Nascita della geotermia

Dal vapore della terra all’energia elettrica: la storia della geotermia moderna ha inizio in Toscana, nel 1904, con un primato tutto italiano

Nella frazione di Larderello, nel comune di Pomarance (Pisa), il Principe Piero Ginori Conti accese per la prima volta cinque lampadine grazie al vapore naturale emesso dal sottosuolo. Utilizzò una dinamo da 10 kilowatt alimentata da un motore alternato collegato a un condotto di vapore.

È il 4 luglio 1904, e da questo esperimento ha origine la geotermia elettrica moderna, ovvero l’impiego del calore della Terra per produrre energia elettrica. L’Italia, grazie a questa intuizione, conquistò un primato mondiale.

Nel 1913, sempre a Larderello, venne costruita la prima centrale geotermica al mondo, con una potenza di 2.750 kilowatt: energia sufficiente ad alimentare non solo Larderello ma anche Volterra e i territori circostanti. Solo decenni dopo nasceranno impianti simili in Nuova Zelanda (1958), Messico (1959) e Stati Uniti (1960).

Oggi, Larderello continua a essere un punto di riferimento globale per la geotermia. Produce circa il 10% dell’energia geotermica mondiale, e l’Italia è il terzo paese al mondo per produzione elettrica da questa fonte, dopo Stati Uniti e Filippine.

 

Un territorio speciale: la “Valle del Diavolo”

L’area geotermica della Val di Cecina, nel cuore delle Colline Metallifere, si estende per oltre 200 km² ed è caratterizzata da una forte anomalia termica. La causa? La presenza in profondità di un corpo magmatico relativamente recente (2 milioni di anni fa), sovrastato da una copertura impermeabile che trattiene i fluidi caldi.

Le numerose spaccature del terreno, naturali e artificiali, emettono vapore a temperature comprese tra i 130 e i 160 °C. I caratteristici soffioni boraciferi, con le loro colonne bianche e persistenti, hanno reso questo paesaggio celebre sin dal Medioevo. Non a caso, secondo molti studiosi, proprio questi scenari ispirarono Dante Alighieri nella descrizione dell’Inferno della Divina Commedia, tanto da meritare il soprannome di “Valle del Diavolo”.

Dall’acido borico all’energia elettrica

La conoscenza delle risorse geotermiche della zona affonda le radici nel tempo. Già nel 1778, Umberto Francesco Hoefer, farmacista del Granducato di Toscana, intuì il valore delle acque dei lagoni e bulicami, ricche di borati, e convinse il Granduca Leopoldo I a promuovere l’attività estrattiva.

Nel 1827, l’ingegnere François Jacques de Larderel, imprenditore di origine francese, migliorò la tecnica di estrazione dell’acido borico, inizialmente usando il legname dei boschi, poi lo stesso calore dei soffioni. Una svolta tecnologica ed economica che ridusse i costi e aumentò la produttività. Il villaggio di Montecerboli venne così ribattezzato Larderello in suo onore.

Ma sarà il Principe Ginori Conti, sposando la nipote di Larderel e proseguendo le sue ricerche, a trasformare la risorsa geotermica da fonte industriale a risorsa energetica. L’esperimento del 1904 segnò l’inizio di una nuova era. Dopo il crollo del mercato del borace (dovuto alla scoperta dei grandi giacimenti della Death Valley), la geotermia si affermò come nuovo volano tecnologico e scientifico per la Toscana e per l’Italia intera.

Una storia antica

Le popolazioni dell’Italia centrale conoscono e sfruttano le manifestazioni geotermiche da almeno 5.000 anni, con testimonianze archeologiche risalenti al Neolitico medio-superiore. Le acque termali venivano impiegate a scopo curativo e rituale, con una crescente sofisticazione durante l’epoca etrusca e un apice durante l’Impero Romano.

Con la caduta di Roma, l’uso delle acque termali e dei minerali idrotermali subì un forte declino. Bisognerà attendere il Rinascimento per assistere a una nuova fase di sfruttamento, soprattutto in Toscana, dove le famiglie nobiliari come i Medici ne compresero il valore strategico per le attività industriali, come la produzione tessile.

La lunga storia delle acque “che fumano” — dalle leggende antiche agli studi moderni — rappresenta un esempio emblematico di come la geologia possa intrecciarsi con la storia, l’economia e la cultura di un territorio.

Oggi

L’Italia, grazie a Larderello e alla Val di Cecina, continua a essere una delle patrie della geotermia. Il calore che proviene dalle profondità del nostro pianeta non è solo una risorsa del passato, ma una componente strategica per la transizione energetica e per lo sviluppo sostenibile del futuro.


a cura di Maria di Nezza