evidenza che il campo magnetico terrestre si รจ invertito sin da epoche antichissime, con frequenza delle inversioni e durata delle polaritร variabile.
Integrando i dati ottenuti dagli studi paleomagnetici con altri metodi di datazione delle rocce si รจ costruita una scala cronologica delle inversioni (scala magnetostratigrafica)

La scala magnetostratigrafica come riportata nella tabella in figura รจ assimilabile nellโaspetto al codice a barre degli alimenti, in cui si alternano bande nere e bianche.

Le bande nere indicano periodi a polaritร normale ovvero con il polo nord orientato come lโattuale, mentre le bianche periodi a polaritร inversa.ย La scala magnetostratigrafica รจ suddivisa in epoche magnetiche (o Chron) allโinterno di ogni epoca sono stati individuati momenti di inversione molto piรน brevi definiti eventi magnetici (o sub-Chron).ย Lโepoca magnetica in cui viviamo a polaritร normale e lโultima inversione รจ avvenuta circa 780 mila anni fa quando si รจ passati da unโepoca a polaritร inversa ad una a polaritร normale (passaggio Brunhes-Matuyama) in cui viviamo oggi.
Il campo magnetico terrestre si sta invertendo?
Ci troviamo in un periodo di declino dellโintensitร del campo magnetico terrestre maย non possiamo affermare con certezza se o quando si verificherร la prossima inversione di polaritร magnetica. Sulla base delle misurazioni del campo magnetico terrestre prese dal 1850 circa, alcuni ricercatori stimano che il momento di dipolo decadrร in circa 1.300 anni. In ogni caso, anche se il campo magnetico terrestre avesse iniziato un percorso di inversione, ci vorranno ancora diverse migliaia di anni per completarla. Durante una inversione di polaritร la Terra conserverร un campo magnetico, sebbene con valori di intensitร assai minori del normale e probabilmenteย con una configurazione piรน complessa di quella dipolare.
Fisica dell’Alta atmosfera
Che cosa รจ l’atmosfera?ย Lโatmosfera รจ lo strato gassoso che circonda il nostro pianeta ritenuto dal campo gravitazionale terrestre. Nella letteratura scientifica lโatmosfera viene convenzionalmente suddivisa in regioni o โsfereโ individuate dalle variazioni dellโandamento della temperatura con la quota. La bassa atmosfera include la troposfera (โ0-15 km), la regione in cui risiedono la maggior parte dei fenomeni meteorologici. Per media atmosfera si intende la stratosfera (โ15-50 km), la porzione atmosferica in cui si trova la massima concentrazione di ozono, e la mesosfera (โ50-85 km), la regione piรน studiata per la comprensione degli effetti del cambiamento climatico. Lโalta atmosfera include la termosfera (โ85-600 km) e lโesosfera (>600 km).
Che cosa รจ la ionizzazione?
Processo in virtรน del quale un atomo o un gruppo atomico acquistano una carica elettrica passando dalla neutralitร allo stato di ione, positivo o negativo.
Che cosa รจ la ionosfera?
La ionosfera si estende dalla media allโalta atmosfera, tra circa 50 e 1000 km sopra la superficie terrestre. La presenza nellโalta atmosfera terrestre di elettroni e ioni liberi รจ dovuta principalmente al fatto che i gas che la costituiscono sono continuamente sottoposti allโazione ionizzante della radiazione solare UV e X. Oltre allโazione ionizzante del Sole, che fornisce il massimo contributo, bisogna considerare anche i raggi cosmici che, seppur in minima parte, sono causa anche loro della presenza di elettroni e ioni liberi nellโatmosfera. Alle alte latitudini, inoltre, il continuo afflusso di particelle cariche di origine prevalentemente solare costituisce unโaltra sorgente di ionizzazione. La ionosfera viene descritta dallโandamento della densitร elettronica, che varia mediamente tra 107 e 1012 e/m3, in funzione dellโaltezza e individua le regioni D, E, F.

Che cosa รจ la regione D?
La parte piรน bassa della ionosfera costituisce la regione D (50รท90 km). In condizioni di quiete questa regione รจ presente solo di giorno, mentre, in concomitanza di flussi di elettroni e protoni ad alta energia provenienti dal Sole associabili a disturbi di natura geomagnetica, addizionali strati D di ionizzazione possono essere prodotti in qualsiasi momento del giorno e della notte.
Che cosa รจ la regione E?ย
La regione E (90รท140 km), che caratterizza principalmente la ionosfera diurna, รจ solitamente costituita da un solo massimo di densitร elettronica, lo strato E, a circa 120 km e, come la regione D, รจ caratterizzata da una prevalenza di ioni pesanti (O2+, NO+) su ioni leggeri. Come lo strato D anche lo strato E segue un tipico andamento diurno con un massimo in corrispondenza del mezzogiorno locale.
Che cosa รจ la regione F?ย
In essa si raggiungono le massime concentrazioni di densitร elettronica. La parte piรน bassa di questa regione, in cui prevalgono ioni leggeri (essenzialmente O+ e H+), mostra una variazione differente rispetto alla parte superiore; ciรฒ ha portato ad una suddivisione della regione in due strati: lo strato F1, essenzialmente uno strato diurno estivo, e lo strato F2, che di notte comunque si fondono in un unico strato F. Oltre il massimo dello strato F2 la densitร elettronica inizia a decrescere monotonamente e la ionosfera superiore va lentamente sfumando nella sovrastante magnetosfera.
Come varia la ionosfera?
La ionosfera varia nello spazio nel tempo perchรฉ varia la concentrazione degli elettroni liberi. Le cosiddette variazioni regolari sono ascrivibili allโora del giorno, alla stagione, alla latitudine e al ciclo solare. Le variazioni irregolari sono quelle conseguenti alle variazioni del campo geomagnetico ad opera di perturbazioni solari, oppure quelle legate a variazioni dellโatmosfera neutra in cui la ionosfera risiede.
Che cosa si intende con comunicazione per via ionosferica?
Nella ionosfera la densitร di elettroni e ioni liberi raggiunge valori tali da influenzare lโindice di rifrazione delle onde elettromagnetiche. Le onde elettromagnetiche HF (High Frequency: 3-30 MHz) vengono riflesse dalla ionosfera permettendo la comunicazione tra una coppia di stazioni (trasmittente-ricevente) poste a grande distanza.
Che cosa รจ un sondaggio ionosferico?
Il sondaggio ionosferico si effettua utilizzando un sistema radar in banda HF usualmente detto ionosonda. Il trasmettitore (TX) emette brevi impulsi di energia a radiofrequenza verso la ionosfera che li riflette; il ricevitore (RX) registra il ritardo temporale tra la trasmissione e la ricezione degli impulsi.

Variando la frequenza della portante degli impulsi viene registrato il tempo di ritardo a diverse frequenze. Tale registrazione, di solito presentata sotto forma di grafico, รจ detta ionogramma.ย Dallโanalisi di uno ionogramma รจ possibile ricavare informazioni su numerosi parametri ionosferici che rivestono un ruolo importante sia per studi di fisica ionosferica, sia per scopi di radio comunicazione.

Che cosa รจ un GPS?
ll sistema GPS (Global Positioning System) รจ un sistema di radio posizionamento satellitare basato su una costellazione di 24 satelliti posti in orbita intorno alla Terra a circa 20200 km di quota.
Questo sistema รจ stato sviluppato dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti (United States Department of Defense) per applicazioni militari. Il sistema GPS ha trovato in seguito vastissima applicazione tra gli utenti non militari e per scopi di ricerca scientifica.ย Piรน recentemente si sono aggiunti sistemi di posizionamento satellitare aggiuntivi, quali GLONASS (Russiaโs Globalโnaya Navigatsionnaya Sputnikovaya Sistema), il sistema cinese BeiDou Navigation Satellite System e il nascente sistema europeo Galileo. Questi sistemi vengono complessivamente identificati come GNSS (Global Navigation Satellite System).
Perchรฉ la ionosfera disturba i sistemi GNSS?
Nel loro viaggio tra il trasmettitore a bordo dei satelliti GNSS (GPS, GLONASS, Galileo, ecc.) e il ricevitore a terra i segnali subiscono due effetti dovuti allโesistenza della ionosfera: un ritardo nella propagazione ed effetti rifrattivi e diffrattivi sullโampiezza e sulla fase del segnale ricevuto. Il primo effetto, che si presenta, in qualsiasi condizione, รจ dovuto allโinterazione tra i segnali emessi in banda L (1-2 GHz) e la presenza di elettroni liberi. Il secondo effetto, tipico dei periodi disturbati, รจ noto come scintillazione ionosferica, ed รจ dovuto ad una distribuzione disomogenea degli elettroni liberi in ionosfera. Entrambi gli effetti contribuiscono allโerrore che viene attribuito al posizionamento satellitare. In caso di scintillazione di forte intensitร si possono verificare delle interruzioni di ricezione, con conseguente perdita del servizio di posizionamento. In condizioni quiete lโerrore medio sul posizionamento che tipicamente viene associato alla ionosfera รจ dellโordine di alcuni metri.

Perchรฉ si usano i segnali GNSS per studiare la ionosfera?
Lโinterazione tra i segnali GNSS e la ionosfera modifica la propagazione dei segnali stessi. Per questo motivo ciรฒ che il ricevitore GNSS posto a terra riceve รจ un informazione che mantiene memoria del passaggio del segnale in ionosfera. Tramite opportune elaborazioni dei segnali acquisiti dai ricevitori GNSS, quindi, รจ possibile estrarre alcune importanti informazioni sulla ionosfera.

Che cosa รจ lo Space Weather?ย
Il termine meteorologia spaziale (dallโinglese โSpace Weatherโ) รจ utilizzato per identificare quella disciplina scientifica che si occupa della comprensione e della possibile previsione dei diversi processi che avvengono sul Sole, nel vento solare, nella magnetosfera terrestre, nella ionosfera e nella termosfera e che possono influenzare il funzionamento e lโaffidabilitร di sistemi tecnologici nello spazio o a terra e che possono risultare pericolosi per la salute degli esseri umani.

Geofisica applicata
Che cosa รจ la geofisica applicata per l’esplorazione del sottosuolo?
Laย geofisica applicataย utilizza delle tecniche di esplorazione del sottosuolo (magnetometria, tomografia elettrica, elettromagnetismo, gravimetria), che si basano su noti principi di fisica terrestre, per studiare e caratterizzare la parte piรน superficiale della crosta terrestre. In questo modo รจ possibile acquisire, in maniera non invasiva, informazioni importanti sulle caratteristiche e sullโassetto geologico del sottosuolo senza dover necessariamente ricorrere ad uno scavo o una perforazione diretta del terreno.
Che cosa รจ un rilievo geofisico?
Eseguire un rilievo geofisico del sottosuolo significa misurare, dalla superficie del terreno, dei segnali associati a determinate caratteristiche del sottosuolo. Per fare ciรฒ, si utilizzano degli strumenti specifici in grado sia di rilevare il segnale spontaneamente e costantemente emesso dalla Terra (es. campo magnetico, campo gravitazionale), sia di misurare la risposta del sottosuolo alla propagazione di segnali generati in superficie da appositi apparati strumentali.
Che cosa รจ l’induzione elettromagnetica?
Il principio dellโinduzione elettromagnetica รจ regolato dalle note equazioni di Maxwell che spiegano lโinterazione reciproca tra il campo magnetico e il campo elettrico nello spazio. Se facciamo circolare una corrente elettrica in una bobina essa genererร un campo magnetico che si propaga nello spazio circostante e nel sottosuolo. Questo campo magnetico variabile, attraversando un conduttore (il terreno), induce in esso delle correnti elettriche. Queste correnti indotte si propagano nel mezzo generando, a loro volta, un campo magnetico definito โsecondarioโ che puรฒ essere rilevato in superficie da unโaltra bobina (antenna) posta a una certa distanza da quella trasmittente.
Che cosa รจ la resistivitร elettrica?
La resistivitร elettrica รจ una grandezza fisica โ misurata in ฮฉm (ohm per metro), caratteristica di ogni materiale, che indica la resistenza incontrata dalla corrente elettrica nellโattraversarlo. Essa dipende da diversi fattori quali, ad esempio: porositร , presenza di fluidi, composizione mineralogica, grado di fratturazione, grado di saturazione, nonchรฉ la presenza di sostanze organiche; pertanto, il suo valore puรฒ cambiare di diversi ordini di grandezza anche allโinterno delle singole classi di rocce e terreni al variare di questi parametri.
Che cosa รจ un la suscettivitร magnetica?
La suscettivitร magnetica รจ una grandezza adimensionale che descrive la capacitร di una sostanza di magnetizzarsi in presenza di un campo magnetico esterno.
Come funziona la magnetometria?
Tra le tecniche geofisiche piรน ampiamente utilizzate in campo ambientale e archeologico, vi รจ sicuramente il metodo magnetico. Questo metodo dโindagine consiste nel misurare le variazioni spaziali delย campo magnetico terrestreย dovute alla presenza nel terreno di corpi magnetizzati. Ovviamente, affinchรฉ si possa osservare una variazione significativa nelle misure magnetiche รจ necessario che vi sia un contrasto diย suscettivitร magneticaย tra la sorgente magnetizzata e il terreno che la contiene. La tecnica trova numerose applicazioni in campo ambientale (ad esempio: la ricerca di rifiuti ferrosi nel sottosuolo) e archeologico (ad esempio: la ricerca di strutture antropiche sepolte).
Che cosa รจ una anomalia magnetica?
Unโanomalia magneticaย รจ una variazione locale del campo magnetico terrestre legata a vari fattori. La mappatura delle variazioni magnetiche in una data area permette di rilevare la presenza di strutture aventi caratteristiche magnetiche diverse dal terreno circostante.ย Le anomalie magnetiche rappresentano in generale una piccola frazione del campo geomagnetico e per metterle in evidenza รจ necessario utilizzare dei magnetometri, strumenti progettati per effettuare misure di campo magnetico.
Come funziona la tomografia di resistivitร elettrica?
Il metodo della tomografia elettrica permette di misurare laย resistivitร elettricaย del sottosuolo attraverso una serie di elettrodi metallici, infissi nel terreno, che fungono sia da sorgenti di corrente elettrica immessa nel sottosuolo sia da ricevitori del segnale prodotto dal passaggio della corrente nel terreno. La tecnica trova numerose applicazioni in campo geologico (ad esempio: la mappatura di acqua nel sottosuolo, la mappatura delle faglie), archeologico (ad esempio: la mappatura delle strutture antropiche sepolte, cavitร ) e ambientale (ad esempio: la mappatura del percolato di discarica).
Come funziona la tomografia elettrica capacitiva?
La tomografia elettrica capacitiva รจ una tecnica di prospezione geofisica che consente di acquisire, in tempi rapidi, dati sullaย resistivitร elettricaย del sottosuolo. Negli ultimi anni, questa tecnica di prospezione ha visto un crescente utilizzo per applicazioni in campo archeologico e ambientale. Il grosso vantaggio, rispetto al metodo di tomografia di resistivitร elettrica, consiste nella velocitร di acquisizione dei dati poichรฉ non รจ necessario infiggere elettrodi per energizzare il terreno. Infatti, un operatore trascina dei sensori alloggiati lungo un cavo, attraverso i quali รจ possibile rilevare la presenza di discontinuitร nel sottosuolo siano esse di natura antropica (come muri, tombe e pavimenti) o anche di origine geologica (fratture, cavitร , stratificazioni del sottosuolo).

Come funziona la tecnica elettromagnetica nel dominio della frequenza (FDEM)?
Gli strumenti che si basano sul principio dellโinduzione elettromagneticaย sono comunemente impiegati per prospezioni geofisiche superficiali sia in campo archeologico (ad esempio: la ricerca di strutture antropiche sepolte) sia per applicazioni in campo ambientale (ad esempio: la ricerca di rifiuti interrati o altre forme di inquinamento superficiale del suolo). Il risultato di un rilievo elettromagnetico รจ restituito sotto forma di mappe tematiche, ognuna delle quali rappresenta una specifica proprietร del campo magnetico e del campo elettrico. La prima, รจ particolarmente sensibile alla presenza di forti conduttori come ad esempio corpi metallici; la seconda, invece, fornisce informazioni sulla conducibilitร (lโinverso dellaย resistivitร ) dovuta alla presenza di disomogeneitร elettriche esistenti nel sottosuolo.

Come funzionano le tecniche elettromagnetiche nel dominio del tempo (TDEM)?
Il sondaggio TDEM consente di ottenere un modello monodimensionale del sottosuolo, individuando degli โelettro-stratiโ, cioรจ degli strati del sottosuolo caratterizzati da una ben definita resistivitร elettrica. La misura prevede la realizzazione, tramite un cavo elettrico, di unย loopย quadrato o rettangolare in cui viene fatta circolare una corrente elettrica alternata. Il metodo TDEM, sviluppato a partire circa dagli anni โ70 per la ricerca di giacimenti minerari, รจ oggi ampiamente utilizzato per lโesplorazione del sottosuolo in campo idrogeologico e ambientale (ricostruzione stratigrafica del sottosuolo, mappatura del percolato in falda, ecc.).

Come funziona la tecnica georadar?
Il georadar รจ una tecnica non distruttiva che utilizza brevi impulsi elettromagnetici ad alta frequenza, emessi e ricevuti da una o piรน antenne. Queste onde elettromagnetiche generate dallโantenna si propagano nel sottosuolo e vengono riflesse quando raggiungono un interfaccia tra materiali che possiedono differenti proprietร elettromagnetiche (resistivitร elettrica e costante dielettrica): tali riflessioni sono visualizzate e registrate mentre le antenne vengono trascinate sulla superficie del terreno. La profonditร di penetrazione del segnale Georadar dipende molto dalla resistivitร elettrica del terreno e dalla frequenza dellโonda trasmessa, e puรฒ variare da pochi centimetri fino a qualche metro.

Immagini a cura diย 
Oceanografia
Che cosa รจ l’Oceanografia?
Il termine oceanografia รจ composto dalle parole greche ฯฮบฮตฮฑฮฝฯฯ (โoceanoโ) e ฮณฯฮฌฯฯ (โscrivereโ). Lโoceanografia รจ la branca delle scienze della terra che studia gli oceani, con particolare riguardo ai processi fisici, chimici, geologici e biologici che in essi avvengono.
Che cosa รจ un l’oceanografia operativa?ย
Lโoceanografia operativa รจ una branca dellโoceanografia che abbina la componente tecnologica/ingegneristica, a quella puramente scientifica, per lโosservazione ed il monitoraggio sistematico dei mari, degli oceani e dellโatmosfera. Lโoceanografia operativa ha da anni sviluppato un sistema integrato di osservazioni e modelli con lโobiettivo di produrre e disseminare i dati di previsione e altri prodotti sullo stato del mare, come ad esempio portali web per la fruizione delle previsioni meteo-marine, applicazioni per la sicurezza della rotta di imbarcazioni in mare, servizi di ricerca e soccorso, servizi per la localizzazione di sversamenti di idrocarburi.
Che cosa sono i dati in situ?
I dati in situ sono quelli misurati o campionati in mare da oceanografi su navi oceanografiche o, da sensori automatici che trasmettono i dati raccolti in tempo reale via satellite.

Che cosa sono i processi antropici?
I processi, le attivitร , i fattori o gli effetti antropici sono quelli derivanti dallโattivitร umana, diversamente da quelli che avvengono in ambienti naturali senza alcuna influenza da parte dellโuomo.
Che cosa รจ l’inquinamento?ย
Lโinquinamento consiste nellโintroduzione diretta o indiretta in un ambiente di sostanze o anche di energia capaci di trasformare gli equilibri naturali producendo anche effetti sulla salute umana. Alcune di queste trasformazioni sono irreversibili nel medio o nel lungo periodo. Lโinquinamento puรฒ essere provocato da fenomeni naturali โ per esempio eruzioni vulcaniche, incendi, radioattivitร di alcune rocce โ o da attivitร dellโuomo. In entrambi i casi, vengono immesse in un ambiente sostanze estranee a esso o sostanze comuni ma in quantitร tali che superano la capacitร di digestione (demolizione e decomposizione) e assorbimento da parte di quellโambiente: รจ il caso dellโeutrofizzazione negli ambienti acquatici o dellโeccesso di produzione di anidride carbonica che provoca lโeffetto serra.

Quanto รจ profondo il mare?
La profonditร del mare รจ estremamente variabile che va dalla zona in cui frangono le onde sulle spiagge di tutto il mondo, alle fosse oceaniche profonde. Il punto piรน profondo (circa 11000 metri) risiede nella Fossa delle Marianne, nellโOceano Pacifico occidentale. Le mappe batimetriche forniscono la rappresentazione grafica del fondale marino.

Che cosa รจ l’acquacoltura?ย
Lโacquacoltura รจ la produzione di organismi acquatici, principalmente pesci, crostacei e molluschi, ma anche alghe, in ambienti confinati e controllati dallโuomo. Il termine acquacoltura si contrappone generalmente alla pesca, nella quale lโuomo si limita a prelevare dagli stock naturali i prodotti di cui ha bisogno, tuttavia รจ considerata forma di acquacoltura anche la bivalvicoltura nella quale lโintervento dellโuomo รจ solitamente limitato a fornire un supporto meccanico adatto allโattecchimento degli organismi acquatici, per facilitarne lo sviluppo e il prelievo finale.

Che cosa รจ il Servizio Marino COPERNICUS (CMEMS)?ย
Il Servizio di monitoraggio dellโambiente marino di Copernicus (CMEMS, Copernicus โ Marine Environment Monitoring Service) fornisce informazioni costantemente aggiornate sulle caratteristiche fisiche, la variabilitร e le dinamiche dellโoceano e degli ecosistemi marini. CMEMS รจ nato per fronteggiare, da un punto di vista scientifico ed economico, le problematiche emergenti relative allโambiente marino, utilizzando i dati provenienti dalle osservazioni satellitari e in situ. Il sistema fornisce analisi sullo stato dellโoceano e previsioni giornaliere in grado di offrire una capacitร di osservazione, comprensione e anticipazione degli eventi ambientali marini senza precedenti. CMEMS fornisce un servizio informativo agli utenti dei diversi settori economici, di ricerca e sviluppo delle seguenti aree: sicurezza marittima; ambiente marino e costiero; risorse marine; previsioni meteorologiche, stagionali e climatiche. Le osservazioni e le previsioni prodotte dal servizio supportano tutte le applicazioni marine.

Clima e Paleoclima
Che cosa รจ il clima?
Il climaย รจ la variabilitร media del tempo meteorologico, su un lasso di tempo compreso fra i mesi e le migliaia,ย fino ai milioni di anni.
Che differenza c’รจ tra tempo meteorologico e clima?ย
Il tempo meteorologico รจ lo stato dellโatmosfera in un particolare momento, in un determinato luogo, definito da temperatura, precipitazione, vento.Il climaย รจ la variabilitร media del tempo meteorologico, su un lasso di tempo compreso fra i mesi e le migliaia,ย fino ai milioni di anni.
Come funziona il clima?
Il sistema climatico terrestre รจ alimentato dal Sole come una macchina ad energia solare. Lโequilibrio energetico รจ mantenuto attraverso il trasferimento di calore dalle basse latitudini alle alte latitudini attraverso i venti e le correnti marine.


Quali sono i fattori che influenzano il clima?
Variazioni dellโattivitร solareย ย ย ย

Variazione dei parametri orbitali
Eccentricitร โ Lโenergia che la Terra riceve dal sole varia maggiormente quanto piรน la sua orbita intorno al sole รจ allungata.

Inclinazione dellโasse โ Lโasse terrestre oscilla tra 22.2ยฐ e 24.5ยฐ. Maggiore รจ lโangolo di oscillazione e maggiore รจ la quantitร di energia solare ricevuta dai poli.

Precessione โ Lโorientazione dellโasse terrestre cambia gradualmente influenzando lโeccentricitร dellโorbita e lโinclinazione dellโasse terrestre.

Variazione della posizione relativa dei continenti

Attivitร dellโuomo ย (agricoltura e industria)


Che cosa รจ il paleoclima?
Per paleoclima si intende il clima di periodi geologici e storici precedenti lo sviluppo degli strumenti di misura delle componenti del clima e del tempo atmosferico Prima quindi del 1600 anno in cui Galileo e Torricelli inventarono il termometro ed il barometro.
Che cosa รจ la paleoclimatologia?
La paleoclimatologia รจ la disciplina scientifica che ย studia ย il clima della Terra e le sue variazioni nel corso della lunga storia del nostro pianeta. La ricerca paleoclimatica utilizza le testimonianze geologicheย e biologiche (indicatori climatici) conservate nei sedimenti, rocce, concrezioni di grotta, ย anelli di crescita degli alberi, ghiaccio e altri archivi paleoclimatici per ricostruire il clima del passato. Le ricostruzioni paleoclimaticheย forniscono indicazioni sulla variabilitร del clima e dellโambiente prima dellโavvento degli strumenti per misurare le componenti del clima.
Quanto indietro nella storia della Terra si puรฒ ricostruire il paleoclima?
Le ricerche paleoclimatiche coprono lโintera storia della Terra. Gli studi che riguardano gli ultimi secoli e millenni producono ricostruzioni ad alta risoluzione temporale delle variazioni delle temperature e delle precipitazioni, che costituiscono la base per quantificare e comprendere la variabilitร naturale del clima. Gli studi sulle ultime decine di migliaia, milioni o centinaia di milioniย di anni rivelano cambiamenti climatici legati alla posizione reciproca di ย Sole e ย Terra, a variazioni delle quantitร di gas serra in atmosfera, che hannoย controllato lโavvento e la fine delle ere glaciali, a cambiamenti della circolazione oceanica, e a processi geologici come il sollevamento delle montagne e la deriva dei continenti.

Come si ricostruisce il clima del passato?ย
Il clima del passato viene ricostruito attraverso lo studio di diversi archivi paleoclimatici come: sedimenti marini e lacustri, carote di ghiaccio, speleotemi (concrezioni di grotta), anelli di crescita degli alberi, coralli. Questi contengono gli indicatori climatici fisici, chimici o biologici, che forniscono informazioniย sulle variazioni del clima e dellโambiente del passato (come livello del mare, temperatura dellโaria e dellโoceano, composizione dellโatmosfera e precipitazioni).
Come facciamo a sapere l’etร di un evento paleoclimatico?
Per determinare lโinizio e la fine di un evento paleoclimatico e stabilirne la durata, si utilizzano i tempi di decadimento degli isotopi radioattivi (ad esempio, carbonio14, uranio-torio, uranio-piombo), che forniscono una stima numerica dellโetร dellโarchivio studiato (decine, migliaia,ย milioni di anni). A queste tecniche radiometriche possono essere associati altri metodi di datazione come la biostratigrafia (che usa il contenuto di fossili del campione per stabilirne lโetร relativa), o come il conteggio degli anelli di crescita degli alberi e degli strati annuali dei sedimenti ย lacustri.
Che cosa รจ un evento paleoclimatico?ย
Per evento paleoclimatico si intende una variazione dello stato del clima passato in cui una o alcune delle variabili climatiche (temperatura, precipitazioni, ecc.) hanno valori differenti da quelli medi (piรน bassi o piรน alti).
Come gli studi paleoclimatici aiutano a capire meglio le potenziali conseguenze dei futuri cambiamenti climatici?
Ogni componente del sistema Terra influenza o รจ influenzato dal clima. Gli ecosistemi, la disponibilitร di acqua, il ciclo del carbonio, la variazione del livello del mare, la circolazione oceanica e lโacidificazione dellโoceano, tutti interagiscono con il clima e rispondono ai cambiamenti climatici. Gli studi paleoclimatici forniscono una prospettiva fondamentale per valutare lโimpatto che avranno i cambiamenti climatici futuri sullโecosistema e sulle attivitร umane.
Come le ricerche paleoclimatiche sono utili alle politiche e alla gestionedelle risorse?ย
Conoscere lโentitร e la frequenza delle variazioni dei fenomeni climatici naturali nel passato, fornisce un quadro per mettere in atto politiche di gestione e mitigazione dellโimpatto dei cambiamenti climatici futuri sullโambiente e sulle attivitร umane.
Quali sono gli archivi paleoclimatici?
Gli archivi paleoclimatici possono essere materiale geologico (sedimenti, rocce, speleotemi),ย biologico (anelli di crescita degli alberi, coralli)ย e ghiaccio. Essi contengono elementi ย o caratteristiche (indicatori climatici) che possono essere campionatiย e analizzati usando diversi metodi chimici e fisici.
Sedimenti

Le rocce sedimentarie (le piรน antiche risalgono a circa 4 miliardi di anni fa) rappresentano lโarchivio paleoclimatico piรน studiato eย costituiscono il mezzo per studiare il clima della terra lungo tutta la sua storia. La loro struttura e il contenuto fossilifero sono utilizzati come indicatori paleoclimatici.
Carote di ghiaccio
Il ghiaccio preserva al suo interno campioni di atmosfera del passato sotto forma di polveri, aerosol, isotopi e bolle dโaria, conservando cosรฌย memoria delle condizioni climatiche presenti al momento della deposizione nevosa. ย Gli scienziati prelevano carote di ghiaccio per studiare i cambiamenti annuali della temperatura, precipitazione e composizione dellโatmosfera.

Speleotemi
Gli speleotemi sono depositi chimici ipogei (concrezioni di grotta come stalagmiti e colate) che, grazie ad unโelevata sensibilitร ai mutamenti climatici, sono diventati uno strumento essenziale nelle ricostruzioni paleoclimatiche.
Nei diversi strati di crescita delle concrezioni posso essere registrate le variazioni di temperatura e piovositร esterne, lo sviluppo dei suoli e della vegetazione, fino ad una cadenza annuale. Le grotte in cui si sviluppano possono consentirne la crescita continua per lunghi periodi e conservarli inalterati per milioni di anni. In ultimo, ma non meno importante sono facilmente databili con la serie di decadimento dellโUranio.

Anelli di accrescimento degli alberi
Gli anelli di accrescimento degliย alberi possono essere usatiย per determinarne le etร . Lo spessore di ogni anello dipende dalle variazioni di temperatura e precipitazione verificatesi durante la sua crescita. Utilizzando questa caratteristica i paleoclimatologi hanno ricostruito la variabilitร annuale della piovositร e della temperatura degli ultimi 14000 anni. Inoltre, possono registrare eventi di diversa natura come incendi, attacchi di insetti e terremoti.

Quali sono gli indicatori climatici?
Gli indicatori climatici sono quegli elementi fisici, chimici e biologici conservati allโinterno degli archivi paleoclimatici, che possono essere analizzati e correlati con i parametri climatici e ambientali misurati attualmente.
Indicatori fisici
Questi indicatori includono le caratteristiche fisiche di un sedimento come la composizione, la struttura, il colore, la densitร e le proprietร magnetiche, che variano con il variare delle condizioni climatiche presenti al momento della deposizione.

Indicatori biologici
Gli indicatori biologici piรน comunemente utilizzati per studi paleoclimatici includono resti di microrganismi unicellulari (foraminiferi, diatomee, nannoplancton calcareo) e di organismi pluricellulari (ostracodi, pollini, ecc.), che si ritrovano abbondanti nei sedimenti marini e lacustri. Poichรฉ la loro distribuzione รจ controllata dalla temperatura, salinitร , quantitร di luce e di nutrienti della colonna dโacqua in cui vivevano, la loro presenza nei campioni di sedimento analizzati permette di dedurre le condizioni climatiche e ambientali presenti al tempo della loro deposizione.

Indicatori chimici
La composizione chimica dei ย gusci degli organismi marini รจ un ottimo indicatore di temperatura ed umiditร , essendo influenzata dalla composizione dellโacqua in cui vivevano. Per esempio, i foraminiferi utilizzano lโossigeno presente nellโacqua di mare per costruire il loro guscio calcareo (CaCO3 ). Lโossigeno nellโacqua di mare รจ presente principalmente in due diversi tipi (isotopi): leggero e pesante (16O e 18O), in quantitร variabile in funzione della temperatura. ย Il rapporto tra questi tipi di isotopi nel guscio ci puรฒ dire quanto fosse freddo lโoceano al tempo della sua costruzione. In generale maggiore รจ il contenuto di ossigeno pesante (18O) nel guscio, minore era la temperatura dellโacqua. Altri indicatori climatici di tipo chimico sono i biomarker: composti organici derivati dallโattivitร di organismi viventiย che possono fornire indicazioni sulla temperatura, pH, salinitร ecc.

Immagine: Patrizia Pantani
Microplaleontologia
Cos’รจ la Micropaleontologia?
La Micropaleontologia รจ la disciplina che studia fossili di dimensioni comprese tra pochi millesimi di millimetro e qualche centimetro, chiamati Microfossili.
Cosa sono i microfossili?
I microfossili ย sono un gruppo eterogeneo di fossili di dimensioni comprese tra pochi micron (come o piรน piccoli dei granuli della polvere) e qualche centimetro appartenenti ad organismi del mondo vegetale ed animale, sia estinti che viventi.
Quali tipi di microfossili?
I principali gruppi di microfossiliย sono gusci e parti di organismi marini e di acqua dolce unicellulari (protisti: Foraminiferi, Nannoplancton Calcareo, Diatomee, ecc.), pluricellulari (Ostracodi, Conodonti). A questi si associano anche prodotti dellโattivitร delle piante terrestri (Pollini, Spore) che sono oggetto di studio della Palilnologia.
Dove si trovano i microfossili
Si trovano nelle rocce sedimentarieย marine e lacustri, di cui sono spesso la componente principale come nel caso delle Diatomiti, delle rocce calcaree che formano leย bianche scogliere di Dover e diย quelle che furono usateย per ricavare i blocchi per la costruzione delle Piramidi.
A cosa servono i microfossili?
Sono uno strumento importante per correlare e determinare lโetร relativa delle rocce sedimentarie (biostratigrafia, biocronologia) che li contengono, e per ricostruire le condizioni paleoclimatiche e paleoecologiche al tempo della loro deposizione (paleoclimatologia).I microfossili sono molto utili per gli scopi della micropaleontologia applicata, perchรฉ hanno unโampia diffusione geografica, sono abbondanti ย nei sedimenti e nelle rocce di tutti gli ambienti marini e lacustri; ย hanno dimensioni ridotte per cui tendono ad essere meglio conservati, inoltre ย bastano pochi grammi di sedimento per ottenerne grandi quantitร .

Come si studiano i microfossili?
Lo studio dei microfossili avviene al microscopio attraverso lโanalisi di preparati micropaleontologici. Si usano microscopi ย binoculari ย a luce riflessa (per foraminiferi, ostracodi), a luce trasmessa (per studiare vetrini e sezioni sottili di roccia per ย foraminiferi, nannofossili calcarei, diatomee, pollini) e al microscopio elettronico a scansione. Tuttavia anche le normali lenti di ingrandimento permettono il riconoscimento di alcuni ย microfossili (foraminiferi, ostracodi) e sono utilizzate durante il lavoro di campagna per individuare livelli fossiliferi.

I preparati micropaleontologici utilizzati per lo studio di microfossili sono: residui di lavaggio (per studiare esemplari isolati foraminiferi, ostracodi, conodonti ), vetrini (per lo studio di nannofossili calcarei, diatomee) e sezioni sottili di roccia (per lo studio di foraminiferi, talvolta pollini e spore).

I Foraminiferi?
I foraminiferi sono protozoi unicellulari, per lo piรน marini, provvisti di un guscio calcareo (o arenaceo) che si conserva allo stato fossile. I foraminiferi viventi sono sia planctonici ( vivono nella colonna dโacqua trasportati dalle correnti), che bentonici (vivono attaccati al fondo del mare, alle alghe, o infossati nei primi centimetri di sedimento). Hanno dimensioni comprese tra 100 micron e qualche cm. Costituiscono insieme ai nannofossili calcarei il gruppo fossile piรน abbondante. Questi microrganismi fecero la loro comparsa nel Cambriano (circa 540 milioni diย anni fa) e sono attualmente diffusi in tutti gli ambienti marini e tutte le latitudini. In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantitร tale da formare imponenti spessori di rocce, assumendo importanza litogenetica (per esempio i calcari a Nummuliti utilizzati per la costruzione delle piramidi). Anche attualmente, i sedimenti che si depongono in molte aree oceaniche sono formati da gusci di Foraminiferi.


I nannofossili calcarei
I Nannofossili calcarei sono i resti fossili del Nannoplancton calcareo, ovvero di alghe marine planctoniche unicellulari, i Coccolitoforidi, dotate di un esoscheletro calcareo che si conserva allo stato fossile. Le dimensioni ย di questi microfossili sono davvero microscopiche essendo comprese tra 2 e 30 micron. Questi microrganismi comparvero nei mari del Trias superiore (intorno a 220 milioni di anni fa)ย e sono attualmente diffusi in tutti gli ambienti marini. In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantitร tale da formare imponenti spessori di rocce (per esempio le scogliere di Dover). Attualmente i fanghi oceanici sono formati dallโaccumulo di gusci e frammenti diย Nannoplancton calcareo e Foraminiferi.



Le Diatomee
Le diatomee sono le piรน abbondanti alghe unicellulari, di ambiente marino e continentale,ย dotate di un esoscheletro siliceo. Le dimensioni sono comprese tra 10 e 200 micron. Comparvero nel Cretacico inferiore (circa 140 milioni di anni fa) e sono attualmente diffuse in ambienti marini e lacustri. In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantitร tale da formare imponenti spessori di rocce chiamate Diatomiti.

Cos’รจ la Biostratigrafia?
La biostratigrafia รจ la disciplina che studia la distribuzione dei fossili nel tempo e nello spazio al fine di correlare le rocce sedimentarie che li contengono. Essa si fonda sul principio dellโirreversibilitร dellโevoluzione, in base al quale ogni specie รจ vissuta solo ed esclusivamente in un certo intervallo di tempo geologico, dalla sua comparsa fino allโestinzione. Suddivide ed organizza una successione di sedimentariaย in unitร biostratigrafiche, le biozone, che rappresentano insieme di strati definiti e caratterizzati dal loro contenuto in fossili.

Cos’รจ una Biozona?
La biozona รจ lโunitร fondamentale della biostratigrafia, ed รจ un corpo roccioso definito o caratterizzato sulla base del suo contenuto fossilifero. I limiti (superiore ed inferiore) della biozona sono definiti da bioorizzonti.
Il bioorizzonte รจ ย una superficie, o interfaccia, attraverso la quale si manifesta un cambiamento significativo e riconoscibile nei caratteri biostratigrafici. Questo cambiamento รจ ย identificato da un evento (bioevento) nella storia evolutiva del gruppo fossile considerato, comeย per esempio la prima presenza o lโultima presenza di una particolare specie (fossile guida).
Cosa sono i fossili guida
I fossili guida (o marker) sono fossili essenziali per la biostratigrafia eย la datazione relativa delle rocce sedimentarie che li contengono. Essi devono soddisfare alcuni requisiti come: appartenere ad organismi che hanno avuto una rapida evoluzione (cioรจ sono comparsi e si sono estinti in un ย breve periodo di tempo); essere abbondanti, facili da rinvenire, facili da riconoscere, ย avere unโampia distribuzione geografica in modo da consentire la correlazione di rocce sedimentarie di aree geografiche anche molto distanti. Tra i fossili guida piรน conosciuti ci sono ad esempio i trilobiti e i graptoliti (usati per la biostratigrafia del Paleozoico), gli ammonoidi (usati perlopiรน per la datazione relativa delle rocce del Mesozoico), i foraminiferi e i nannofossili calcarei (essenziali nella biostratigrafia del Cenozoico).

