La Stazione Artica Internazionale “Fiocco di Neve”, un centro per l’innovazione energetica e lo scambio culturale

Nell’ambito della Conferenza sull’Artico “Arctic Circle” 2020 si decidono gli ultimi dettagli per la costruzione di una nuova Base Artica, la Stazione Internazionale Fiocco di Neve

di Ingrid Hunstad 

Ottobre è il mese in cui solitamente si tiene la più grande Conferenza sull’Artico a Reykjavik, Islanda, Arctic Circle. Quest’anno, si è discusso della creazione di una nuova stazione Artica internazionale davvero speciale: la stazione Fiocco di Neve.

Yury Vasiliev, dell’Istituto di Fisica e Tecnologie di Mosca e Oskar Njaa, della fondazione norvegese Bellona, ne seguiranno  la costruzione nell’ambito del progetto AHEAD (Arctic Hydrogen Energy Applications and Demonstrations – Applicazioni e Dimostrazioni sull’Energia a Idrogeno in Artico). Il progetto ha come scopo lo sviluppo sostenibile ed è co-guidato dalla Federazione Russa e dalla Norvegia.

La nuova stazione sarà  inaugurata durante la Presidenza russa del Consiglio Artico nel 2022.

Perché questa è una stazione speciale?

La proposta di istituire la Stazione Artica Fiocco di Neve è stata avviata nel 2019 dalla Russia e l’8 giugno 2020 è stata approvata all’unanimità da tutti gli stati artici alla riunione del gruppo di lavoro sullo sviluppo sostenibile del Consiglio artico. La stazione sarà alimentata da energia priva di carbonio. Non c’è dubbio che lo sversamento di 20 mila tonnellate di combustibile diesel e lubrificanti nel fiume Ambarnaya, in Siberia,  avvenuto nel mese di Giugno di quest’anno, abbia influito sulla decisione di approvare questo ambizioso progetto. 

La Stazione Fiocco di Neve sarà una struttura completamente autonoma, alimentata per tutto l’anno da fonti di energia rinnovabile e combustibile a idrogeno verde. Avrà una struttura modulare, in modo da poter essere estesa negli anni a venire. Inizialmente coprirà un’area di 4500 m2 in grado di ospitare 80 persone e prevede la presenza di laboratori, moduli residenziali, biblioteca, palestra, aree comuni e area esterna dotata di eliporto, garage, magazzini, area per servizi di riparazione e manutenzione di veicoli.

La base sarà aperta a ricercatori che lavorano nel campo delle telecomunicazioni, biotecnologie, agricoltura pulita, robotica e sistemi di intelligenza artificiale. Ma potrebbe anche accogliere ospiti più informali come studenti, giornalisti o politici. L’obiettivo è quello di riunire specialisti interdisciplinari per accelerare l’introduzione di nuove tecnologie per l’approvvigionamento energetico senza emissioni di carbonio e per sviluppare tecnologie a supporto delle comunità nell’Artico, che si sta riscaldando più velocemente di qualsiasi altra regione della Terra.

Fiocco di neve sarà un’officina dove si potranno testare nuove tecnologie, nuovi materiali, sistemi di case e villaggi intelligenti, soluzioni biotecnologiche, mediche, robotiche e basate sull’intelligenza artificiale. Tutto verso un Artico sostenibile. Ma la stazione sarà anche un “laboratorio vivente”  per sostenere la ricerca congiunta sui cambiamenti climatici, l’ecologia e l’inquinamento ambientale.

Oltre al loro lavoro tecnico-scientifico, la Stazione, offrirà spazio per la produzione di film scientifici, educativi e popolari, la creazione di trasmissioni multimediali e lo sviluppo del turismo sostenibile internazionale.

Ma non sono solo le caratteristiche scientifiche a fare della Base artica Fiocco di Neve una base speciale. Anche il luogo scelto per la costruzione del futuristico laboratorio ha un fascino molto particolare. La stazione sarà infatti costruita nell’incontaminata Land of Hope, Terra della Speranza, un luogo che si trova all’estremità settentrionale della catena montuosa degli Urali alla base della penisola di Yamal, Siberia.

Qui vivono la popolazione dei Nenets e la matriarca  Anna Nerkagi, scrittrice e attivista sociale dotata di grande carisma, al cui mondo AHEAD  si è ispirato. Qui Anna Nerkagi e i Nenets affrontano la vita con dignità e il rispetto di un ambiente estremo, che sembra respingere l’uomo ma che tuttavia offre le risorse per condurre una vita dura ma decorosa e dalle tradizioni secolari. E’ sembrato il luogo giusto per creare un nuovo linguaggio per comunicare con l’Artico, austero ma vulnerabile adatto più  di altri luoghi del pianeta poiché porta ben visibili i segni di uno squilibrio provocato dall’uomo. Ed è questo il motivo per cui il team del progetto pone molta enfasi sull’armonizzazione della presenza di una struttura ad alta tecnologia con la vita quotidiana e le tradizioni della popolazione indigena. 

Qui il video di presentazione della nuova Stazione Artica https://youtu.be/uiNVOg5lwGw