Pietro Blaserna nacque a Fiumicello in Aquileja il 29 febbraio 1836 e si formò all’estero, tra Vienna e Parigi. Nel 1862 rientrò in Italia, insegnando prima a Firenze poi a Palermo, ove diresse il nuovo gabinetto di Fisica e ricoprì la cattedra di Fisica sperimentale. Nel 1872 il Ministro della Pubblica Istruzione, Antonio Sciajola, lo chiamò per l’insegnamento di Fisica sperimentale presso l’ateneo romano, ma soprattutto per ricoprire il ruolo di direttore del futuro Istituto di fisica, che rappresenterà per decenni un luogo straordinario di ricerca per la fisica italiana
Fu rettore della Sapienza dal 1874 al 1876 e Preside della Facoltà di Scienze dal 1885 al1891. In pochi anni Blaserna modificò alle radici gli insegnamenti di matematica e fisica, riuniti nella Facoltà Fisico-Matematica (denominata dal 1874 Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali).
Poco dopo l’Unità d’Italia obbiettivo del nuovo governo era quello di riorganizzare l’Università e gli istituti di ricerca affinché potessero essere competitivi rispetto a quelli degli stati europei più all’avanguardia. Era arrivato il momento per il neonato Stato italiano di ammodernarsi e di guardare al futuro, puntando sull’istruzione e la ricerca. Proprio in quegli anni stavano nascendo importanti laboratori sperimentali nelle più grandi capitali europee e diventava sempre più evidente il legame che legava ricerca e sviluppo industriale.
Il contributo maggiore dato da Blaserna alla creazione della scuola di fisica di Roma fu comunque la progettazione dell’Istituto Fisico di Via Panisperna. Quando si decise di trovare una sede più idonea per la Facoltà di Scienze, allora sistemata alla Sapienza, Blaserna, insieme ai chimici Cannizzaro e Paternò, individuarono sul Colle del Viminale la nuova destinazione.
Negli anni palermitani, in occasione di una eclisse totale di Sole nel dicembre del 1870, partecipò alla spedizione per osservare lo stato di polarizzazione della luce emessa dalla corona solare. Su incarico del Ministero partecipò alla spedizione per studiare l’eruzione dell’Etna del 1879; dallo stesso anno, fu presidente del Consiglio Direttivo di Meteorologia. Nel 1883 fu presidente della Commissione Governativa per il terremoto di Casamicciola; è stato uno dei fondatori del Servizio Geodinamico in Italia per la rilevazione degli eventi sismici. Dal 1887 al 1907 fu Presidente del Consiglio di Meteorologia e Geodinamica.
Socio della Reale Accademia dei Lincei dal 1873, ne divenne segretario nel 1879 e Presidente nel 1904. Socio fondatore della Società degli Spettroscopisti Italiani; segretario generale del Comitato Internazionale dei pesi e misure dal 1904.
Non solo scienziato e leader della politica della ricerca, Blaserna ricoprì importanti ruoli istituzionali: Senatore del Regno d’Italia dal 1890 e vicepresidente del Senato dal 1906 fino alla morte.
Nell’esplorare le frontiere della fisica, Pietro Blaserna emerse come leader nell’istruzione e nella ricerca in Italia. Il suo impegno scientifico e politico contribuì al progresso dell’Italia dopo l’unificazione, con la creazione della Scuola Pratica di Fisica e l’istituzione della Rete Sismica Nazionale. Continua a leggere qui
a cura di Ingrid Hunstad
