Settimana STEM: la scienza raccontata anche al femminile
Un’occasione per raccontare le discipline STEM attraverso le storie, le persone e i percorsi che hanno contribuito a costruire la scienza, anche quando sono rimasti in secondo piano
dal team INGVambiente
Ogni anno, tra l’inizio di febbraio e l’11 del mese, il calendario scientifico propone due appuntamenti strettamente legati tra loro: la Settimana STEM e la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza.
Due ricorrenze che richiamano l’attenzione sul valore della formazione scientifica e sui percorsi che conducono alla ricerca.
Cos’è la Settimana STEM
La Settimana STEM (4-11 febbraio) è dedicata alla promozione delle discipline Science, Technology, Engineering and Mathematics, ambiti centrali per comprendere e affrontare molte delle sfide contemporanee, dal cambiamento climatico alla gestione dei rischi naturali, fino allo sviluppo tecnologico e alla sostenibilità ambientale.
L’iniziativa intende favorire una maggiore familiarità con il pensiero scientifico, mettendo in evidenza non solo i risultati della ricerca, ma anche i processi attraverso cui la conoscenza viene costruita, verificata e aggiornata nel tempo. Le discipline STEM rappresentano infatti uno degli strumenti principali con cui la società osserva, interpreta e interviene sul mondo naturale e tecnologico.
In Italia, la Settimana STEM è promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) come iniziativa nazionale volta a rafforzare la diffusione della cultura scientifica e a ridurre il divario di genere nei percorsi di studio e nelle carriere STEM, con particolare attenzione alla partecipazione delle ragazze.
L’11 febbraio: la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza
L’11 febbraio è stata istituita dalle Nazioni Unite la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza per richiamare l’attenzione su una disparità che, nonostante i progressi, è ancora presente.
Storicamente, l’accesso delle donne alla formazione scientifica e alla ricerca è stato limitato da barriere culturali, sociali e istituzionali. Molti contributi fondamentali sono rimasti a lungo poco visibili, sottovalutati o attribuiti ad altri. Ancora oggi, in diversi ambiti scientifici, le donne sono sottorappresentate, soprattutto nei ruoli di responsabilità e nei processi decisionali.
Questa giornata non è quindi una celebrazione simbolica, ma un invito a riconoscere il valore della diversità nella scienza e a interrogarsi su come rendere il sapere più accessibile, inclusivo e rappresentativo.

Raccontare la scienza attraverso le storie
Uno dei modi più efficaci per avvicinarsi alla scienza è raccontarla attraverso le persone che la praticano. Le storie permettono di comprendere che la conoscenza scientifica non nasce in astratto, ma è il risultato di osservazioni, intuizioni, ostacoli, errori e scelte.
In questa prospettiva abbiamo creato una nostra storia interattiva.
È pensata per accompagnare il lettore alla scoperta di tre scienziate che hanno contribuito in modo decisivo alle Scienze della Terra.
Il racconto è guidato da una giovane narratrice ed è rivolto a un pubblico ampio, non specialistico.
L’obiettivo è mostrare come la ricerca scientifica sia fatta di percorsi diversi, spesso non lineari, e come la conoscenza si costruisca nel tempo attraverso esperienze, tentativi e scelte personali.
Perché questi temi restano attuali
La Settimana STEM e la Giornata dell’11 febbraio condividono un messaggio centrale: la scienza cresce quando più persone possono partecipare alla sua costruzione. Promuovere le discipline scientifiche significa anche interrogarsi su chi ha avuto, e ha oggi, la possibilità di contribuire al progresso della conoscenza.
Raccontare storie, offrire strumenti di approfondimento e proporre linguaggi accessibili è parte di questo percorso. Perché comprendere la scienza significa anche comprendere il contesto umano, culturale e storico in cui essa prende forma.
