Una sequenza stratigrafica “caffè-latte” in Antartide ci racconta la frammentazione di un supercontinente

di Leonardo Sagnotti

Il Gondwana è un supercontinente esistito per circa 480 milioni di anni, approssimativamente da 660 a 180 milioni di anni fa. Era formato dall’unione di masse continentali che oggi costituiscono il Sud America, l’Africa, l’India, il Madagascar, l’Australia e l’Antartide.

 

La spettacolare alternanza di rocce chiare e scure esposta nel pendio in primo piano nella foto di oggi ci racconta parte dell’evoluzione geologica di questo supercontinente.

Le rocce chiare sono sedimenti che furono deposti in ambenti fluviali, lacustri, palustri ed eolici che caratterizzavano le grandi pianure lungo il margine del supercontinente Gondwana. Si tratta prevalentemente di arenarie, costituite in massima parte da granelli di quarzo che derivavano dall’erosione dei rilievi presenti nella parte più interna del continente. Questi sedimenti deposti tra il Devoniano ed il Giurassico (all’incirca tra 400 e 180 milioni di anni fa), costituiscono una sequenza sedimentaria tipica della stratigrafia dell’Antartide orientale (Supergruppo di Beacon), ove si presentano con una giacitura sub-orizzontale e possono raggiungere in alcune località i 3000 m di spessore.

Le rocce scure sono invece rocce ignee e derivano dal consolidamento di un magma di composizione basaltica che ha intruso le arenarie di Beacon in prossimità della superficie terrestre. Queste rocce magmatiche sono note come doleriti di Ferrar, in onore di Hartley Ferrar, un geologo di origine irlandese che partecipò alle spedizioni esplorative di Robert Falcon Scott nel 1901–1904 e che per primo riconobbe la loro natura. Le condizioni di freddo estremo del continente antartico permettono una spettacolare esposizione di questa intercalazione di lave e sedimenti nei pendii privi di vegetazione delle montagne transantartiche.

Le doleriti di Ferrar hanno un’età di circa 182.7 milioni di anni e derivano da un impulso magmatico di breve durata (< di 0.4 milioni di anni) e di grande estensione che ha dato luogo ad eruzioni vulcaniche in superficie e segna l’inizio della frammentazione del supercontinente di Gondwana. A testimonianza di questo impulso magmatico a scala continentale, analoghe rocce magmatiche all’incirca coeve con le doleriti di Ferrar si osservano in Australia (doleriti di Vittoria e di Tasmania) ed in Sud Africa (basalti e doleriti del Karoo).

La risalita di questi magmi si associa ad un imponente processo di estensione e frammentazione crostale che portò rapidamente al disgregamento del supercontinente, che si era mantenuto essenzialmente stabile per circa 480 milioni di anni e all’apertura dell’oceano atlantico meridionale e dell’oceano indiano. Si tratta di uno dei più grandi episodi che caratterizzano la dinamica del nostro pianeta nel Mesozoico. Da allora, l’Antartide si è sempre mantenuto in area polare mentre gli altri continenti che derivano dalla frammentazione del Gondwana si sono progressivamente allontanati verso latitudini più basse.

 


L’immagine di copertina è di L. Sagnotti, (c) PNRA