Lancio del satellite ACE

Il 25 agosto 1997 la NASA lanciò un vero e proprio “esploratore dello spazio profondo”: il satellite ACE, acronimo di Advanced Composition Explorer. Il suo compito? Agire come una sentinella avanzata, posizionata a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, per studiare un’ampia gamma di particelle energetiche che ci raggiungono costantemente.

Un punto di vista unico

Il lancio, avvenuto il 25 agosto 1997 dal Kennedy Space Center, è stato l’inizio di una missione che avrebbe cambiato la nostra comprensione dello spazio. A differenza di altri satelliti, ACE si è stabilito in un punto di osservazione unico e privilegiato, il punto di Lagrange L1, dove la gravità del Sole e della Terra si bilanciano. Questa posizione speciale gli permette di operare indisturbato dal campo magnetico terrestre, monitorando il flusso del vento solare e dei raggi cosmici galattici.

Guarda un video del lancio del satellite ACE!

Guardiano contro le tempeste solari

Grazie ai suoi sei sensori, ACE è in grado di rilevare in tempo reale l’arrivo di fenomeni come le tempeste solari. Questi eventi, che possono causare magnifiche aurore polari, rappresentano anche un pericolo per le nostre infrastrutture. Le loro radiazioni possono disturbare le comunicazioni radio, la navigazione satellitare (GPS) e mettere a rischio gli astronauti in orbita.

ACE ci offre un prezioso “allarme rapido”, fornendo dati che ci avvertono quasi un’ora prima che una tempesta solare raggiunga il nostro pianeta. Questa anticipazione è fondamentale per prendere misure di protezione, salvaguardando le nostre tecnologie e gli esploratori spaziali. Su ACE infatti sono presenti sei sensori ad alta risoluzione nonché strumenti di monitoraggio per rilevare le diverse tipologie di particelle energetiche. Il potere risolutivo di raccolta dati è dalle 10 alle 1000 volte maggiore rispetto agli esperimenti precedenti.

Un successo oltre ogni aspettativa

Inizialmente concepita per una durata limitata, la missione di ACE ha superato ogni aspettativa. Con un solo strumento non più operativo dal 2004, il satellite continua a inviarci dati preziosi, dimostrando una longevità incredibile.

Nonostante sia stato lanciato nel 1997 con una durata prevista di soli 5 anni, ha ampiamente superato le aspettative e continua a fornire dati scientifici e di meteorologia spaziale.

A partire dal 2016, il satellite DSCOVR è diventato la fonte principale di dati in tempo reale sul vento solare, ma ACE rimane un’importante fonte di backup e continua a fornire dati preziosi per lo studio a lungo termine del Sole e dello spazio interplanetario.

Se oggi conosciamo meglio il nostro Sole e l’ambiente spaziale che circonda la Terra, lo dobbiamo anche a questa piccola ma instancabile sentinella che da quasi trent’anni veglia su di noi.


a cura di Maria Di Nezza