Frammenti di geologia: i ripples

di Chiara Caricchi

Nelle vostre giornate estive passate al mare, fra un bagno e l’altro, vi sarà capitato di notare il fondale sotto i vostri piedi caratterizzato da onde nella sabbia, proprio come quelle riportate in foto.

Fondale marino presso La Torba (Calpalbio) Toscana (C. Caricchi)

Queste ondulazioni sono delle strutture sedimentarie, indicate dai geologi con il termine ripples. Nel caso particolare stiamo osservando strutture da moto oscillatorio: ripples da onda (wave ripples).

I ripples sono strutture simmetriche con creste rettilinee e continue che si formano in risposta alle correnti oscillatorie indotte dal moto ondoso.

Le onde possono infatti agire sui sedimenti del fondale fino ad una profondità pari alla metà della lunghezza d’onda. I ripples da onda sono perciò comuni in acqua bassa, anche se eccezionalmente possono formarsi fino a 200 m di profondità.

In acque basse il passaggio dell’onda crea azioni trattive dirette alternativamente in un senso e poi in quello opposto (moto oscillatorio), causando una selezione granulometrica. Il materiale a granulometria maggiore è mosso avanti ed indietro con un movimento netto verso la costa mentre quello più fine viene messo in sospensione e smistato in mare aperto.

Il materiale smistato sul fondo viene così modellato in ripples a creste rettilinee e parallele al fronte dell’onda.

Queste forme possono essere osservate anche lungo le spiagge, in particolare in quelle caratterizzate da correnti di marea, come questa spiaggia di Lanzarote (Canarie).

A sinistra Playa de Orzola, Lazarote, Canarie Spagna. A destra dettaglio dei Ripples evidenti lungo la spiaggia (C. Caricchi)

I Ripples sono molto importanti per il Geologo soprattutto quando ritrovati fossili come contro impronte al passaggio tra uno strato roccioso e l’altro.

Osservare queste strutture permette di ottenere essenziali informazioni per le ricostruzioni paleoambientali e dell’andamento delle paleocorrenti.

Ripples fossili osservati lungo il  Sentiero dei Finanzieri, Pale di San Martino, Dolomiti (C. Caricchi). Il Modellino di T-Rex, che fa da scala, misura in altezza 4 cm.


Riferimenti

Lezioni di Sedimentologia a cura del Prof. Leonsevero Passeri dell’Università degli Studi di Perugia.