Dati marini e crescita blu
Tutelare e controllare costantemente la salute dei nostri mari è essenziale per comprenderne le dinamiche e per adottare strategie per ottimizzare lo sfruttamento delle molteplici risorse
di Simona Simoncelli in collaborazione con il Segretariato EMODnet
Il monitoraggio dell’ambiente marino è un’attività complessa e multidisciplinare che implica la misurazione, valutazione e determinazione di vari parametri fisici e biogeochimici. Coordinare la raccolta dei dati marini è una priorità, poiché è attraverso il loro studio che siamo in grado di conoscere l’andamento dello stato (passato e presente) dei mari e degli oceani, di predirne la loro evoluzione e di comprendere le conseguenze della pressione antropica e del cambiamento climatico, anche per mitigarne gli effetti.
Il nuovo approccio ai dati
Oggi pertanto è indispensabile rivoluzionare il modo in cui i dati marini vengono gestiti. Una volta raccolti ed analizzati per uno scopo preciso infatti, i dati devono essere resi disponibili alla comunità scientifica e alla società affinché possano esser più volte riutilizzati. La condivisione ed il libero accesso al dato sono molto importanti poiché ne massimizzano l’utilizzo e contemporaneamente ne riducono i costi, consentendo così di convogliare alcuni dei finanziamenti sulle reali ed emergenti esigenze scientifiche e pubbliche.

Ogni anno l’Unione Europea e i suoi stati membri investono circa 1.4 miliardi di euro in attività di monitoraggio e acquisizione di dati marini. Questi però vengono puntualmente dispersi in diverse banche dati d’Europa. Per questo motivo nel 2009 la Commissione Europea (Direzione Generale Affari Marittimi e Pesca) ha istituito EMODnet (European Marine Observation and Data Network), la rete europea di monitoraggio e dati marini. Questa infrastruttura ha come obiettivo quello di centralizzare ed organizzare i dati, in un’unica sede, affinché questi possano essere maggiormente e più rapidamente fruibili (qui un video introduttivo).

La creazione di EMODnet ha lo scopo di incentivare la crescita blu. Invitare allo sviluppo di tutto il settore economico legato all’utilizzo del mare, delle coste e dei fondali come risorse per attività industriali e sviluppo di servizi con un approccio sostenibile.
La struttura di EMODnet
EMODnet è strutturata per avere un portale di accesso centrale (www.emodnet.eu) e sette portali tematici:
- Batimetria (http://www.emodnet-bathymetry.eu/) che contiene informazioni relativamente alla la profondità che intercorre tra la superficie del mare e il fondo.
- Biologia (http://www.emodnet-biology.eu/) consente di accedere a dati sulla biodiversità dei mari europei.
- Chimica (http://www.emodnet-chemistry.eu/) fornisce dati e prodotti indispensabili per valutare lo stato dell’ecosistema marino. Un esempio sono i fertilizzanti, gas disciolti, clorofilla, metalli pesanti, pesticidi, nutrienti e plastiche marine.
- Geologia (http://www.emodnet.eu/geology) offre informazioni relativamente alla geologia del fondale (confini, faglie, litologia, età), il tasso di accumulo di sedimenti e di erosione costiera, presenza di risorse minerarie, la posizione e frequenza di eventi geologici significativi quali terremoti e vulcani.
- Habitat (http://www.emodnet-seabedhabitats.eu/) presenta una vasta gamma di mappe degli habitat dei fondali marini ricostruiti sia da osservazioni che da modelli.
- Fisica (http://www.emodnet-physics.eu/) fornisce l’accesso a diverse tipologie di dati meteo-marini. Un esempio di dati disponibili sono onde, temperatura, salinità, velocità e direzione del vento, correnti, trasparenza, livello del mare, portate fluviali, copertura di ghiaccio, rumore sottomarino.
- Attività Umane (http://www.emodnet.eu/human-activities) consente di accedere alla posizione geografica, la copertura spaziale e vari altri attributi relativi delle principali attività antropiche quali porti, condutture e cavi sottomarini, siti per lo stoccaggio di rifiuti, aree marine protette, siti di acquacultura.
Ogni portale consente agli utenti la possibilità di visualizzare e scaricare mappe in un formato (GIS) comune. Questo consente di sovrapporle e integrarle tra loro in maniera ottimale in base alle proprie necessità. Per una introduzione visualizza il video Emodnet for beginners.

Nel 2013 EMODnet ha istituito dei Checkpoints per ogni mare europeo. L’obiettivo è quello di valutare l’adeguatezza del sistema di monitoraggio e l’accessibilità dei dati a scala di bacino in base ad alcune applicazioni rilevanti per la società. Un esempio è la capacità di prevedere in tempo reale, in caso di sversamenti di oli combustibili in mare. La loro dispersione può avere un possibile impatto sulla costa. I risultati ottenuti permettono di sviluppare strategie per sfruttare al massimo i dati esistenti, offrendo raccomandazioni per sviluppare le capacità del sistema osservativo europeo.
Il ruolo INGV
INGV ha coordinato il progetto Mediterranean Sea Checkpoint (2013-2016) e i risultati ottenuti e i prodotti elaborati sono disponibili attraverso il sito web dedicato.
INGV è inoltre partner del progetto EMODnet Data Ingestion. Lanciato nel 2016, il progetto ha lo scopo di stimolare la condivisione dei dati marini da parte di istituzioni sia pubbliche che private. Il progetto quindi ha l’obiettivo di far capire ai potenziali fornitori i benefici nel condividere i propri dati e di offrire un servizio di supporto che assista nel processo di pubblicazione. Per approfondimenti guarda il video Wake Up Your Data


in copertina foto di Maxi Am Brunne
