Il 25 aprile 1874 nacque a Bologna Guglielmo Marconi, una figura centrale nello sviluppo delle comunicazioni senza fili e, più in generale, nello studio e nell’applicazione delle onde elettromagnetiche.
Attraverso una combinazione di intuizione e sperimentazione, Marconi contribuì a trasformare un ambito di ricerca ancora in fase iniziale in una tecnologia capace di incidere profondamente sulla società. Le sue ricerche hanno posto le basi per sistemi di comunicazione oggi diffusi su scala globale.
I primi esperimenti e lo sviluppo della telegrafia senza fili
I primi esperimenti di Marconi risalgono al 1894. In quegli anni diversi scienziati stavano studiando le proprietà delle onde elettromagnetiche, sulla base dei lavori teorici di James Clerk Maxwell e delle verifiche sperimentali condotte da Heinrich Hertz.
Marconi si inserì in questo contesto con un approccio fortemente sperimentale. Il suo contributo principale fu quello di comprendere come sfruttare queste onde per trasmettere segnali a distanza in modo efficace. In particolare, intuì l’importanza dell’uso combinato dell’antenna e della messa a terra, elemento che si rivelò determinante per aumentare la portata delle trasmissioni.
Nel corso degli anni successivi sviluppò e brevettò diversi dispositivi per la trasmissione e la ricezione di segnali elettrici senza fili. Per questo motivo è comunemente considerato l’inventore della radio, anche se analoghi studi furono condotti, in modo indipendente, da altri ricercatori, tra cui Aleksandr Stepanovič Popov.
Già nel 1895 Marconi riuscì a trasmettere segnali a una distanza superiore a un miglio, dimostrando la possibilità di superare ostacoli naturali. Questo risultato segnò un passaggio importante: le comunicazioni non erano più vincolate alla presenza di un collegamento fisico diretto tra trasmettitore e ricevitore.
La propagazione delle onde radio e il ruolo della ionosfera
Uno degli aspetti più rilevanti degli studi di Marconi riguarda la propagazione delle onde radio su grandi distanze. All’epoca, l’idea che i segnali potessero superare la curvatura terrestre era considerata improbabile.
Nel 1901 Marconi riuscì a dimostrare il contrario, realizzando una trasmissione tra Poldhu, in Cornovaglia, e St. John’s, a Terranova, a circa 3.000 chilometri di distanza. Questo risultato evidenziò il ruolo della ionosfera, una regione dell’atmosfera caratterizzata dalla presenza di particelle ionizzate che influenzano la propagazione delle onde radio.
La comprensione di questi fenomeni, ancora oggi oggetto di studio, è fondamentale per numerose applicazioni, tra cui le comunicazioni a lunga distanza e i sistemi di navigazione satellitare.
Applicazioni e sviluppo delle comunicazioni radio
Le tecnologie sviluppate da Marconi trovarono rapidamente applicazioni pratiche. In ambito navale, ad esempio, la possibilità di inviare segnali senza fili rappresentò un importante avanzamento in termini di sicurezza, consentendo di trasmettere richieste di soccorso in tempi rapidi.
Un caso emblematico è quello del Titanic, dotato di un sistema di telegrafia senza fili che permise di inviare segnali di emergenza durante il naufragio.
Nel corso della sua attività, Marconi continuò a migliorare l’affidabilità e la portata delle comunicazioni radio, contribuendo alla diffusione di queste tecnologie e alla loro integrazione in diversi ambiti applicativi.

Il riconoscimento internazionale e il Premio Nobel
Nel 1909, a 35 anni, Guglielmo Marconi ricevette il Premio Nobel per la Fisica, condiviso con Karl Ferdinand Braun, “in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili”.
Questo riconoscimento sancì il ruolo centrale delle sue ricerche nello sviluppo delle telecomunicazioni moderne. Il percorso scientifico di Marconi, iniziato con i primi esperimenti alla fine dell’Ottocento, proseguì negli anni successivi con ulteriori innovazioni, tra cui lo studio delle onde ultracorte, oggetto di approfondimento in un articolo dedicato.
Marconi e la nascita dell’Istituto Nazionale di Geofisica
Oltre al contributo scientifico e tecnologico, Marconi ebbe anche un ruolo istituzionale rilevante. Dal 1928 fu presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
Durante il suo mandato, nel 1936, fu avviato un processo di riorganizzazione delle attività di studio nel campo delle discipline geofisiche. Su proposta di Antonino Lo Surdo, venne istituito un nuovo ente dedicato a questi ambiti di ricerca.

Disposizione istitutiva dell’Istituto Nazionale di Geofisica del 15 novembre1936
Marconi approvò l’organizzazione di un nuovo istituto dedicato a queste discipline come proposto da Antonino Lo Surdo, che ne aveva previsto l’organizzazione in 5 Reparti specializzati:
‘sismico, per l’elettricità atmosferica e terrestre, per le radiazioni e l’ottica atmosferica, per la meteorologia e per il magnetismo terrestre’.
Era nato così l’Istituto Nazionale di Geofisica nel CNR, con Sede presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Roma la cui direzione fu affidata allo stesso Lo Surdo.

Dalle prime trasmissioni al monitoraggio della ionosfera
Le ricerche di Marconi hanno contribuito a definire un campo di studi che continua a evolversi. La propagazione delle onde radio e l’interazione con la ionosfera sono oggi oggetto di monitoraggio sistematico, anche in relazione agli effetti dell’attività solare.
In questo contesto si inseriscono infrastrutture di ricerca avanzate, come la rete radar E-IonoNet sviluppata dall’INGV, che consente di osservare la ionosfera su scala europea e di analizzarne la variabilità nel tempo e nello spazio.
Un’eredità scientifica ancora attuale
Il lavoro di Guglielmo Marconi ha avuto un impatto duraturo, non solo nello sviluppo delle comunicazioni senza fili, ma anche nella comprensione dei processi fisici che regolano la propagazione delle onde elettromagnetiche.
Dalle prime trasmissioni sperimentali alle moderne reti di monitoraggio, le tecnologie basate sulle onde radio continuano a evolversi, mantenendo un ruolo centrale nelle infrastrutture di comunicazione e nei sistemi di osservazione dell’ambiente terrestre.
Per ulteriori informazioni sugli esperimenti di Marconi:
- Onda su onda: la radio
- ESPERIMENTO DEL PONTE RADIO DI GUGLIELMO MARCONI TRA ROCCA DI PAPA (ROMA) – CAPO FIGARI (SARDEGNA)
a cura di Silvia Pau
