La forza della conoscenza: Cristina Roccati, fisica e poetessa del Settecento
Fisica, poetessa e pioniera dell’illuminismo scientifico, Cristina Roccati fu tra le prime donne al mondo a ottenere una laurea e a insegnare fisica newtoniana, aprendo la strada alla partecipazione femminile nella scienza
di Anita Grezio
Infanzia e formazione
Cristina Roccati nacque a Rovigo il 24 ottobre 1732 in una famiglia aristocratica: il padre, Giovan Battista, e la madre, Antonia Campo, appartenevano all’élite locale. Fin da bambina mostrò un’intelligenza vivace e una naturale inclinazione per lo studio.
Sotto la guida di del maestro Pietro Bertaglia di Arquà, futuro rettore del seminario di Rovigo, Cristina approfondì le lettere classiche e si avvicinò alla poesia. A soli quindici anni fu già riconosciuta come poetessa: i suoi versi le valsero un primo invito all’Accademia dei Concordi, prestigioso circolo culturale della città.
Nel 1747 si trasferì a Bologna, accompagnata dal suo maestro e da una zia Anna. Entrare all’Università di Bologna, una delle più rinomate d’Europa, fu un traguardo straordinario per una ragazza di provincia e, soprattutto, una donna. Cristina fu la prima studentessa “fuori sede” dell’ateneo e poté frequentare corsi che, fino ad allora, erano stati riservati quasi esclusivamente agli uomini.
Tra il 1747 e il 1751 si immerse nello studio della filosofia naturale, arricchito da discipline come logica, metafisica, morale, geometria, meteorologia e astronomia. Frequentava spesso la Specola, l’osservatorio astronomico della città, e lì maturò un forte interesse per la fisica e le scienze naturali. Parallelamente, continuava a coltivare la poesia: i suoi versi circolavano nelle raccolte bolognesi e le valsero il titolo di “Consigliatrice della Veneta Nazione”, un riconoscimento riservato agli studenti più meritevoli.
Nel maggio del 1751, appena diciannovenne, si laureò in filosofia. Fu la terza donna al mondo a ottenere un titolo accademico, dopo Elena Cornaro Piscopia e Laura Bassi. In un’epoca in cui le università erano ambienti quasi esclusivamente maschili, il suo successo suscitò ammirazione e sorpresa.
Carriera scientifica e insegnamento a Rovigo
Dopo la laurea si trasferì a Padova per approfondire la fisica newtoniana, l’astronomia e lo studio del greco e dell’ebraico. In quel periodo ebbe modo di confrontarsi con importanti intellettuali, tra cui Gian Alberto Colombo, professore di astronomia e matematica. Purtroppo nel 1752 la famiglia Roccati fu colpita da una grave crisi finanziaria, costringendo Cristina a rientrare a Rovigo, dove si dedicò all’insegnamento della fisica presso l’Accademia dei Concordi. Dal 1751 al 1777 tenne corsi di fisica newtoniana, rivolti ai soci dell’Accademia e ai cittadini interessati. Le lezioni, di cui ce ne sono pervenute cinquantuno, non solo documentano la diffusione della fisica settecentesca in una città di provincia, ma rivelano anche la struttura dei corsi e la metodologia didattica della Roccati, in cui teoria e osservazione sperimentale si integravano con un approccio divulgativo.
Nel 1754 fu eletta “Principe” dell’Accademia dei Concordi, unico caso di donna a ottenere tale incarico confermando la stima dei colleghi e la sua autorevolezza scientifica raggiunta.

Attività letteraria e partecipazione alle accademie
Oltre all’impegno scientifico, coltivò con passione anche la letteratura. I suoi versi, caratterizzati da eleganza e rigore classico, furono apprezzati già in giovane età. I sui sonetti e le sue poesie riflettono sia l’erudizione dell’epoca sia un’intensa sensibilità personale.
Cristina fu membro di numerose accademie culturali e scientifiche italiane come l’Accademia dei Concordi di Rovigo, gli Apatisti di Firenze, l’Accademia letteraria di Pistoia consolidando il suo prestigio a livello nazionale. Successivamente fu accolta nell’Arcadia di Roma con il nome di Aganice Aretusiana, nell’Accademia degli Ardenti di Bologna e nei Ricovrati di Padova e degli Agiati di Rovereto. Questi riconoscimenti testimoniano non solo il valore della sua produzione poetica, ma anche l’ampio network culturale che seppe costruire in un’epoca in cui le donne erano spesso escluse dagli ambienti accademici.
La poesia e la scienza, nei suoi scritti, non erano compartimenti separati: riteneva che la conoscenza della natura attraverso la fisica permettesse di comprendere l’universo e, allo stesso tempo, di elevare lo spirito umano, rafforzando il rispetto e l’ammirazione per l’ordine della creazione. Le sue prolusioni scientifiche erano spesso accompagnate da riflessioni di questo tipo, sottolineando il valore educativo, morale e spirituale dello studio della natura.
Riconoscimenti, eredità e mostra contemporanea
Cristina Roccati morì a Rovigo il 16 marzo 1797, lasciando un’eredità scientifica e culturale significativa. La sua carriera rappresenta un esempio precoce di partecipazione femminile alla scienza, in un’epoca in cui l’istruzione superiore era quasi esclusivamente riservata agli uomini. La sua esperienza dimostra come talento, determinazione e sostegno familiare possano superare barriere sociali e culturali.
Oggi, la memoria di Cristina Roccati viene celebrata attraverso iniziative culturali e scientifiche. Una mostra intitolata “Cristina Roccati (1732-1797). La donna che osò studiare fisica” si è tenuta a Rovigo, presso Palazzo Roncale, dal 6 dicembre 2024 al 21 aprile 2025. Il percorso espositivo ha ripercorso la vita della scienziata e poetessa, mostrando documenti, strumenti scientifici dell’epoca e materiali provenienti da importanti musei italiani.
Il contributo di Cristina Roccati è stato riconosciuto anche nello spazio: uno dei telescopi del progetto PLATO dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), dedicato alla ricerca di pianeti extrasolari simili alla Terra, porta il suo nome, simbolo del legame tra il passato e le moderne esplorazioni scientifiche.
La sua figura continua così a ispirare nuove generazioni di scienziati e scienziate, testimoniando che la passione per il sapere non ha genere.
