Parco Nazionale della Foresta pietrificata (Arizona)⠀

Un arcobaleno di cristalli di quarzo nel deserto dell’Arizona: la Foresta Pietrificata custodisce la memoria di un mondo perduto

di Liliana Minelli

Foto di L. Minelli

Il Petrified Forest National Park, nel nord-est dell’Arizona, è un luogo unico al mondo. Qui, in un paesaggio semidesertico fatto di calanchi colorati e steppe arbustive, si conservano i resti fossili di una foresta antichissima, risalente a circa 225 milioni di anni fa, all’epoca del Triassico superiore.

Un paesaggio che racconta il passato

Il parco si estende per circa 600 chilometri quadrati e combina scenari spettacolari: altipiani aridi, profondi canaloni incisi dall’erosione e distese di tronchi pietrificati che punteggiano il terreno come colossi abbattuti da un tempo remoto. Oggi il visitatore cammina in un ambiente arido e ventoso, ma nel Triassico la scena era ben diversa: la regione si trovava vicino all’equatore, lungo il margine sud-occidentale del supercontinente Pangea, e il clima era umido e subtropicale.

Dalle foreste subtropicali ai tronchi fossili

Allora, il paesaggio era quello di una vasta pianura alluvionale, delimitata da rilievi montuosi a sud e sud-est e da un mare interno a ovest. Fiumi impetuosi la attraversavano, trascinando sedimenti, ceneri vulcaniche e alberi abbattuti dalle tempeste. I tronchi, trasportati dalla corrente, si accumulavano nei canali fluviali e venivano progressivamente sepolti da spessi strati di sabbie e fanghi.

Il processo di fossilizzazione si compì lentamente: le acque sotterranee penetrarono nei tronchi e, sciogliendo la silice contenuta nelle ceneri vulcaniche, la depositarono al loro interno. Con il tempo, la materia organica del legno venne sostituita da cristalli di quarzo, conservando fedelmente la struttura originaria delle fibre.

Un arcobaleno di pietra

Il risultato è sorprendente: tronchi che sembrano ancora legno, ma che in realtà sono diventati rocce coloratissime. La tavolozza deriva dalle impurità presenti nella silice: l’ossido di ferro regala sfumature che vanno dal rosso ruggine al giallo oro; il manganese produce toni scuri e blu; altre sostanze contribuiscono a una gamma cromatica che varia dal bianco al grigio fino al verde. Ogni tronco è così una sorta di opera d’arte naturale, un mosaico minerale che riflette la storia geologica della regione.

Un patrimonio naturale e culturale

Oggi la Foresta Pietrificata non è solo un luogo di eccezionale interesse scientifico, ma anche un’area protetta che custodisce testimonianze culturali dei popoli nativi americani, dai petrografi incisi sulle rocce agli antichi villaggi. È un paesaggio che unisce geologia, paleontologia e archeologia, offrendo un viaggio attraverso il tempo profondo della Terra e della presenza umana.


La foto di copertina è di L. Minelli, INGV-RM

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