Frammenti di geoscienze: la crisi di salinità del Mediterraneo
Quando il Mediterraneo diventò un deserto di sale: la crisi di salinità Messiniana
di Chiara Caricchi
Avete mai sentito parlare della Crisi di Salinità del Mediterraneo? Non è solo un evento geologico del passato, ma un capitolo affascinante e drammatico della storia del nostro pianeta, che ha trasformato completamente il bacino del Mediterraneo in un’enorme distesa di sale.
Un mare che scompare: cosa accadde milioni di anni fa
Immaginate il Mediterraneo, oggi vibrante di vita e collegato all’Oceano Atlantico. Ebbene, tra circa 5 e 6 milioni di anni fa, durante il periodo geologico noto come Messiniano, questa comunicazione si ridusse drasticamente fino a interrompersi del tutto. Cosa causò questa chiusura? Principalmente movimenti tettonici che portarono al sollevamento dell’area dello Stretto di Gibilterra, tagliando di fatto l’afflusso di acqua oceanica.
Senza il costante rifornimento dall’Atlantico, e sotto l’effetto di un clima caldo che favoriva una forte evaporazione, il Mar Mediterraneo si trasformò lentamente in un immenso lago ipersalino, quasi un deserto liquido. Le sue acque, sempre più concentrate, non potevano più sostenere la vita marina come la conosciamo oggi.
Le montagne di sale: la formazione Gessoso-Solfifera
Con l’evaporazione massiva, i sali e i minerali disciolti nell’acqua cominciarono a precipitare sul fondo. Questo processo portò alla formazione di enormi spessori di depositi evaporitici: principalmente gesso, anidrite e salgemma. Questi strati di roccia, che possono raggiungere spessori di centinaia o addirittura migliaia di metri, sono oggi noti in Italia come Formazione Gessoso-Solfifera.
Queste testimonianze silenziose di un passato così estremo sono ancora ben visibili oggi. Potete trovarle affioranti in diverse aree dell’Appennino, come nell’Appennino bolognese e romagnolo, dove creano paesaggi carsici unici, o nel settore orientale dell’Appennino abruzzese, in particolare sui maestosi Monti della Majella, e in diverse zone della Sicilia. Ogni volta che ammiriamo queste formazioni, stiamo guardando le “cicatrici” lasciate da un antico mare prosciugato.
Cristalli che raccontano una storia: il gesso fibroso
Nella foto, possiamo osservare alcuni affascinanti macrocristalli di gesso fibroso e a ferro di lancia. Questi non sono semplici frammenti di roccia, ma veri e propri documenti geologici. La loro particolare forma e il loro aspetto “sporco” ci raccontano molto sulla loro origine.

Si sono formati per precipitazione chimica direttamente sul fondo del bacino messiniano, o addirittura sono cresciuti all’interno di sedimenti ancora soffici. È per questo motivo che, durante la loro crescita, hanno inglobato al loro interno parte del fango e dei detriti circostanti, assumendo quell’aspetto opaco che li rende così unici. Sono una finestra su un ambiente antico, dove le condizioni erano così estreme da permettere la crescita di queste straordinarie strutture cristalline.
Per Approfondire
La Crisi di Salinità Messiniana è uno degli eventi più studiati e affascinanti della geologia mediterranea, con implicazioni che vanno oltre la semplice deposizione di sale. Se volete immergervi ulteriormente in questa incredibile storia, vi suggeriamo di guardare:
- Questo video realizzato da Rai Scuola durante il Festival della Scienza di Genova 2018.
- Quest’altro video, realizzato in occasione dei 90 anni della geologa marina Maria Bianca Cita, una figura chiave negli studi su questo fenomeno.
L’immagine è di C. Caricchi
