Frammenti di geologia: le ‘Dolomiti lucane’

di Antonio Cascella

Le ‘Dolomiti lucane’ sono uno spettacolare rilievo montuoso che si staglia nel cuore della Basilicata tra gli abitati di Castelmezzano e Pietrapertosa.

Guglie e falesie formatesi per erosione ricordano quelle delle più note Dolomiti del Trentino e dell’Alto Adige a cui devono il loro nome. Tuttavia le analogie geologiche tra i due rilievi montuosi terminano qui. Tanto sono antiche le rocce trentine (circa 250 Ma, Triassico) tanto sono più giovani quelle lucane (circa 13,5 Ma, Miocene medio). Mentre le rocce carbonatiche delle Dolomiti alpine si formarono in un ambiente di mare basso tropicale, le rocce delle Dolomiti Lucane si sedimentarono in un bacino di mare profondo durante i processi di formazione della catena Appenninica. Si tratta di rocce silicoclastiche (conglomerati, arenarie, siltiti), conosciute nella letteratura geologica come Flysh di Gorgoglione, formatesi attraverso l’accumulo di grossi volumi di sedimento provenienti dall’erosione della catena appenninica in fase di sollevamento. Questi sedimenti vengono chiamati torbiditi, perché prodotti da correnti di torbida, innescate da grandi frane sottomarine, capaci di trasportare per lunghe distanze sedimenti da molto grossolani a fini. Per questo motivo, in affioramento si ritrovano alternanze di rocce dalle più grossolane, come conglomerati e arenarie, a quelle a granulometria più fine come le siltiti. Nel caso delle Dolomiti lucane sono le rocce conglomeratiche e arenacee che formano quelle guglie e falesie che rendono unico il paesaggio di questo settore dell’Appennino meridionale.

Castelmezzano