Alla scoperta dell’ambiente

Geomagnetismo

 

Cos’รจ il campo magnetico terrestre?

La Terra genera un proprio campo magnetico โ€“ detto campo geomagnetico โ€“ i cui valori cambiano con il tempo e con la posizione. Il campo geomagnetico รจ assimilabile, in prima approssimazione, ad un campo generato da un magnete dipolo (visualizzabile come un ipotetico magnete a barra con un polo nord e sud) situato al centro della Terra. Attualmente, lโ€™asse del dipolo รจ spostato dallโ€™asse della rotazione terrestre di circa 11 gradi. Ciรฒ significa che i poli geografici e i poli magnetici non si trovano nello stesso punto. Il campo magnetico terrestre interagisce con il campo magnetico solare.terralineeIl campo magnetico terrestre รจ un campo vettoriale rappresentato da un vettore, funzione del punto di osservazione e del tempo, generalmente indicato con F.
Introducendo una terna cartesiana levogira con origine nel luogo di osservazione e assi orientati come in figura, si definiscono i seguenti elementi magnetici:elementi_itaX componente del vettore nel piano orizzontale, diretta verso il Nord geografico
Y componente del vettore nel piano orizzontale, diretta verso lโ€™Est geografico
Z componente verticale, positiva se รจ diretta verso lโ€™interno della Terra
H componente orizzontale totale
F intensitร  totale del campo
D declinazione magnetica
I inclinazione magnetica

 

Qual รจ l’origine del campo magnetico terrestre?

Il campo magnetico misurato sulla superficie terrestre รจ costituito da diversi contributi. Quello maggiore (oltre il 90% ) รจ dettoย campo principale e proviene dallโ€™interno della Terra. Eโ€™ frutto di processi caotici che avvengono nel fluido esterno del nucleo terrestre, formato da ferro e altri metalli ricchi di elettroni liberi, alla temperatura di circa 4000ยฐC.ย  Le rocce magnetizzate presenti nella crosta terrestre contribuiscono con il campo crostale o litosferico, che si sovrappone al campo principale sotto forma di anomalie locali a regionali. Questi due contributi costituiscono il cosiddetto campo interno, poichรฉ le sorgenti di questo campo sono poste allโ€™interno della Terra.terra apertaCi sono poi i contributi esterni alla superficie terrestre indotti da correnti elettriche che scorrono nella ionosfera (circa da 100 a 300 km sopra la Terra) e nella magnetosfera (a distanze dai 3 ai 6 raggi terrestri) e che variano costantemente sotto lโ€™influenza del vento solare. I campi esterni sono molto piรน deboli rispetto al campo principale ma sono soggetti a variazioni molto piรน accentuate di quelle dovute al campo principale.

 

Cos’รจ la magnetosfera?ย 

La magnetosfera รจ una grande cavitร  nel quale si trova confinato il campo magnetico terrestre. Le particelle cariche provenienti dal Sole incidono sul campo magnetico terrestre comportandosi come un vento che deforma la chioma di un albero. Per questo vengono indicate con il termine โ€œvento solareโ€. Queste particelle non possono penetrare allโ€™interno della magnetosfera, che funge quindi da scudo protettivo, se non in certe configurazioni e in certe aree ben definite, le aree polari.ย  Le complesse interazioni del campo magnetico terrestre con il vento solare danno origine a una moltitudine di sistemi di correnti elettriche, che fluiscono a distanze tipiche da 2 a 20 raggi terrestri dalla superficie terrestre.magnetosfLa magnetosfera รจ un sistema dinamico estremamente complesso, composto di molte regioni popolate di gas ionizzato (plasma) con proprietร  fisiche diverse. Il plasma interno alla magnetosfera risente fortemente delle variazioni del vento solare e del campo magnetico interplanetario, provocando diversi fenomeni fisici, come le tempeste magnetiche, disturbi alle radiocomunicazioni e le splendide aurore polari.aurora_concordia

Cos’รจ il campo crostale?ย 

La parte crostale del campo magnetico terrestre รจ generato da un sottilissimo strato della Terra per la possibile presenza di minerali ferromagnetici in uno spessore massimo di 30-60 km, a seconda del contesto tettonico. Essendo il processo della magnetizzazione delle rocce collegato alla storia geologica della roccia stessa, il campo di origine crostale รจ importante per ottenere informazioni indirette sulle strutture tettoniche e geodinamiche e sullo stato termodinamico della crosta terrestre.

Eโ€™ bene ricordare che un altro importante contributo alla parte crostale del campo magnetico della Terra รจ dato dalla magnetizzazione indotta nelle rocce crostali dal campo principale. Per questa ragione, la conoscenza del campo originato nel nucleo della Terra รจ essenziale per lo studio della dinamica del nucleo stesso ma รจ anche fondamentale per determinare la parte del campo terrestre di origine crostale. Il campo principale, infatti, รจ solo una parte del campo osservato sulla superficie della Terra che deve essere rimossa per isolare il contributo crostale, noto anche come campo crostale residuo, per tale ragione.
Generalmente, lโ€™intensitร  di unโ€™anomalia crostale, ricavata da misure magnetiche, non supera quasi mai qualche punto percentuale, e solo in casi estremi raggiunge il 5-8%, dellโ€™intensitร  tipica del campo locale. In questi ultimi casi, il livello medio di magnetizzazione residua puรฒ modificare fortemente il campo nelle vicinanze della sorgente dellโ€™anomalia stessa, come nel caso di Kurst in Ucraina, dove รจ stata osservata, a scala regionale, una variazione di 10.000 nT rispetto allโ€™intensitร  del valore atteso. Un eccezionale esempio di forte anomalia crostale, a scala locale, รจ dato dal caso di Rogaland, in Norvegia, dove sono presenti variazioni spaziali del campo di 30.000 nT su distanze di soli 500 metri.

Come si misura il campo magnetico terrestre?

La base delle osservazioni geomagnetiche globali รจ una rete di osservatori geomagnetici gestiti da universitร  e istituti di ricerca di tutto il mondo. Gli osservatori forniscono le registrazioni continue del campo geomagnetico e delle sue variazioni. Gli osservatori piรน antichi esistono da 170 anni. In Italia le osservazioni di campo magnetico terrestre sono effettuate in tre osservatori geomagnetici: Castello Tesino (TN), Duronia (CB) e Lampedusa (AG) oltre che in alcune stazioni magnetiche: Preturo (AQ) e Gagliano (EN).

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Gli apparati di misura sono equivalenti in tutti gli osservatori italiani e sono costituiti da un magnetometro vettoriale (Lemi25 o Lemi18), per la misura delle variazioni delle componenti direzionali del campo e un magnetometro scalare, per la misura dellโ€™intensitร  assoluta. A queste, si associano le misure degli angoli D e I per ottenere i valori assoluti delle componenti.

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Magnetometro vettoriale Lemi25 per la misura delle variazioni delle componenti del campo magnetico terrestre
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Teodolite amagnetico per la misura del valore degli angoli D e I per la definizione dei valori assoluti del campo magnetico terrestre

I valori acquisiti dagli osservatori italiani sono visualizzabili in tempo reale a questa pagina:ย http://geomag.ingv.it/index.php

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Le misurazioni aeromagnetiche effettuate dagli aerei sono utilizzate per mappare regionalmente le anomalie magnetiche crostali. Dal 1999 i satelliti in orbita attorno alla Terra forniscono osservazioni geomagnetiche globali di alta precisione.

Cos’รจ la declinazione?ย 

In qualsiasi parte del mondo, lโ€™ago di una bussola si orienta in direzione dei poli magnetici del pianeta. Grazie alla bussola quindi si puรฒโ€™ individuare la direzione Nord-Sud e orientare le carte geografiche.

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I poli magnetici indicati dallโ€™ago della bussola non coincidono perรฒ con i poli geografici, i punti in cui lโ€™asse di rotazione interseca la superficie terrestre. Occorre quindi correggere la direzione indicata dalla bussola di un angolo ben preciso, diverso da luogo a luogo, chiamato declinazione magneticaย e riportato in ogni carta topografica. Attualmente il polo nord geografico e il polo nord magnetico distano tra loro di circa 1000 km. Vedi anche Cosโ€™รจ il campo magnetico terrestre?

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La bussola punta verso il Nord geografico?

No. Eโ€™ necessario conoscere la declinazione magnetica (lโ€™angolo tra il nord geografico e il nord magnetico a cui punta lโ€™ago della bussola) per ogni punto della superficie terrestre in modo da poter correggere lโ€™indicazione fornita dalla bussola. Alle alte latitudini la declinazione magnetica puรฒ variare sensibilmente anche entro pochi chilometri di distanza, richiedendo una correzione diversa. Esistono dei calcolatori di declinazione on-line che si basano su modelli matematici che forniscono il valore della declinazione e delle altre componenti del campo magnetico in un punto di coordinate definite.ย  ย  ย ย  https://www.ngdc.noaa.gov/geomag/declination.shtml

Il campo magnetico cambia nel tempo?

La forma e lโ€™intensitร  del campo cambiano nel corso dei secoli, in seguito ai complessi movimenti che avvengono nel nucleo esterno terrestre. Una idea di questi cambiamenti la possiamo avere guardando come si sono spostati i poli magnetici (ove con polo magnetico si intende il punto della superficie terrestre in cui il campo geomagnetico รจ perfettamente verticale) nel tempo. Attualmente il polo nord magnetico si sta spostando ad una velocitร  media di circa 40 km lโ€™anno.

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Il campo magnetico terrestre รจ soggetto a continue variazioni temporali. Queste variazioni, che possono essere di diversa natura, sono suddivise in due classi principali: variazioni a lungo e a breve termine. Le prime, generalmente indicate con il nome di variazione secolare, sono dovute allโ€™azione delle sorgenti profonde interne alla Terra, le stesse che generano il campo principale, e hanno un tempo caratteristico minimo variabile tra 5 e 10 anni; le seconde, variazioni a breve termine, sono di origine esterna al nostro pianeta e presentano tempi caratteristici della durata inferiore a qualche anno.

Quali sono le variazioni di origine interna?

La variazione secolare

Il termine variazione secolare viene normalmente utilizzato per indicare lโ€™insieme delle variazioni del campo geomagnetico che si verificano in periodi di tempo compresi tra pochi anni e qualche decina di migliaia di anni.

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Andamento delle tre componenti Cartesiane (X, Y e Z) del campo magnetico registrate presso lโ€™osservatorio geomagnetico di Lโ€™Aquila.

Lโ€™ampiezza di queste variazioni, per un dato luogo di osservazione, oscilla tra pochi nT e qualche decina di nT allโ€™anno per le componenti intensive (X, Y, Z, H and F) e da qualche primo a qualche decina di primi lโ€™anno per lโ€™inclinazione (I) e la declinazione (D).

Anche se la variazione secolare sembra mostrare andamenti diversi nei vari osservatori del mondo รจ una caratteristica del campo principale e, per questa ragione, รจ rappresentativa di un fenomeno planetario. Le caratteristiche piรน salienti di questo tipo di variazione, che sono state dedotte osservando lโ€™andamento temporale del campo magnetico misurato sulla superficie del pianeta nel corso degli ultimi 400 anni, sono:

  • una diminuzione annuale media del momento di dipolo dellโ€™ordine dello 0.005% del suo valore medio in questo intervallo;
  • una precessione verso ovest dellโ€™asse del dipolo di 0.008% allโ€™anno;
  • uno spostamento del dipolo verso nord dellโ€™ordine di 2 km allโ€™anno;
  • una deriva occidentale del campo non dipolare, o parte di esso, di 0.2ยฐ-0.3ยฐ allโ€™anno, accompagnata da una possibile ma non ben precisa deriva meridionale;
  • una variazione dโ€™intensitร  del campo non dipolare al tasso medio di circa 10 nT allโ€™anno.

Oltre a queste caratteristiche regolari, la variazione secolare รจ spesso contraddistinta anche da fenomeni irregolari quali: iย jerk geomagneticiย (sulle scale di tempo piรน corte) e leย inversioni di polaritร  del campo geomagneticoย (sulle scale di tempo piรน lunghe).

Lo studio di entrambi i fenomeni รจ particolarmente interessante per la comprensione dei processi dinamici interni al pianeta responsabili della formazione del campo magnetico.

I jerk geomagnetici

Con il termine jerk geomagnetico si indica un rapido cambiamento nella pendenza della variazione secolare di una qualsiasi delleย componenti del campo geomagnetico. Questa variazione si verifica su una scala di tempo dellโ€™ordine di 1 anno ed รจ osservabile nellโ€™andamento della variazione secolare di molti osservatori geomagnetici. Molti dei jerk verificatisi nel corso dellโ€™ultimo secolo sono osservabili su scala globale, altri, invece su scala regionale.
Il primo jerk รจ stato individuato alla fine degli anni โ€™70. Da allora, utilizzando tecniche diverse ne sono stati individuati altri, rispettivamente negli anni: 1901, 1913, 1925, 1932, 1949, 1958, 1969, 1978, 1986, 1991 e 1999. La figura sotto riporta la variazione secolare della componente Y del campo geomagnetico in funzione del tempo per due diversi osservatori. Lโ€™andamento della variazione secolare, ovvero della derivata prima rispetto al tempo del campo magnetico, mostra chiaramente la presenza di rapidi cambiamenti di pendenza e quindi di jerk.

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Variazione secolare della componente Y misurata presso gli osservatori di Chambon la Foret e Tucson. Le rette evidenziano periodi in cui la variazione secolare ha una pendenza costante, in corrispondenza delle intersezioni si verificano repentini cambiamenti di pendenza, ovvero i jerk geomagnetici.

Attualmente lโ€™ipotesi piรน accreditata sullโ€˜origine dei jerk รจ quella secondo la quale questi fenomeni hanno origine allโ€™interno della Terra essendo legati alla dinamica dei fluidi del nucleo esterno. In passato questa ipotesi รจ stata da alcuni messa in dubbio, attribuendo ai jerk un origine esterna, probabilmente legata agli effetti indotti dal ciclo solare.
Dunque, assumendo che i jerk siano fenomeni di origine interna, si capisce come il loro studio rivesta un ruolo di rilievo nel geomagnetismo per la comprensione dei meccanismi che generano il campo magnetico stesso ma anche per lo studio delle proprietร  di conducibilitร  del mantello. Infatti, se tale segnale fosse realmente di origine interna, questo implicherebbe dei limiti ben precisi sui valori della conducibilitร  del mantello attraverso cui il campo si propaga.
Dallo studio dei jerk globali del 1969, 1978 e 1991 ci si รจ accorti che, di solito, questo fenomeno si osserva prima nei dati magnetici degli osservatori dellโ€™emisfero Nord e successivamente, con un ritardo di 1-2 anni, in quelli dellโ€™emisfero Sud.

Il campo magnetico si inverte?

Lโ€™ipotesi che il campo magnetico terrestre non sia sempre stato orientato come รจ oggi e abbia invertito la propria polaritร  piรน volte nel corso della sua storia, ha trovato conferma solo intorno agli anni โ€™60 a seguito di studi di paleomagnetismo condotti su campioni di roccia provenienti da fondi oceanici. Sebbene quello delle inversioni di polaritร  del campo geomagnetico sia uno dei piรน interessanti fenomeni geofisici, i meccanismi che avvengono nel nucleo terrestre e che sono responsabili di tali inversioni sono ancora poco conosciuti.
Da un punto di vista teorico, tuttavia, la possibilitร  che il campo magnetico terrestre possa invertire la propria polaritร  รจ noto. Infatti, le equazioni che governano lโ€™evoluzione della dinamica dei fluidi interni al nucleo terrestre ammettono due possibili soluzioni per il campo magnetico ugualmente stabili: una in cui il campo di polaritร  รจ normale lโ€™altra in cui il campo magnetico ha una polaritร  inversa. Ciรฒ che sicuramente ancora oggi non รจ molto chiaro รจ il motivo per cui la Terra operi in due regimi: uno in cui hanno luogo le inversioni ed uno in cui questโ€™ultime non avvengono. Sembra comunque che un ruolo fondamentale sia svolto dai cambiamenti delle condizioni fisiche alla superficie di separazione nucleo-mantello.

Le piรน recenti scale di polaritร  del campo geomagnetico (vedi figura sotto) mostrano che negli ultimi 166 milioni di anni sono avvenute piรน di 300 inversioni complete del campo.ย  Infatti, รจ stato trovato che il verso della parte dipolare del campo geomagnetico si inverte in media ogni 300.000-1.000.000 di anni. Lโ€™intervallo di tempo tra una inversione e lโ€™altra รจ molto variabile, puรฒ andare dai 40.000 ai 35.000.000 di anni e finora non sono state trovate periodicitร  o regolaritร  nel susseguirsi delle inversioni. Infatti, lunghi intervalli in cui il campo ha mantenuto la stessa polaritร  possono essere seguiti da brevi intervalli con polaritร  opposta.

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Un intervallo temporale in cui una certa polaritร  รจ stata predominante รจ detto crono: lunghezze tipiche sono dellโ€™ordine degli 0.1-1 milioni di anni.
Croni estremamente lunghi sono detti supercroni. I croni sono generalmente interrotti, ad intervalli irregolari, da periodi piรน corti con polaritร  opposta a quella del crono e della durata di circa 20.000-50.000 anni, questi sono detti subcroni. A volte i record di polaritร  mostrano grandi deviazioni dei poli dalle situazioni di campo normale o inverso, ma la polaritร  non cambia completamente, il polo segue un movimento erratico verso le latitudini equatoriali ma ritorna nella sua posizione iniziale in meno di 10.000 anni: questo fenomeno รจ detto escursione magnetica.

Quali sono le variazioni di origine esterna?

Le variazioni rapide del campo magnetico terrestre sono principalmente dovute a fattori esterni alla Terra ed essenzialmente legate allโ€™attivitร  solare. Il Sole, infatti, รจ un fattore determinante per lโ€™interpretazione sia dei fenomeni regolari (come ad esempio la variazione diurna) che di quelli irregolari che caratterizzano le variazioni magnetiche. Lโ€™emissione di radiazione solare viene accompagnata dalla continua emissione di un gas ionizzato, detto vento solare, che costituisce lโ€™espansione della corona solare. Il nostro pianeta, come tutto il sistema solare, viene investito da questo vento il cui effetto principale รจ di confinare il campo geomagnetico in una cavitร  a forma di cometa detta magnetosfera. La modulazione del vento solare produce lโ€™energia necessaria per le variazioni esterne irregolari del campo mentre, lโ€™attrazione gravitazionale e le maree atmosferiche di origine termica, sono le principali responsabili delle variazioni esterne regolari.

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Rappresentazione schematica di alcune tra le piรน importanti variazioni temporali visibili nelle registrazioni dei dati di campo magnetico e generate da sorgenti esterne alla Terra.
Variazioni regolari

I magnetogrammi di un osservatorio geomagnetico rivelano lโ€™esistenza di una struttura, nellโ€™andamento temporale degli elementi del campo magnetico terrestre, che tende a ripetersi sistematicamente giorno per giorno; tale variazione, nota come โ€œvariazione diurnaโ€, procede secondo il tempo locale, con forme caratteristiche per ciascun elemento interpretabili come sovrapposizione di onde aventi periodo di parecchie ore, e con unโ€™ampiezza dellโ€™ordine di qualche decina di nT. A volte, la variazione diurna รจ mascherata da variazioni irregolari che in parte la deformano. La variazione diurna media (calcolata su giorni quieti) viene chiamata Sq (solar quiet, solar indica che essa procede con il tempo locale, quiet che รจ caratteristica di una situazione di assenza di perturbazioni). Lโ€™ampiezza della Sq presenta un andamento stagionale con un massimo e un minimo rispettivamente nellโ€™estate e nellโ€™inverno locali alle alte e medie latitudini, e con un massimo agli equinozi nella zona intertropicale per H e Z. Inoltre lโ€™ampiezza dipende dalla fase del ciclo delle macchie solari.

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Un esempio di Sq dei tre elementi magnetici X, Y e Z misurati presso lโ€™osservatorio geomagnetico di Lโ€™Aquila.

La variazione diurna รจ generata da un sistema di correnti elettriche che fluiscono nella ionosfera ad una quota di circa 400 km. Queste correnti, presenti in quella parte della ionosfera illuminata dal Sole, formano due vortici distinti: uno in ciascun emisfero. Vista dal Sole la circolazione delle correnti nei due vortici avviene in versi opposti (verso antiorario nellโ€™emisfero Nord ed orario in quello Sud). I centri di tali vortici si trovano alle latitudini di circa ยฑ 40ยฐ e molto vicini al meridiano del Sole.

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Rappresentazione schematica dei sistemi di correnti ionosferiche responsabili della variazione diurna.

Dato il verso di percorrenza della corrente nei due vortici, allโ€™altezza dellโ€™equatore si genera un flusso di corrente in direzione ovest-est che prende il nome di elettrogetto equatoriale. Questo flusso di corrente, dellโ€™ordine di 500000 Ampere, puรฒ produrre una variazione diurna a Terra dellโ€™ordine di 200 nT.

Variazioni irregolari
Oltre agli andamenti temporali regolari, su di un magnetogramma, si possono osservare andamenti irregolari tipici di situazioni perturbate. I processi dinamici che avvengono sul Sole finiscono infatti per far arrivare in prossimitร  della Terra grandi quantitร  di particelle cariche e campi associati che generano variazioni irregolari del campo magnetico registrato sulla superficie del nostro pianeta.
  • Tempeste magnetiche
  • Sottotempeste magnetiche
  • Baie magnetiche
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Il grafico mostra lโ€™andamento tipo della componente orizzontale (H) del campo magnetico terrestre nel corso di una tempesta magnetica registrata presso lโ€™osservatorio geomagnetico di Lโ€™Aquila (dal 5/11/2001 al 13/11/2001).
Le tempeste geomagnetiche

Generalmente, ma non sempre, la tempesta magnetica inizia con un improvviso aumento, detto SSC (da Storm Sudden Commencement), dellโ€™intensitร  della componente orizzontale H del campo magnetico terrestre. Lโ€™SSC, pur essendo un fenomeno planetario puรฒ variare in latitudine e tempo locale. Immediatamente dopo lโ€™SSC (entro unโ€™ora) troviamo la fase iniziale della tempesta che ha inizio con un repentino aumento dellโ€™intensitร  della componente orizzontale H che puรฒ, nellโ€™arco di 2-3 minuti, aumentare fino a 30 nT.
In seguito la componente H, pur fluttuando, si mantiene con un valore elevato per alcune ore (da 1 a 10) per poi diminuire bruscamente raggiungendo un valore nettamente inferiore a quello di partenza (la fase principale). Ha inizio, a questo punto, la fase di recupero della tempesta in cui lโ€™intensitร  della componente orizzontale del campo magnetico aumenta nuovamente, dapprima con un tempo di scala di qualche ora, poi di qualche giorno, fino a raggiungere nuovamente il valore pre-tempesta. Questa evoluzione รจ definibile su base statistica; esaminando invece le singole tempeste รจ possibile trovare una notevole varietร  di andamenti. Ci sono, infatti, perturbazioni in cui lโ€™andamento di H รจ strettamente conforme allโ€™andamento descritto cosรฌ come vi sono perturbazioni in cui non tutte le fasi sono perfettamente individuabili.

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Le sottotempeste geomagnetiche

Una sottotempesta รจ una sequenza ordinata di eventi che si verificano nella magnetosfera e nella ionosfera principalmente quando il campo magnetico interplanetario si orienta verso sud rendendo cosรฌ possibile lโ€™aumento del quantitativo di energia che fluisce dal vento solare alla magnetosfera.
Sulla Terra lโ€™inizio di una sottotempesta comporta lโ€™intensificazione delle aurore polari essenzialmente nella zona aurorale intorno alla mezzanotte. Gli archi aurorali infatti tendono ad aumentare la propria intensitร  e ad espandersi fino a coprire gran parte del cielo. In corrispondenza di questi fenomeni si registrano forti disturbi magnetici che possono raggiungere i 1000 nT. Questi disturbi magnetici sono considerevolmente piรน intensi di quelli comunemente registrati alle basse latitudini dove il verificarsi delle tempeste magneticheย  produce disturbi dellโ€™ordine di qualche decina di nT. La differente intensitร  del disturbo รจ attribuibile alla diversa distanza dalla Terra delle sorgenti responsabili di tali perturbazioni. La corrente ad anello, responsabile del verificarsi delle tempeste magnetiche, ruota intorno alla Terra ad una distanza pari a qualche decina di migliaia di chilometri mentre le correnti elettriche, associate alle sottotempeste, circolano nella ionosfera ad una quota di circa 130 km.

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Configurazione tipica di campo magnetico interplanetario (IMF)che permette il trasferimento di energia dal vento solare alla magnetosfera.
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Fasiย  dellโ€™evoluzione delle linee di forza del campo magnetico durante una sottotempesta magnetica.
Le baie magnetiche

Tra le piรน importanti variazioni irregolari registrate essenzialmente presso gli osservatori geomagnetici siti a media latitudine dobbiamo ricordare le baie. Queste variazioni si verificano in preferenza nelle ore serali e notturne con durata compresa tra 1 e 2 ore. Le baie, spesso concomitanti con le tempeste, possono presentarsi anche isolatamente; questo suggerisce che possono essere considerate come tempeste elementari. Dalle osservazioni si รจ dedotto che le baie sono prodotte da correnti elettriche che scorrono nella ionosfera a latitudini comprese tra 65ยฐ e 70ยฐ tali correnti vengono generate nella magnetosfera, fluiscono nella ionosfera e ritornano nella magnetosfera seguendo le linee di forza del campo.

Che valori raggiunge il campo magnetico terrestre?

Lโ€™unitร  comunemente usata per descrivere lโ€™intensitร  del campo geomagnetico รจ nanoTesla (nT), cioรจ 10-9 Tesla. Attualmente lโ€™intensitร  del campo magnetico รจ compresa tra 25.000 nT allโ€™equatore e 70.000 nT ai poli. Il contributo del campo crostale, in alcune zone, raggiunge valori anche fino a 1000 nT. Le variazioni di campo di origine esterna hanno ampiezze di qualche centinaia di nT, che possono raggiungere qualche migliaio di nT durante forti tempeste magnetiche in aree polari.ย  In Italia lโ€™INGV, oltre a gestire gli osservatori geomagnetici che monitorano il campo magnetico terrestre nel tempo, effettua periodicamente, ogni 5 anni, campagne di misure magnetiche su tutto il territorio nazionale. I dati raccolti in queste campagne permettono la realizzazione della cartografia magnetica nazionale. Attualmente la Rete Magnetica Italiana consta di circa 130 stazioni distribuite in modo quanto piรน possibile uniforme sul territorio nazionale. Presso ognuna di queste stazioni vengono effettuate, in media ogni 5 anni, le misurazioni degli elementi del campo geomagnetico. I dati magnetici raccolti nel corso delle campagne di misura presso i capisaldi della rete magnetica nazionale, opportunamente elaborati, permettono la realizzazione di una cartografia in cui viene riportato su di una mappa il campo magnetico espresso dal valore dei suoi elementi, nonchรฉ la loro variazione temporale. Lโ€™ultima carta magnetica per lโ€™Italia (relativa allโ€™anno 2015) รจ stata realizzata nellโ€™ambito della collaborazione fra lโ€™Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e Istituto Geografico Militare Italiano (IGM). Compilata in quattro fogli sulla base delle misure magnetiche eseguite su 133 capisaldi della Rete Magnetica Italiana (inclusi 2 Osservatori, 11 capisaldi in Albania e 3 capisaldi in Corsica) descrive i valori degli elementi magnetici D, H, Z nonchรฉ dellโ€™intensitร  F per lโ€™Italia, per lโ€™anno 2015.0, alla scala 1:2000000. Questa carta รจ disponibile sia in formato cartaceo che elettronico.carta_magnetica_D_INGVCarta magnetica dโ€™Italia, 2015.0. Componente D. Le immagini 1, 2, 3, 8, 9, 10 e 13 sono a cura dell’ufficio grafica INGV.

Paleomagnetismo

 

Di cosa si occupa il paleomagnetismo?

Il paleomagnetismo รจ una disciplina che si occupa dello studio della magnetizzazione rimanente preservata dalle rocce, indotta dal campo geomagnetico esistente al momento della loro formazione.ย Il paleomagnetismo si basa dunque sulla misura ed analisi delle proprietร  magnetiche delle rocce e sulla comprensione dei processi di acquisizione dellaย  loro magnetizzazione โ€œfossileโ€ (o rimanente).ย In uno studio di paleomagnetismo ci si prefigge quindi di riconoscere quante componenti di magnetizzazione rimanente ci sono in una roccia, di definire la loro orientazione e di datare il momento della loro acquisizione.ย Questo รจ possibile attraverso sofisticate analisi di laboratorio e mediante specifici test di terreno.

Fig.3
Stanza schermata del laboratorio di paleomagnetismo in cui vengono effettuate misure di campioni di roccia e sedimento per indagare le caratteristiche del campo magnetico terrestre nel passato

Che cosa sappiamo oggi grazie al paleomagnetismo?

I dati paleomagnetici ottenuti permettono di stimare la direzione, lโ€™intensitร  e la polaritร  del campo magnetico generato nel nucleo liquido della Terra e i suoi cambiamenti nel corso del tempo geologico. Dallโ€™analisi del record magnetico nelle rocce, infatti, oggi sappiamo che il campo magnetico nel passato si รจ invertitoย ripetutamente di polaritร  (scambiando di posizione i poli geomagnetici N e S) ed รจ stato soggetto a significative variazioni della sua intensitร 

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Curva della variazione del campo magnetico terrestre per gli ultimi 800 mila anni (Sint-800) ridisegnata da ย Guyodo e Valet (1999). Si noti come il campo ha variato la sua intensitร  diminuendo ed aumentando ripetutamente. La linea orizzontale tratteggiata indica il valore critico di intensitร  al di sotto del quale sono state osservate escursioni e intorno a 780 mila anni si ha avuto una inversione del campo magnetico che รจ passato da un periodo a polaritร  inversa Matuyama) a un periodo a polaritร  normale (Brunhes).

Lโ€™analisi del campo magnetico preservato nelle rocce รจ stata ed รจ una importante fonte di informazioni per capire e ricostruire lโ€™evoluzione della Terra nel passato geologico.ย Il paleomagnetismo ha assunto un ruolo importante nel decifrare la storia del nostro pianeta e nel fornire le evidenze sperimentali della tettonica a placche a scala globale. I dati paleomagnetici sono stati inoltre molto importanti per comprendere problemi di geodinamica e tettonica sia a scala regionale che locale.

Nellโ€™ambito delle Scienze della Terra infatti il paleomagnetismo viene utilizzato per condurre diversi tipi di studi volti alla ricostruzione della evoluzione e sviluppo di catene montuose arcuate, oppure alla ricostruzione di mappe paleogeograficheย determinando la posizione nel passato delle terre emerse e ricostruire il loro percorso.

Fig.6
Cartoon che mostra come la disposizione delle terre emerse sia cambiata negli ultimi 250 milioni di anni. a) 250 milioni di anni fa le terre emerse erano unite nel supercontinente chiamato Pangea, circondato dal mare della Tetide e dallโ€™Oceano Pantalassa. b) 180 milioni di anni fa la Pangea si divide in due continenti: Laurasia e Gondawana. c) 65 milioni di anni fa si inizia a determinare la posizione odierna dei continenti. d) Assetto attuale dei continenti.

Gli studi paleomagnetici si occupano inoltre della ricostruzione delle variazioni del campo magnetico terrestre nel corso dei tempi geologici, dello studio dellโ€™alternanza delle polaritร  magnetiche in un sequenza rocciosa (magnetostratigrafia) ed ancora della ricostruzione dei cambiamenti ambientali, climatici e oceanografici occorsi nel passato geologico (magnetismo ambientale), come ad esempio lโ€™alternarsi delle fasi di glaciazione e deglaciazione.

Perchรจ le rocce registrano il campo magnetico terrestre?

Le rocce hanno come proprietร  quella di registrare il campo magnetico terrestre perchรฉ al loro interno contengono alcuni particolari minerali ad alto contenuto in ferro che sono ferromagnetici (in senso lato). Il campo di minerali di interesse per il paleomagnetismo comprende ossidi e idrossidi di ferro. Tra piรน comuni presenti nelle rocce terresti ricordiamo: Magnetite, Ematite, Maghemite, Goethite, Pirrotina e Greigite.

minerali magnetici
Esempi di minerali magnetici di interesse per le analisi paleomagnetiche
Fig.2
Esempio di magnetizzazione di una roccia

Questi minerali, al momento della formazione delle rocce si comportano come gli aghi delle bussole e si orientano secondo la direzione del campo magnetico terreste, rimanendo congelati nella stessa direzione durante lo scorrere dei tempi geologici. La figura mostra un esempio: durante il Triassico Medio (235 Milioni di anni fa), una roccia al momento della sua formazione acquisisce una magnetizzazione indotta dallโ€™azione del campo magnetico presente in quel momento (frecce rosse riquadro a). Tale magnetizzazione รจ mantenuta inalterata per centinaia di milioni di anni. In unโ€™epoca successiva (riquadro b) per esempio nel Quadernario (400 mila anni fa), anche in presenza di un campo magnetico opposto la roccia mantiene la stessa magnetizzazione acquisita. Datando la roccia si รจ dunque in grado di risalire alle caratteristiche che il campo magnetico terrestre aveva al momento di formazione della roccia.

Che cosa รจ il magnetismo delle rocce?

Tutte le rocce possiedono una magnetizzazione rimanente dovuta alla presenza di minerali magnetici. Ogni roccia acquisisce una magnetizzazione al momento della sua formazione detta โ€œprimariaโ€. Le modalitร  di acquisizione sono diverse per i diversi tipi di rocce, ma dipendono tutte dalla azione del campo magnetico terrestre nel corso della litogenesi.

Prendiamo il caso di rocce ignee di tipo effusivo. Quando la lava si raffredda (Fig. a), al suo interno si formano molti minerali alcuni dei quali (presenti in piccole quantitร ) sono dotati ferromagneticiย (aghi celesti Fig. b). Questi mineraliย sono molto sensibili alla presenza del campo magnetico terrestre presente in quel momento (frecce verdi) e quando il processo di raffreddamento avanza fino ad arrivare ad una temperatura inferiore a quella di Curieย (caratteristica di ogni minerale ferromagnetico) questi si orientano parallelamente alla direzione del campo (Fig. c).ย Rimangono poi immobilizzati, nella stessa direzione, allโ€™interno della roccia consolidata conferendole una magnetizzazione permanente che rimarrร  invariata nel tempo geologico.

igneetauxe
Disegno schematico della magnetizzazione di una roccia ignea effusiva ย (ridisegnato da Tauxe, 2005).

Qualcosa di simile accade anche per le rocce sedimentarie.ย Come riportato in figura immaginiamo dei granuli di minerali ferromagneticiย che dal fiume arrivano al mare, decantando poi verso il fondo, passando da acque turbolente a acque calme. Questi granuli posseggono un piccolo campo magnetico e, a causa dellโ€™influenza del campo magnetico presente in quel momento (freccia verde), durante le deposizione e la compattazione del sedimento si orientano secondo la sua direzione. I granuli risultano cosรฌ orientati tutti nella stessa direzione conferendo alla roccia sedimentaria unaย nuova magnetizzazione stabile.ย Questa magnetizzazione diventa stabile durante la fase di diagenesi,ย ovvero quando il sedimento incoerente diventa roccia.

Come posso misurare il campo magnetico terrestre?

Il paleomagnetista inizia in suo lavoro prelevando una serie di campioni dalle rocce affioranti sulla superficie terrestre.ย Il campionamento, generalmente viene effettuato con un carotatore portatile, raffreddato dalla circolazione di acqua.ย I campioni vengono poi orientati nel foro eseguito nella roccia ed infine rimossi e siglati.ย Successivamente i campioni vengono portati in laboratorio e tagliati in due cilindri gemelli (della dimensione standard di 2.5 cm di diametro per 2.2 cm di altezza).ย I campioni sono successivamente misurati in strumenti specifici (magnetometri) ad alta sensibilitร  per determinare lโ€™orientazione (inclinazione e declinazione) e intensitร  della magnetizzazione rimanente, al fine di risalire alla definizione del campo magnetico terrestre presente nel passato geologico al momento della formazione della roccia.

Ogni quanto tempo il campo magnetico si รจ invertito nel passato?

Il campo magnetico terrestre รจ lโ€™unica grandezza fisica che caratterizza il pianeta Terra che puรฒ essere studiata anche nel passato geologico. Le rocce hanno la proprietร  di congelare la magnetizzazione acquisita in un momento del passato geologico ed il paleomagnetismo, che studia questa magnetizzazione โ€œfossileโ€, permette di estendere nel passato le osservazioni sulle caratteristiche e variazioni del campo magnetico terrestre. Una proprietร  che รจ stata scoperta attraverso queste osservazioni รจ proprio la inversione di polaritร  del campo geomagnetico. Tale scoperta รจ il risultato di molteplici osservazioni condotte su sequenze stratigrafiche esposte in superficie e caratterizzate dallโ€™alternanza di rocce con polaritร  secondo la direzione del campo magnetico attuale e con polaritร  invertita (ovvero con il polo Nord magnetico in prossimitร  del polo Sud geografico, figura b). Ad oggi non sono stati compresi ancora fino in fondo i motivi per cui queste inversioni accadono ma una cosa รจ certa il campo magnetico nel corso del passato geologico si รจ ripetutamente invertito di polaritร .

inversione3
Il campo magnetico, per lโ€™andamento delle sue linee di flusso (linee rosse) รจ equiparabile al campo che verrebbe prodotto se al centro della terra fosse posta una gigantesca barra magnetica. Le mappe sono state disegnate con GMT the generic map tools (http://gmt.soest.hawaii.edu).

Un potente metodo per estendere nel tempo le analisi delle inversioni di polaritร  del campo magnetico รจ fornito dallo studio delle anomalie magnetiche dei fondali oceanici.

Fig.5
Rappresentazione delle anomalie magnetiche nei fondali oceanici che hanno confutato la teoria della tettonica a placche.ย 

Nella figura seguente sono rappresentazione delle anomalie magnetiche nei fondali oceanici che hanno confutato la teoria della tettonica a placche. La linea tratteggiata indica la dorsale oceanica dalla quale fuoriesce lava che raffreddandosi genera nuova crosta oceanica magnetizzata secondo la polaritร  del campo magnetico presente al momento della eruzione. Le anomalie positive, sono quelle rocce con una magnetizzazione come quella attuale (bande colorate); quelle negative sono rocce con magnetizzazione inversa (bande marroni). La simmetria nella distribuzione e lโ€™ampiezza delle fasce magnetiche suggerisce che la roccia si sia formata a seguito del raffreddamento di lava fuoriuscita lungo la dorsale (linea tratteggiata), magnetizzandosi secondo il campo magnetico presente al momento della eruzione. In seguito si รจ allontanata parte da un lato e parte dallโ€™altro della dorsale per il continuo riformarsi nella zona della dorsale di nuova roccia (crosta oceanica) come mostrato dal passaggio dal tempo 1 al tempo 3.ย Tali anomalie sono state imputate alla magnetizzazione rimanente delle rocce, magnetizzate alternativamente con polaritร  normale ed inversa. Tale interpretazione delle anomalie magnetiche oceaniche ha portato la conferma sperimentale dellโ€™espansione dei fondali oceanici e ha portato alla nascita della teoria della tettonica a placche.

Gli studi paleomagnetici sia di rocce continentali che oceaniche hanno messo in evidenza che il campo magnetico terrestre si รจ invertito sin da epoche antichissime, con frequenza delle inversioni e durata delle polaritร  variabile.

Integrando i dati ottenuti dagli studi paleomagnetici con altri metodi di datazione delle rocce si รจ costruita una scala cronologica delle inversioni (scala magnetostratigrafica)

geologic_time_scale
Scala dei Tempi geologici (modificata da Walker, J.D. and Geismann J. W., compilers 2009, Geologica Time Scale: Geological Society of America).

La scala magnetostratigrafica come riportata nella tabella in figura รจ assimilabile nellโ€™aspetto al codice a barre degli alimenti, in cui si alternano bande nere e bianche.

bar code
Esempio di codice a barre dei cibi, al quale possiamo assimilare, per la sua alternanza di bande bianche e nere la scala magnetostratigrafica.

Le bande nere indicano periodi a polaritร  normale ovvero con il polo nord orientato come lโ€™attuale, mentre le bianche periodi a polaritร  inversa.ย La scala magnetostratigrafica รจ suddivisa in epoche magnetiche (o Chron) allโ€™interno di ogni epoca sono stati individuati momenti di inversione molto piรน brevi definiti eventi magnetici (o sub-Chron).ย Lโ€™epoca magnetica in cui viviamo a polaritร  normale e lโ€™ultima inversione รจ avvenuta circa 780 mila anni fa quando si รจ passati da unโ€™epoca a polaritร  inversa ad una a polaritร  normale (passaggio Brunhes-Matuyama) in cui viviamo oggi.

Il campo magnetico terrestre si sta invertendo?

Ci troviamo in un periodo di declino dellโ€™intensitร  del campo magnetico terrestre maย  non possiamo affermare con certezza se o quando si verificherร  la prossima inversione di polaritร  magnetica. Sulla base delle misurazioni del campo magnetico terrestre prese dal 1850 circa, alcuni ricercatori stimano che il momento di dipolo decadrร  in circa 1.300 anni. In ogni caso, anche se il campo magnetico terrestre avesse iniziato un percorso di inversione, ci vorranno ancora diverse migliaia di anni per completarla. Durante una inversione di polaritร  la Terra conserverร  un campo magnetico, sebbene con valori di intensitร  assai minori del normale e probabilmenteย con una configurazione piรน complessa di quella dipolare.

Fisica dell’Alta atmosfera

 

Che cosa รจ l’atmosfera?ย Lโ€™atmosfera รจ lo strato gassoso che circonda il nostro pianeta ritenuto dal campo gravitazionale terrestre. Nella letteratura scientifica lโ€™atmosfera viene convenzionalmente suddivisa in regioni o โ€œsfereโ€ individuate dalle variazioni dellโ€™andamento della temperatura con la quota. La bassa atmosfera include la troposfera (โ‰ˆ0-15 km), la regione in cui risiedono la maggior parte dei fenomeni meteorologici. Per media atmosfera si intende la stratosfera (โ‰ˆ15-50 km), la porzione atmosferica in cui si trova la massima concentrazione di ozono, e la mesosfera (โ‰ˆ50-85 km), la regione piรน studiata per la comprensione degli effetti del cambiamento climatico. Lโ€™alta atmosfera include la termosfera (โ‰ˆ85-600 km) e lโ€™esosfera (>600 km).

 

Che cosa รจ la ionizzazione?

Processo in virtรน del quale un atomo o un gruppo atomico acquistano una carica elettrica passando dalla neutralitร  allo stato di ione, positivo o negativo.

 

Che cosa รจ la ionosfera?

La ionosfera si estende dalla media allโ€™alta atmosfera, tra circa 50 e 1000 km sopra la superficie terrestre. La presenza nellโ€™alta atmosfera terrestre di elettroni e ioni liberi รจ dovuta principalmente al fatto che i gas che la costituiscono sono continuamente sottoposti allโ€™azione ionizzante della radiazione solare UV e X. Oltre allโ€™azione ionizzante del Sole, che fornisce il massimo contributo, bisogna considerare anche i raggi cosmici che, seppur in minima parte, sono causa anche loro della presenza di elettroni e ioni liberi nellโ€™atmosfera. Alle alte latitudini, inoltre, il continuo afflusso di particelle cariche di origine prevalentemente solare costituisce unโ€™altra sorgente di ionizzazione. La ionosfera viene descritta dallโ€™andamento della densitร  elettronica, che varia mediamente tra 107 e 1012 e/m3, in funzione dellโ€™altezza e individua le regioni D, E, F.

ionosfera
Tipico profilo di densitร  elettronica notturno e diurno che caratterizza la ionosfera

Che cosa รจ la regione D?

La parte piรน bassa della ionosfera costituisce la regione D (50รท90 km). In condizioni di quiete questa regione รจ presente solo di giorno, mentre, in concomitanza di flussi di elettroni e protoni ad alta energia provenienti dal Sole associabili a disturbi di natura geomagnetica, addizionali strati D di ionizzazione possono essere prodotti in qualsiasi momento del giorno e della notte.

Che cosa รจ la regione E?ย 

La regione E (90รท140 km), che caratterizza principalmente la ionosfera diurna, รจ solitamente costituita da un solo massimo di densitร  elettronica, lo strato E, a circa 120 km e, come la regione D, รจ caratterizzata da una prevalenza di ioni pesanti (O2+, NO+) su ioni leggeri. Come lo strato D anche lo strato E segue un tipico andamento diurno con un massimo in corrispondenza del mezzogiorno locale.

Che cosa รจ la regione F?ย 

In essa si raggiungono le massime concentrazioni di densitร  elettronica. La parte piรน bassa di questa regione, in cui prevalgono ioni leggeri (essenzialmente O+ e H+), mostra una variazione differente rispetto alla parte superiore; ciรฒ ha portato ad una suddivisione della regione in due strati: lo strato F1, essenzialmente uno strato diurno estivo, e lo strato F2, che di notte comunque si fondono in un unico strato F. Oltre il massimo dello strato F2 la densitร  elettronica inizia a decrescere monotonamente e la ionosfera superiore va lentamente sfumando nella sovrastante magnetosfera.

Come varia la ionosfera?

La ionosfera varia nello spazio nel tempo perchรฉ varia la concentrazione degli elettroni liberi. Le cosiddette variazioni regolari sono ascrivibili allโ€™ora del giorno, alla stagione, alla latitudine e al ciclo solare. Le variazioni irregolari sono quelle conseguenti alle variazioni del campo geomagnetico ad opera di perturbazioni solari, oppure quelle legate a variazioni dellโ€™atmosfera neutra in cui la ionosfera risiede.

Che cosa si intende con comunicazione per via ionosferica?

Nella ionosfera la densitร  di elettroni e ioni liberi raggiunge valori tali da influenzare lโ€™indice di rifrazione delle onde elettromagnetiche. Le onde elettromagnetiche HF (High Frequency: 3-30 MHz) vengono riflesse dalla ionosfera permettendo la comunicazione tra una coppia di stazioni (trasmittente-ricevente) poste a grande distanza.

Che cosa รจ un sondaggio ionosferico?

Il sondaggio ionosferico si effettua utilizzando un sistema radar in banda HF usualmente detto ionosonda. Il trasmettitore (TX) emette brevi impulsi di energia a radiofrequenza verso la ionosfera che li riflette; il ricevitore (RX) registra il ritardo temporale tra la trasmissione e la ricezione degli impulsi.

ionosonda
Sondaggio ionosferico verticale

Variando la frequenza della portante degli impulsi viene registrato il tempo di ritardo a diverse frequenze. Tale registrazione, di solito presentata sotto forma di grafico, รจ detta ionogramma.ย Dallโ€™analisi di uno ionogramma รจ possibile ricavare informazioni su numerosi parametri ionosferici che rivestono un ruolo importante sia per studi di fisica ionosferica, sia per scopi di radio comunicazione.

ionogramma
Alcuni parametri ionosferici ricavabili dallo ionogramma verticale

Che cosa รจ un GPS?

ll sistema GPS (Global Positioning System) รจ un sistema di radio posizionamento satellitare basato su una costellazione di 24 satelliti posti in orbita intorno alla Terra a circa 20200 km di quota.
Questo sistema รจ stato sviluppato dal Ministero della Difesa degli Stati Uniti (United States Department of Defense) per applicazioni militari. Il sistema GPS ha trovato in seguito vastissima applicazione tra gli utenti non militari e per scopi di ricerca scientifica.ย Piรน recentemente si sono aggiunti sistemi di posizionamento satellitare aggiuntivi, quali GLONASS (Russiaโ€™s Globalโ€™naya Navigatsionnaya Sputnikovaya Sistema), il sistema cinese BeiDou Navigation Satellite System e il nascente sistema europeo Galileo. Questi sistemi vengono complessivamente identificati come GNSS (Global Navigation Satellite System).

Perchรฉ la ionosfera disturba i sistemi GNSS?

Nel loro viaggio tra il trasmettitore a bordo dei satelliti GNSS (GPS, GLONASS, Galileo, ecc.) e il ricevitore a terra i segnali subiscono due effetti dovuti allโ€™esistenza della ionosfera: un ritardo nella propagazione ed effetti rifrattivi e diffrattivi sullโ€™ampiezza e sulla fase del segnale ricevuto. Il primo effetto, che si presenta, in qualsiasi condizione, รจ dovuto allโ€™interazione tra i segnali emessi in banda L (1-2 GHz) e la presenza di elettroni liberi. Il secondo effetto, tipico dei periodi disturbati, รจ noto come scintillazione ionosferica, ed รจ dovuto ad una distribuzione disomogenea degli elettroni liberi in ionosfera. Entrambi gli effetti contribuiscono allโ€™errore che viene attribuito al posizionamento satellitare. In caso di scintillazione di forte intensitร  si possono verificare delle interruzioni di ricezione, con conseguente perdita del servizio di posizionamento. In condizioni quiete lโ€™errore medio sul posizionamento che tipicamente viene associato alla ionosfera รจ dellโ€™ordine di alcuni metri.

galileo
La costellazione Galileo

Perchรฉ si usano i segnali GNSS per studiare la ionosfera?

Lโ€™interazione tra i segnali GNSS e la ionosfera modifica la propagazione dei segnali stessi. Per questo motivo ciรฒ che il ricevitore GNSS posto a terra riceve รจ un informazione che mantiene memoria del passaggio del segnale in ionosfera. Tramite opportune elaborazioni dei segnali acquisiti dai ricevitori GNSS, quindi, รจ possibile estrarre alcune importanti informazioni sulla ionosfera.

gnss
Rappresentazione del ritardo e delle scintillazioni indotti sui segnali GNSS dalla ionosfera

Che cosa รจ lo Space Weather?ย 

Il termine meteorologia spaziale (dallโ€™inglese โ€œSpace Weatherโ€) รจ utilizzato per identificare quella disciplina scientifica che si occupa della comprensione e della possibile previsione dei diversi processi che avvengono sul Sole, nel vento solare, nella magnetosfera terrestre, nella ionosfera e nella termosfera e che possono influenzare il funzionamento e lโ€™affidabilitร  di sistemi tecnologici nello spazio o a terra e che possono risultare pericolosi per la salute degli esseri umani.

Geofisica applicata

 

Che cosa รจ la geofisica applicata per l’esplorazione del sottosuolo?

Laย geofisica applicataย utilizza delle tecniche di esplorazione del sottosuolo (magnetometria, tomografia elettrica, elettromagnetismo, gravimetria), che si basano su noti principi di fisica terrestre, per studiare e caratterizzare la parte piรน superficiale della crosta terrestre. In questo modo รจ possibile acquisire, in maniera non invasiva, informazioni importanti sulle caratteristiche e sullโ€™assetto geologico del sottosuolo senza dover necessariamente ricorrere ad uno scavo o una perforazione diretta del terreno.Esplorazione geofisica sottosuolo

Che cosa รจ un rilievo geofisico?

Eseguire un rilievo geofisico del sottosuolo significa misurare, dalla superficie del terreno, dei segnali associati a determinate caratteristiche del sottosuolo. Per fare ciรฒ, si utilizzano degli strumenti specifici in grado sia di rilevare il segnale spontaneamente e costantemente emesso dalla Terra (es. campo magnetico, campo gravitazionale), sia di misurare la risposta del sottosuolo alla propagazione di segnali generati in superficie da appositi apparati strumentali.

Che cosa รจ l’induzione elettromagnetica?

Il principio dellโ€™induzione elettromagnetica รจ regolato dalle note equazioni di Maxwell che spiegano lโ€™interazione reciproca tra il campo magnetico e il campo elettrico nello spazio. Se facciamo circolare una corrente elettrica in una bobina essa genererร  un campo magnetico che si propaga nello spazio circostante e nel sottosuolo. Questo campo magnetico variabile, attraversando un conduttore (il terreno), induce in esso delle correnti elettriche. Queste correnti indotte si propagano nel mezzo generando, a loro volta, un campo magnetico definito โ€œsecondarioโ€ che puรฒ essere rilevato in superficie da unโ€™altra bobina (antenna) posta a una certa distanza da quella trasmittente.EM induzione

Che cosa รจ la resistivitร  elettrica?

La resistivitร  elettrica รจ una grandezza fisica โ€“ misurata in ฮฉm (ohm per metro), caratteristica di ogni materiale, che indica la resistenza incontrata dalla corrente elettrica nellโ€™attraversarlo. Essa dipende da diversi fattori quali, ad esempio: porositร , presenza di fluidi, composizione mineralogica, grado di fratturazione, grado di saturazione, nonchรฉ la presenza di sostanze organiche; pertanto, il suo valore puรฒ cambiare di diversi ordini di grandezza anche allโ€™interno delle singole classi di rocce e terreni al variare di questi parametri.resistivitร _blogChe cosa รจ un la suscettivitร  magnetica?

La suscettivitร  magnetica รจ una grandezza adimensionale che descrive la capacitร  di una sostanza di magnetizzarsi in presenza di un campo magnetico esterno.

Come funziona la magnetometria?

Tra le tecniche geofisiche piรน ampiamente utilizzate in campo ambientale e archeologico, vi รจ sicuramente il metodo magnetico. Questo metodo dโ€™indagine consiste nel misurare le variazioni spaziali delย campo magnetico terrestreย dovute alla presenza nel terreno di corpi magnetizzati. Ovviamente, affinchรฉ si possa osservare una variazione significativa nelle misure magnetiche รจ necessario che vi sia un contrasto diย suscettivitร  magneticaย tra la sorgente magnetizzata e il terreno che la contiene. La tecnica trova numerose applicazioni in campo ambientale (ad esempio: la ricerca di rifiuti ferrosi nel sottosuolo) e archeologico (ad esempio: la ricerca di strutture antropiche sepolte).magnetometriaChe cosa รจ una anomalia magnetica?

Unโ€™anomalia magneticaย รจ una variazione locale del campo magnetico terrestre legata a vari fattori. La mappatura delle variazioni magnetiche in una data area permette di rilevare la presenza di strutture aventi caratteristiche magnetiche diverse dal terreno circostante.ย Le anomalie magnetiche rappresentano in generale una piccola frazione del campo geomagnetico e per metterle in evidenza รจ necessario utilizzare dei magnetometri, strumenti progettati per effettuare misure di campo magnetico.

Come funziona la tomografia di resistivitร  elettrica?

Il metodo della tomografia elettrica permette di misurare laย resistivitร  elettricaย del sottosuolo attraverso una serie di elettrodi metallici, infissi nel terreno, che fungono sia da sorgenti di corrente elettrica immessa nel sottosuolo sia da ricevitori del segnale prodotto dal passaggio della corrente nel terreno. La tecnica trova numerose applicazioni in campo geologico (ad esempio: la mappatura di acqua nel sottosuolo, la mappatura delle faglie), archeologico (ad esempio: la mappatura delle strutture antropiche sepolte, cavitร ) e ambientale (ad esempio: la mappatura del percolato di discarica).tomografiaCome funziona la tomografia elettrica capacitiva?

La tomografia elettrica capacitiva รจ una tecnica di prospezione geofisica che consente di acquisire, in tempi rapidi, dati sullaย resistivitร  elettricaย del sottosuolo. Negli ultimi anni, questa tecnica di prospezione ha visto un crescente utilizzo per applicazioni in campo archeologico e ambientale. Il grosso vantaggio, rispetto al metodo di tomografia di resistivitร  elettrica, consiste nella velocitร  di acquisizione dei dati poichรฉ non รจ necessario infiggere elettrodi per energizzare il terreno. Infatti, un operatore trascina dei sensori alloggiati lungo un cavo, attraverso i quali รจ possibile rilevare la presenza di discontinuitร  nel sottosuolo siano esse di natura antropica (come muri, tombe e pavimenti) o anche di origine geologica (fratture, cavitร , stratificazioni del sottosuolo).

geoelettrica capacitiva

Come funziona la tecnica elettromagnetica nel dominio della frequenza (FDEM)?

Gli strumenti che si basano sul principio dellโ€™induzione elettromagneticaย sono comunemente impiegati per prospezioni geofisiche superficiali sia in campo archeologico (ad esempio: la ricerca di strutture antropiche sepolte) sia per applicazioni in campo ambientale (ad esempio: la ricerca di rifiuti interrati o altre forme di inquinamento superficiale del suolo). Il risultato di un rilievo elettromagnetico รจ restituito sotto forma di mappe tematiche, ognuna delle quali rappresenta una specifica proprietร  del campo magnetico e del campo elettrico. La prima, รจ particolarmente sensibile alla presenza di forti conduttori come ad esempio corpi metallici; la seconda, invece, fornisce informazioni sulla conducibilitร  (lโ€™inverso dellaย resistivitร ) dovuta alla presenza di disomogeneitร  elettriche esistenti nel sottosuolo.

FDEM

Come funzionano le tecniche elettromagnetiche nel dominio del tempo (TDEM)?

Il sondaggio TDEM consente di ottenere un modello monodimensionale del sottosuolo, individuando degli โ€œelettro-stratiโ€, cioรจ degli strati del sottosuolo caratterizzati da una ben definita resistivitร  elettrica. La misura prevede la realizzazione, tramite un cavo elettrico, di unย loopย quadrato o rettangolare in cui viene fatta circolare una corrente elettrica alternata. Il metodo TDEM, sviluppato a partire circa dagli anni โ€™70 per la ricerca di giacimenti minerari, รจ oggi ampiamente utilizzato per lโ€™esplorazione del sottosuolo in campo idrogeologico e ambientale (ricostruzione stratigrafica del sottosuolo, mappatura del percolato in falda, ecc.).

TDEM

Come funziona la tecnica georadar?

Il georadar รจ una tecnica non distruttiva che utilizza brevi impulsi elettromagnetici ad alta frequenza, emessi e ricevuti da una o piรน antenne. Queste onde elettromagnetiche generate dallโ€™antenna si propagano nel sottosuolo e vengono riflesse quando raggiungono un interfaccia tra materiali che possiedono differenti proprietร  elettromagnetiche (resistivitร  elettrica e costante dielettrica): tali riflessioni sono visualizzate e registrate mentre le antenne vengono trascinate sulla superficie del terreno. La profonditร  di penetrazione del segnale Georadar dipende molto dalla resistivitร  elettrica del terreno e dalla frequenza dellโ€™onda trasmessa, e puรฒ variare da pochi centimetri fino a qualche metro.

radar


Immagini a cura diย logo-lab

Oceanografia

 

Che cosa รจ l’Oceanografia?

Il termine oceanografia รจ composto dalle parole greche ฯ‰ฮบฮตฮฑฮฝฯŒฯ‚ (โ€œoceanoโ€) e ฮณฯฮฌฯ†ฯ‰ (โ€œscrivereโ€). Lโ€™oceanografia รจ la branca delle scienze della terra che studia gli oceani, con particolare riguardo ai processi fisici, chimici, geologici e biologici che in essi avvengono.uno

Che cosa รจ un l’oceanografia operativa?ย 

Lโ€™oceanografia operativa รจ una branca dellโ€™oceanografia che abbina la componente tecnologica/ingegneristica, a quella puramente scientifica, per lโ€™osservazione ed il monitoraggio sistematico dei mari, degli oceani e dellโ€™atmosfera. Lโ€™oceanografia operativa ha da anni sviluppato un sistema integrato di osservazioni e modelli con lโ€™obiettivo di produrre e disseminare i dati di previsione e altri prodotti sullo stato del mare, come ad esempio portali web per la fruizione delle previsioni meteo-marine, applicazioni per la sicurezza della rotta di imbarcazioni in mare, servizi di ricerca e soccorso, servizi per la localizzazione di sversamenti di idrocarburi.

Che cosa sono i dati in situ?

I dati in situ sono quelli misurati o campionati in mare da oceanografi su navi oceanografiche o, da sensori automatici che trasmettono i dati raccolti in tempo reale via satellite.

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Foto: archivio INGV

Che cosa sono i processi antropici?

I processi, le attivitร , i fattori o gli effetti antropici sono quelli derivanti dallโ€™attivitร  umana, diversamente da quelli che avvengono in ambienti naturali senza alcuna influenza da parte dellโ€™uomo.

Che cosa รจ l’inquinamento?ย 

Lโ€™inquinamento consiste nellโ€™introduzione diretta o indiretta in un ambiente di sostanze o anche di energia capaci di trasformare gli equilibri naturali producendo anche effetti sulla salute umana. Alcune di queste trasformazioni sono irreversibili nel medio o nel lungo periodo. Lโ€™inquinamento puรฒ essere provocato da fenomeni naturali โ€’ per esempio eruzioni vulcaniche, incendi, radioattivitร  di alcune rocce โ€’ o da attivitร  dellโ€™uomo. In entrambi i casi, vengono immesse in un ambiente sostanze estranee a esso o sostanze comuni ma in quantitร  tali che superano la capacitร  di digestione (demolizione e decomposizione) e assorbimento da parte di quellโ€™ambiente: รจ il caso dellโ€™eutrofizzazione negli ambienti acquatici o dellโ€™eccesso di produzione di anidride carbonica che provoca lโ€™effetto serra.

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Quanto รจ profondo il mare?

La profonditร  del mare รจ estremamente variabile che va dalla zona in cui frangono le onde sulle spiagge di tutto il mondo, alle fosse oceaniche profonde. Il punto piรน profondo (circa 11000 metri) risiede nella Fossa delle Marianne, nellโ€™Oceano Pacifico occidentale. Le mappe batimetriche forniscono la rappresentazione grafica del fondale marino.

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http://portal.emodnet-bathymetry.eu/

Che cosa รจ l’acquacoltura?ย 

Lโ€™acquacoltura รจ la produzione di organismi acquatici, principalmente pesci, crostacei e molluschi, ma anche alghe, in ambienti confinati e controllati dallโ€™uomo. Il termine acquacoltura si contrappone generalmente alla pesca, nella quale lโ€™uomo si limita a prelevare dagli stock naturali i prodotti di cui ha bisogno, tuttavia รจ considerata forma di acquacoltura anche la bivalvicoltura nella quale lโ€™intervento dellโ€™uomo รจ solitamente limitato a fornire un supporto meccanico adatto allโ€™attecchimento degli organismi acquatici, per facilitarne lo sviluppo e il prelievo finale.

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Image credit โ€“ Ferit Rad from Mersin University

Che cosa รจ il Servizio Marino COPERNICUS (CMEMS)?ย 

Il Servizio di monitoraggio dellโ€™ambiente marino di Copernicus (CMEMS, Copernicus โ€“ Marine Environment Monitoring Service) fornisce informazioni costantemente aggiornate sulle caratteristiche fisiche, la variabilitร  e le dinamiche dellโ€™oceano e degli ecosistemi marini. CMEMS รจ nato per fronteggiare, da un punto di vista scientifico ed economico, le problematiche emergenti relative allโ€™ambiente marino, utilizzando i dati provenienti dalle osservazioni satellitari e in situ. Il sistema fornisce analisi sullo stato dellโ€™oceano e previsioni giornaliere in grado di offrire una capacitร  di osservazione, comprensione e anticipazione degli eventi ambientali marini senza precedenti. CMEMS fornisce un servizio informativo agli utenti dei diversi settori economici, di ricerca e sviluppo delle seguenti aree: sicurezza marittima; ambiente marino e costiero; risorse marine; previsioni meteorologiche, stagionali e climatiche. Le osservazioni e le previsioni prodotte dal servizio supportano tutte le applicazioni marine.

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Foto: archivio INGV
Clima e Paleoclima

 

Che cosa รจ il clima?

Il climaย รจ la variabilitร  media del tempo meteorologico, su un lasso di tempo compreso fra i mesi e le migliaia,ย  fino ai milioni di anni.

Che differenza c’รจ tra tempo meteorologico e clima?ย 

Il tempo meteorologico รจ lo stato dellโ€™atmosfera in un particolare momento, in un determinato luogo, definito da temperatura, precipitazione, vento.Il climaย รจ la variabilitร  media del tempo meteorologico, su un lasso di tempo compreso fra i mesi e le migliaia,ย  fino ai milioni di anni.

Come funziona il clima?

Il sistema climatico terrestre รจ alimentato dal Sole come una macchina ad energia solare. Lโ€™equilibrio energetico รจ mantenuto attraverso il trasferimento di calore dalle basse latitudini alle alte latitudini attraverso i venti e le correnti marine.

massearia
Circolazione delle masse dโ€™aria (elaborazione grafica: Patrizia Pantani)
Circolazione termoalina (conveyor belt) detta anche il grande nastro trasporatore

Quali sono i fattori che influenzano il clima?

Variazioni dellโ€™attivitร  solareย ย ย ย 

sole
Elaborazione grafica: Patrizia Pantani

Variazione dei parametri orbitali

Eccentricitร  โ€“ Lโ€™energia che la Terra riceve dal sole varia maggiormente quanto piรน la sua orbita intorno al sole รจ allungata.

eccentricita

Inclinazione dellโ€™asse โ€“ Lโ€™asse terrestre oscilla tra 22.2ยฐ e 24.5ยฐ. Maggiore รจ lโ€™angolo di oscillazione e maggiore รจ la quantitร  di energia solare ricevuta dai poli.

inclin

Precessione โ€“ Lโ€™orientazione dellโ€™asse terrestre cambia gradualmente influenzando lโ€™eccentricitร  dellโ€™orbita e lโ€™inclinazione dellโ€™asse terrestre.

precessione

Variazione della posizione relativa dei continenti

continenti.png
Ricostruzione della posizione dei continentiย  300 milioni di anni fa

Attivitร  dellโ€™uomo ย (agricoltura e industria)

agricoltura

industria

Che cosa รจ il paleoclima?

Per paleoclima si intende il clima di periodi geologici e storici precedenti lo sviluppo degli strumenti di misura delle componenti del clima e del tempo atmosferico Prima quindi del 1600 anno in cui Galileo e Torricelli inventarono il termometro ed il barometro.

Che cosa รจ la paleoclimatologia?

La paleoclimatologia รจ la disciplina scientifica che ย studia ย il clima della Terra e le sue variazioni nel corso della lunga storia del nostro pianeta. La ricerca paleoclimatica utilizza le testimonianze geologicheย  e biologiche (indicatori climatici) conservate nei sedimenti, rocce, concrezioni di grotta, ย anelli di crescita degli alberi, ghiaccio e altri archivi paleoclimatici per ricostruire il clima del passato. Le ricostruzioni paleoclimaticheย  forniscono indicazioni sulla variabilitร  del clima e dellโ€™ambiente prima dellโ€™avvento degli strumenti per misurare le componenti del clima.

Quanto indietro nella storia della Terra si puรฒ ricostruire il paleoclima?

Le ricerche paleoclimatiche coprono lโ€™intera storia della Terra. Gli studi che riguardano gli ultimi secoli e millenni producono ricostruzioni ad alta risoluzione temporale delle variazioni delle temperature e delle precipitazioni, che costituiscono la base per quantificare e comprendere la variabilitร  naturale del clima. Gli studi sulle ultime decine di migliaia, milioni o centinaia di milioniย  di anni rivelano cambiamenti climatici legati alla posizione reciproca di ย Sole e ย Terra, a variazioni delle quantitร  di gas serra in atmosfera, che hannoย  controllato lโ€™avvento e la fine delle ere glaciali, a cambiamenti della circolazione oceanica, e a processi geologici come il sollevamento delle montagne e la deriva dei continenti.

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Variazione della temperatura negli ultimi 400.000 anni derivata dallโ€™analisi della carota di ghiaccio antartico EPICA (arancione) e da una carota di sedimenti marini MD012443 (verde) campionata sul margine Iberico (elaborazione Ilaria Isola)

Come si ricostruisce il clima del passato?ย 

Il clima del passato viene ricostruito attraverso lo studio di diversi archivi paleoclimatici come: sedimenti marini e lacustri, carote di ghiaccio, speleotemi (concrezioni di grotta), anelli di crescita degli alberi, coralli. Questi contengono gli indicatori climatici fisici, chimici o biologici, che forniscono informazioniย  sulle variazioni del clima e dellโ€™ambiente del passato (come livello del mare, temperatura dellโ€™aria e dellโ€™oceano, composizione dellโ€™atmosfera e precipitazioni).

Come facciamo a sapere l’etร  di un evento paleoclimatico?

Per determinare lโ€™inizio e la fine di un evento paleoclimatico e stabilirne la durata, si utilizzano i tempi di decadimento degli isotopi radioattivi (ad esempio, carbonio14, uranio-torio, uranio-piombo), che forniscono una stima numerica dellโ€™etร  dellโ€™archivio studiato (decine, migliaia,ย  milioni di anni). A queste tecniche radiometriche possono essere associati altri metodi di datazione come la biostratigrafia (che usa il contenuto di fossili del campione per stabilirne lโ€™etร  relativa), o come il conteggio degli anelli di crescita degli alberi e degli strati annuali dei sedimenti ย lacustri.

Che cosa รจ un evento paleoclimatico?ย 

Per evento paleoclimatico si intende una variazione dello stato del clima passato in cui una o alcune delle variabili climatiche (temperatura, precipitazioni, ecc.) hanno valori differenti da quelli medi (piรน bassi o piรน alti).

Come gli studi paleoclimatici aiutano a capire meglio le potenziali conseguenze dei futuri cambiamenti climatici?

Ogni componente del sistema Terra influenza o รจ influenzato dal clima. Gli ecosistemi, la disponibilitร  di acqua, il ciclo del carbonio, la variazione del livello del mare, la circolazione oceanica e lโ€™acidificazione dellโ€™oceano, tutti interagiscono con il clima e rispondono ai cambiamenti climatici. Gli studi paleoclimatici forniscono una prospettiva fondamentale per valutare lโ€™impatto che avranno i cambiamenti climatici futuri sullโ€™ecosistema e sulle attivitร  umane.

Come le ricerche paleoclimatiche sono utili alle politiche e alla gestionedelle risorse?ย 

Conoscere lโ€™entitร  e la frequenza delle variazioni dei fenomeni climatici naturali nel passato, fornisce un quadro per mettere in atto politiche di gestione e mitigazione dellโ€™impatto dei cambiamenti climatici futuri sullโ€™ambiente e sulle attivitร  umane.

Quali sono gli archivi paleoclimatici?

Gli archivi paleoclimatici possono essere materiale geologico (sedimenti, rocce, speleotemi),ย  biologico (anelli di crescita degli alberi, coralli)ย  e ghiaccio. Essi contengono elementi ย o caratteristiche (indicatori climatici) che possono essere campionatiย  e analizzati usando diversi metodi chimici e fisici.

Sedimenti
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(Foto: Antonio Cascella)

Le rocce sedimentarie (le piรน antiche risalgono a circa 4 miliardi di anni fa) rappresentano lโ€™archivio paleoclimatico piรน studiato eย  costituiscono il mezzo per studiare il clima della terra lungo tutta la sua storia. La loro struttura e il contenuto fossilifero sono utilizzati come indicatori paleoclimatici.

Carote di ghiaccio

Il ghiaccio preserva al suo interno campioni di atmosfera del passato sotto forma di polveri, aerosol, isotopi e bolle dโ€™aria, conservando cosรฌย  memoria delle condizioni climatiche presenti al momento della deposizione nevosa. ย Gli scienziati prelevano carote di ghiaccio per studiare i cambiamenti annuali della temperatura, precipitazione e composizione dellโ€™atmosfera.

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Speleotemi

Gli speleotemi sono depositi chimici ipogei (concrezioni di grotta come stalagmiti e colate) che, grazie ad unโ€™elevata sensibilitร  ai mutamenti climatici, sono diventati uno strumento essenziale nelle ricostruzioni paleoclimatiche.
Nei diversi strati di crescita delle concrezioni posso essere registrate le variazioni di temperatura e piovositร  esterne, lo sviluppo dei suoli e della vegetazione, fino ad una cadenza annuale. Le grotte in cui si sviluppano possono consentirne la crescita continua per lunghi periodi e conservarli inalterati per milioni di anni. In ultimo, ma non meno importante sono facilmente databili con la serie di decadimento dellโ€™Uranio.

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(Foto: Ilaria Isola)
Anelli di accrescimento degli alberi

Gli anelli di accrescimento degliย  alberi possono essere usatiย  per determinarne le etร . Lo spessore di ogni anello dipende dalle variazioni di temperatura e precipitazione verificatesi durante la sua crescita. Utilizzando questa caratteristica i paleoclimatologi hanno ricostruito la variabilitร  annuale della piovositร  e della temperatura degli ultimi 14000 anni. Inoltre, possono registrare eventi di diversa natura come incendi, attacchi di insetti e terremoti.

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Quali sono gli indicatori climatici?

Gli indicatori climatici sono quegli elementi fisici, chimici e biologici conservati allโ€™interno degli archivi paleoclimatici, che possono essere analizzati e correlati con i parametri climatici e ambientali misurati attualmente.

Indicatori fisici

Questi indicatori includono le caratteristiche fisiche di un sedimento come la composizione, la struttura, il colore, la densitร  e le proprietร  magnetiche, che variano con il variare delle condizioni climatiche presenti al momento della deposizione.

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Indicatori biologici

Gli indicatori biologici piรน comunemente utilizzati per studi paleoclimatici includono resti di microrganismi unicellulari (foraminiferi, diatomee, nannoplancton calcareo) e di organismi pluricellulari (ostracodi, pollini, ecc.), che si ritrovano abbondanti nei sedimenti marini e lacustri. Poichรฉ la loro distribuzione รจ controllata dalla temperatura, salinitร , quantitร  di luce e di nutrienti della colonna dโ€™acqua in cui vivevano, la loro presenza nei campioni di sedimento analizzati permette di dedurre le condizioni climatiche e ambientali presenti al tempo della loro deposizione.

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Indicatori chimici

La composizione chimica dei ย gusci degli organismi marini รจ un ottimo indicatore di temperatura ed umiditร , essendo influenzata dalla composizione dellโ€™acqua in cui vivevano. Per esempio, i foraminiferi utilizzano lโ€™ossigeno presente nellโ€™acqua di mare per costruire il loro guscio calcareo (CaCO3 ). Lโ€™ossigeno nellโ€™acqua di mare รจ presente principalmente in due diversi tipi (isotopi): leggero e pesante (16O e 18O), in quantitร  variabile in funzione della temperatura. ย Il rapporto tra questi tipi di isotopi nel guscio ci puรฒ dire quanto fosse freddo lโ€™oceano al tempo della sua costruzione. In generale maggiore รจ il contenuto di ossigeno pesante (18O) nel guscio, minore era la temperatura dellโ€™acqua. Altri indicatori climatici di tipo chimico sono i biomarker: composti organici derivati dallโ€™attivitร  di organismi viventiย  che possono fornire indicazioni sulla temperatura, pH, salinitร  ecc.

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Immagine: Patrizia Pantani

Microplaleontologia

 

Cos’รจ la Micropaleontologia?

La Micropaleontologia รจ la disciplina che studia fossili di dimensioni comprese tra pochi millesimi di millimetro e qualche centimetro, chiamati Microfossili.

Cosa sono i microfossili?

I microfossili ย sono un gruppo eterogeneo di fossili di dimensioni comprese tra pochi micron (come o piรน piccoli dei granuli della polvere) e qualche centimetro appartenenti ad organismi del mondo vegetale ed animale, sia estinti che viventi.

Quali tipi di microfossili?

I principali gruppi di microfossiliย  sono gusci e parti di organismi marini e di acqua dolce unicellulari (protisti: Foraminiferi, Nannoplancton Calcareo, Diatomee, ecc.), pluricellulari (Ostracodi, Conodonti). A questi si associano anche prodotti dellโ€™attivitร  delle piante terrestri (Pollini, Spore) che sono oggetto di studio della Palilnologia.

Dove si trovano i microfossili

Si trovano nelle rocce sedimentarieย marine e lacustri, di cui sono spesso la componente principale come nel caso delle Diatomiti, delle rocce calcaree che formano leย  bianche scogliere di Dover e diย quelle che furono usateย  per ricavare i blocchi per la costruzione delle Piramidi.scoglieraA cosa servono i microfossili?

Sono uno strumento importante per correlare e determinare lโ€™etร  relativa delle rocce sedimentarie (biostratigrafia, biocronologia) che li contengono, e per ricostruire le condizioni paleoclimatiche e paleoecologiche al tempo della loro deposizione (paleoclimatologia).I microfossili sono molto utili per gli scopi della micropaleontologia applicata, perchรฉ hanno unโ€™ampia diffusione geografica, sono abbondanti ย nei sedimenti e nelle rocce di tutti gli ambienti marini e lacustri; ย hanno dimensioni ridotte per cui tendono ad essere meglio conservati, inoltre ย bastano pochi grammi di sedimento per ottenerne grandi quantitร .

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Campione di roccia per lo studio di Nannofossili calcarei (Foto: Antonio Cascella)

Come si studiano i microfossili?

Lo studio dei microfossili avviene al microscopio attraverso lโ€™analisi di preparati micropaleontologici. Si usano microscopi ย binoculari ย a luce riflessa (per foraminiferi, ostracodi), a luce trasmessa (per studiare vetrini e sezioni sottili di roccia per ย foraminiferi, nannofossili calcarei, diatomee, pollini) e al microscopio elettronico a scansione. Tuttavia anche le normali lenti di ingrandimento permettono il riconoscimento di alcuni ย microfossili (foraminiferi, ostracodi) e sono utilizzate durante il lavoro di campagna per individuare livelli fossiliferi.

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I preparati micropaleontologici utilizzati per lo studio di microfossili sono: residui di lavaggio (per studiare esemplari isolati foraminiferi, ostracodi, conodonti ), vetrini (per lo studio di nannofossili calcarei, diatomee) e sezioni sottili di roccia (per lo studio di foraminiferi, talvolta pollini e spore).

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Fasi della preparazione di vetrini (smear slides) per lo studio dei nannofossili calcarei, presso il laboratorio di micropaleontologia dellโ€™INGV

I Foraminiferi?

I foraminiferi sono protozoi unicellulari, per lo piรน marini, provvisti di un guscio calcareo (o arenaceo) che si conserva allo stato fossile. I foraminiferi viventi sono sia planctonici ( vivono nella colonna dโ€™acqua trasportati dalle correnti), che bentonici (vivono attaccati al fondo del mare, alle alghe, o infossati nei primi centimetri di sedimento). Hanno dimensioni comprese tra 100 micron e qualche cm. Costituiscono insieme ai nannofossili calcarei il gruppo fossile piรน abbondante. Questi microrganismi fecero la loro comparsa nel Cambriano (circa 540 milioni diย  anni fa) e sono attualmente diffusi in tutti gli ambienti marini e tutte le latitudini. In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantitร  tale da formare imponenti spessori di rocce, assumendo importanza litogenetica (per esempio i calcari a Nummuliti utilizzati per la costruzione delle piramidi). Anche attualmente, i sedimenti che si depongono in molte aree oceaniche sono formati da gusci di Foraminiferi.

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Foraminiferi fotografati al microscopio elettronico (foto: Sergio Bonomo)
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Foraminiferi fotografati al microscopio elettronico (foto: Sergio Bonomo)

I nannofossili calcarei

I Nannofossili calcarei sono i resti fossili del Nannoplancton calcareo, ovvero di alghe marine planctoniche unicellulari, i Coccolitoforidi, dotate di un esoscheletro calcareo che si conserva allo stato fossile. Le dimensioni ย di questi microfossili sono davvero microscopiche essendo comprese tra 2 e 30 micron. Questi microrganismi comparvero nei mari del Trias superiore (intorno a 220 milioni di anni fa)ย  e sono attualmente diffusi in tutti gli ambienti marini. In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantitร  tale da formare imponenti spessori di rocce (per esempio le scogliere di Dover). Attualmente i fanghi oceanici sono formati dallโ€™accumulo di gusci e frammenti diย  Nannoplancton calcareo e Foraminiferi.

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Coccosfera e coccoliti di Emiliania huxleyi, specie vivente piรน abbondante, fotografati al microscopio elettronico, SEM (foto: Sergio Bonomo);
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Coccosfera e coccoliti di Emiliania huxleyi fotografati al microscopio ottico a luce trasmessa a nicol incrociati, a 1250 ingrandimenti ( foto: Antonio Cascella)
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Nannofossili calcareiย  rinvenuti in rocce dellโ€™Eocene Inferiore / Medio, circa 48 Ma (foto: Antonio Cascella)

Le Diatomee

Le diatomee sono le piรน abbondanti alghe unicellulari, di ambiente marino e continentale,ย  dotate di un esoscheletro siliceo. Le dimensioni sono comprese tra 10 e 200 micron. Comparvero nel Cretacico inferiore (circa 140 milioni di anni fa) e sono attualmente diffuse in ambienti marini e lacustri. In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantitร  tale da formare imponenti spessori di rocce chiamate Diatomiti.

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Diatomee rinvenute in sedimenti di mare profondo dellโ€™Antartide, fotografate al microscopio ottico a luce trasmessa a nicol paralleli, a 600 ingrandimenti (Foto: Antonio Cascella).

Cos’รจ la Biostratigrafia?

La biostratigrafia รจ la disciplina che studia la distribuzione dei fossili nel tempo e nello spazio al fine di correlare le rocce sedimentarie che li contengono. Essa si fonda sul principio dellโ€™irreversibilitร  dellโ€™evoluzione, in base al quale ogni specie รจ vissuta solo ed esclusivamente in un certo intervallo di tempo geologico, dalla sua comparsa fino allโ€™estinzione. Suddivide ed organizza una successione di sedimentariaย  in unitร  biostratigrafiche, le biozone, che rappresentano insieme di strati definiti e caratterizzati dal loro contenuto in fossili.

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Figura ridisegnata da โ€œ Le scienze della Terra โ€“ I materiali della Terra solida โ€“ Alfonso Bosellini โ€“ Italo Bovolenta editore, 2012โ€. Elaborazione grafica di Patrizia Pantani.

Cos’รจ una Biozona?

La biozona รจ lโ€™unitร  fondamentale della biostratigrafia, ed รจ un corpo roccioso definito o caratterizzato sulla base del suo contenuto fossilifero. I limiti (superiore ed inferiore) della biozona sono definiti da bioorizzonti.

Il bioorizzonte รจ ย una superficie, o interfaccia, attraverso la quale si manifesta un cambiamento significativo e riconoscibile nei caratteri biostratigrafici. Questo cambiamento รจ ย identificato da un evento (bioevento) nella storia evolutiva del gruppo fossile considerato, comeย  per esempio la prima presenza o lโ€™ultima presenza di una particolare specie (fossile guida).

Cosa sono i fossili guida

I fossili guida (o marker) sono fossili essenziali per la biostratigrafia eย  la datazione relativa delle rocce sedimentarie che li contengono. Essi devono soddisfare alcuni requisiti come: appartenere ad organismi che hanno avuto una rapida evoluzione (cioรจ sono comparsi e si sono estinti in un ย breve periodo di tempo); essere abbondanti, facili da rinvenire, facili da riconoscere, ย avere unโ€™ampia distribuzione geografica in modo da consentire la correlazione di rocce sedimentarie di aree geografiche anche molto distanti. Tra i fossili guida piรน conosciuti ci sono ad esempio i trilobiti e i graptoliti (usati per la biostratigrafia del Paleozoico), gli ammonoidi (usati perlopiรน per la datazione relativa delle rocce del Mesozoico), i foraminiferi e i nannofossili calcarei (essenziali nella biostratigrafia del Cenozoico).