Mareta Nelle West: la geologa dietro l’allunaggio dell’Apollo 11
Il 20 luglio 1969 l’Apollo 11 atterrò nel Mare della Tranquillità. Se Katherine Johnson aveva contribuito a tracciare la rotta verso la Luna, Mareta Nelle West scelse il luogo in cui quel viaggio si sarebbe concluso
Nel luglio del 1969, quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin raggiunsero la superficie lunare, il luogo in cui sarebbe atterrato il modulo Eagle non era stato scelto dagli astronauti. Dietro quella decisione c’era il lavoro scrupoloso di una geologa: Mareta Nelle West.
Lontano dai riflettori, West aveva dedicato la sua carriera allo studio delle rocce e alla cartografia geologica. Negli anni che precedettero la missione Apollo 11, analizzò immagini e mappe della Luna per individuare un’area che offrisse sufficienti garanzie di sicurezza per l’allunaggio e, allo stesso tempo, un elevato interesse scientifico.
Fu proprio il suo lavoro a contribuire alla scelta del Mare della Tranquillità, dove l’Eagle atterrò il 20 luglio 1969. Sebbene il suo nome sia rimasto a lungo poco conosciuto al grande pubblico, Mareta Nelle West ebbe un ruolo importante in una delle imprese più celebri del Novecento e nello sviluppo della geologia planetaria.

Una discendente di pionieri
La storia di Mareta Nelle West inizia a Elk City, in Oklahoma, dove nacque il 9 agosto 1915. Dimostrò fin da subito una spiccata curiosità per le Scienze della Terra, argomento fuori dagli schemi abituali per le donne del suo tempo. Si iscrisse all’Università dell’Oklahoma, in un’epoca in cui le carriere scientifiche erano ancora prevalentemente riservate agli uomini. Nel 1937 si laureò in geologia a soli 22 anni.
All’inizio della sua carriera, si dedicò allo studio dei microfossili per la ricerca di idrocarburi. Entrò così nell’industria petrolifera e del gas, un ambiente professionale fortemente dominato dagli uomini.
Negli anni ‘40, fu la prima donna a operare come geologa consulente nell’area di Oklahoma City. Il quotidiano The Daily Oklahoman, oggi The Oklahoman, la definì una feminine fossil finder, letteralmente una “cercatrice di fossili in gonnella”.
Al di là di queste etichette, per undici anni analizzò stratigrafie e formazioni geologiche, affinando competenze di analisi spaziale e cartografica che, anni dopo, si sarebbero rivelate preziose per il lavoro svolto con la NASA.
Nel 1964 la sua carriera cambiò radicalmente quando entrò a far parte dello United States Geological Survey (USGS) a Flagstaff, in Arizona, dove iniziò a lavorare nell’ambito del nascente programma di astrogeologia.
La nascita dell’astrogeologia
Negli anni Sessanta, in piena Guerra Fredda, la conquista dello spazio divenne uno dei principali terreni di competizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Dopo il lancio dello Sputnik nel 1957 e il volo di Yuri Gagarin nel 1961, gli Stati Uniti avviarono un complesso programma per raggiungere la Luna. Nel celebre discorso pronunciato alla Rice University il 12 settembre 1962, il presidente John F. Kennedy fissò un obiettivo ambizioso: portare esseri umani sulla Luna entro la fine del decennio. Comincia così l’era del Programma Apollo.
Realizzare questo traguardo richiedeva molto più che razzi e astronauti. Era necessario sviluppare nuove tecnologie, progettare strumenti innovativi e, soprattutto, comprendere un ambiente ancora quasi sconosciuto. Sebbene la Luna fosse osservata da secoli, la sua superficie e la sua storia geologica erano ancora poco note.
In questo contesto nacque l’astrogeologia, una disciplina che applica i metodi e le conoscenze della geologia terrestre allo studio dei corpi del Sistema Solare.
Con il suo ingresso nell’USGS nel 1964, Mareta Nelle West entrò a far parte del gruppo di scienziati che stavano dando vita alla nascente disciplina dell’astrogeologia, diventandone una delle prime protagoniste. In un’epoca senza computer e software grafici di cartografia, West operava con strumenti analogici come matite, squadre, compassi e calcoli manuali. Inoltre, doveva “leggere” la morfologia lunare attraverso immagini dai telescopi dell’epoca (molto meno dettagliate rispetto a quelle disponibili oggi) e le fotografie trasmesse dalle prime sonde automatiche, ricavandone mappe geologiche sufficientemente dettagliate per le future missioni.
La West collaborò con Eugene Merle Shoemaker, considerato il padre della geologia planetaria, gettando le basi di questa nuova scienza. Mentre Shoemaker si occupava dei crateri da impatto, West si concentrava sulla cartografia, entrando a far parte del Geology Experiment Team per la missione Apollo 11. Il suo ruolo era cruciale: determinare il punto esatto di allunaggio per il modulo Eagle.
Apollo 11: il punto esatto sulla mappa
Quando pensiamo all’allunaggio del 1969, immaginiamo spesso la tecnologia futuristica e il coraggio degli astronauti. Eppure, dietro quel “piccolo passo” c’era stato un lavoro di precisione millimetrica fatto di carta e matita. Individuare il sito di allunaggio per il modulo lunare rappresentava una sfida logistica estremamente complessa. Il sito doveva rispondere a requisiti molto stringenti. Doveva essere abbastanza pianeggiante per evitare che il modulo lunare si ribaltasse, privo di massi che potessero danneggiare l’Eagle. Ma allo stesso tempo geologicamente significativo per raccogliere il maggior numero possibile di campioni di roccia differenti tra loro. Analizzando fotografie, rilievi e mappe della superficie lunare, la West individuò nel Mare della Tranquillità il sito ideale.
Il risultato del suo lavoro non fu solo un documento teorico. La mappa prodotta da Mareta divenne il cuore dell’addestramento di Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Quella stessa mappa superò i confini dell’atmosfera terrestre, viaggiando fino alla Luna a bordo dell’Apollo 11, guidando gli astronauti proprio lì dove la scienziata aveva previsto.
Grazie alla sua competenza e all’esperienza maturata, la West selezionò i siti di allunaggio per molte delle missioni Apollo successive, garantendo non solo la sicurezza degli equipaggi, ma la qualità scientifica di una delle più grandi avventure dell’umanità.
Le mappe realizzate da Mareta West contribuirono a trasformare la Luna da semplice oggetto di osservazione astronomica a territorio da esplorare con gli strumenti della geologia. Il suo lavoro aprì la strada alla cartografia geologica dei corpi planetari e contribuì allo sviluppo dell’astrogeologia moderna.
Le metodologie sviluppate negli anni del programma Apollo hanno contribuito a porre le basi della moderna cartografia planetaria, oggi impiegata nello studio di Marte, degli asteroidi e di molti altri corpi del Sistema Solare.
Un curioso epilogo
Mareta Nelle West morì il 2 novembre 1998 all’età di 83 anni. Alcuni anni dopo, il suo nome tornò a essere associato all’esplorazione spaziale in modo insolito.
Il 28 aprile 2007, una parte delle sue ceneri fu trasportata in un volo suborbitale a bordo del razzo SpaceLoft XL, nell’ambito di un progetto commemorativo dedicato a personalità legate allo spazio e alla fantascienza. Nella stessa missione erano presenti anche le ceneri dell’astronauta Gordon Cooper e dell’attore James Doohan, noto al grande pubblico per aver interpretato il personaggio di Montgomery “Scotty” Scott nella serie Star Trek.
L’iniziativa rappresentò uno dei primi tentativi commerciali di inviare resti umani nello spazio. Sebbene la missione non raggiunse gli obiettivi originariamente previsti, rimane una curiosa coincidenza che una delle protagoniste della cartografia lunare abbia compiuto, anche simbolicamente, un ultimo viaggio oltre l’atmosfera terrestre.
Questo articolo fa parte dello speciale dedicato alle donne che contribuirono alla missione Apollo 11. Scopri anche Katherine Johnson:la matematica che tracciò la rotta verso la Luna e Margaret Hamilton: il software dell’Apollo 11
Per approfondire:
Di seguito sono riportate le mappe geologiche lunari pubblicate dalla astrogeologa Mareta Nelle West:
- Mappa geologica della faccia visibile della Luna
- Mappa geologica dei siti di allunaggio Apollo 4 e 4R, parte della regione Wichmann CA, Oceanus Procellarum
- Mappa geologica della regione Censorinus della Luna
- Mappa di caratteristiche geologiche selezionate in parte del sito di allunaggio Apollo 2 (sito Lunar Orbiter II P-6)
- Mappa geologica dell’area Ellipse West Two (parte del sito Lunar Orbiter III P-11)
- Mappa geologica preliminare dell’area Ellipse III-11-8 e dintorni
