Frammenti di geoscienze: i flysch
Quando il fondo del mare diventa montagna: il flysch del Pratomagno
di ChiaraCaricchi

La fotografia mostra un suggestivo affioramento di rocce sedimentarie nel paesaggio montano del Pratomagno, tra il Valdarno e il Casentino. In primo piano, sulla sinistra, si distinguono nettamente le Arenarie del Falterona, una formazione geologica che racconta antiche storie di mari profondi, frane sottomarine e montagne in formazione.
Queste rocce fanno parte di ciò che i geologi definiscono flysch, un termine di origine germanica che significa “terreno che scivola”. Si tratta di una successione ritmica di strati diversi – in prevalenza arenarie, siltiti e argille – che si sono formati a seguito di eventi di trasporto e deposizione sottomarina.
Ma cosa succede esattamente? Immaginiamo il fondo di un antico oceano: dai margini continentali, forti correnti cariche di detriti (le cosiddette correnti torbiditiche) si riversano lungo i pendii sottomarini (le scarpate) fino a raggiungere le zone più profonde e pianeggianti del bacino marino. Durante questo percorso, l’energia della corrente diminuisce progressivamente e il materiale trasportato si deposita in ordine di peso: prima le particelle più grosse (come le sabbie che formano le arenarie), poi le più fini (siltiti e argille). Questo processo, ripetuto nel tempo, dà origine a strati alternati ben riconoscibili, come quelli visibili nella foto.
Queste sequenze stratificate non sono solo belle da vedere: sono vere testimonianze della storia geologica del nostro territorio. Nell’Appennino Settentrionale, i flysch si sono formati proprio durante la fase di sollevamento e piegamento delle rocce che ha dato origine alla catena montuosa – l’orogenesi appenninica.
Per svelare i dettagli di questa storia, i sedimenti più fini – in particolare argille e silt – sono stati campionati e analizzati nei laboratori di paleomagnetismo dell’INGV. Attraverso lo studio delle impronte magnetiche conservate nei minerali, è possibile ricostruire l’orientamento dei continenti nel passato, la cronologia delle formazioni rocciose e l’evoluzione tettonica dell’intera regione.
Dal mare profondo alle vette dell’Appennino: i flysch raccontano un viaggio di milioni di anni.
La foto è di C. Caricchi, INGV – RM
