Il 20 marzo 1800 Alessandro Volta diede l’annuncio dell’invenzione della pila presso la Royal Society, L’importanza dell’invenzione e le applicazioni che si realizzarono in pochi mesi daranno ragione allo scienziato, la cui fama conquisterà il mondo.

Alessandro Volta nacque il 18 febbraio 1745 a Como. Divenne professore di fisica alla Regia Scuola di Como nel 1774. Nel 1775 il suo interesse per l’elettricità lo portò a migliorare l’elettroforo, un dispositivo utilizzato per generare elettricità statica. Scoprì e isolò il gas metano nel 1776. Tre anni dopo fu nominato titolare della cattedra di fisica presso l’Università di Pavia.
Nel 1791 l’amico di Volta, Luigi Galvani, annunciò che il contatto di due metalli diversi con i muscoli della zampa di una rana provocava la generazione di una corrente elettrica che provocava la contrazione della zampa stessa. Galvani lo interpretò come una nuova forma di elettricità presente nei tessuti viventi, che chiamò “elettricità animale”. Volta riteneva invece che la rana conducesse semplicemente una corrente che scorreva tra i due metalli, che chiamò “elettricità metallica”. Iniziò così un periodo di sperimentazione nel 1792 in cui Volta usò solo metalli. Lo scienziato provò a rilevare il debole flusso di elettricità tra dischi di metalli diversi posizionandoli sulla lingua. Scoprì così che il tessuto animale non era necessario per produrre una corrente. Ciò provocò molte controversie tra i sostenitori dell’elettricità animale e i sostenitori dell’elettricità metallica, ma, con l’annuncio della prima batteria elettrica nel 1800, la vittoria per Volta fu assicurata.
Conosciuta come pila voltaica o colonna voltaica, la batteria di Volta consisteva in dischi alternati di zinco e argento separati da carta o stoffa imbevuti di acqua salata o idrossido di sodio. Una fonte di corrente elettrica semplice e affidabile.
Il fenomeno alla base del funzionamento della pila voltaica, per cui tra due conduttori metallici diversi posti a contatto si stabilisce una piccola differenza di potenziale, prende il nome di effetto Volta. Dai suoi lunghi esperimenti Volta definì tre leggi per descrivere il fenomeno.
L’annuncio dell’invenzione della pila, avvenuto nel 1801 presso la Royal Society, accresce ulteriormente il consenso della comunità scientifica internazionale.
Entro sei settimane dall’annuncio di Volta, gli scienziati inglesi William Nicholson e Anthony Carlisle usarono una pila voltaica per decomporre l’acqua in idrogeno e ossigeno, scoprendo così l’elettrolisi (come una corrente elettrica porta a una reazione chimica) e creando il campo dell’elettrochimica.
Nel 1801 a Parigi Volta diede una dimostrazione della generazione della corrente elettrica tramite la sua batteria davanti a Napoleone, che lo nominò conte e senatore del regno di Lombardia. L’imperatore austriaco Francesco I lo nominò direttore della facoltà filosofica dell’Università di Padova nel 1815. In suo onore fu intitolato nel 1881 il volt, unità di misura della forza elettromotrice che muove la corrente.
a cura di Ingrid Hunstad
