Piccola guida alla storia di PieMme10

Le polveri sottili: cosa sono, come le monitoriamo, l’inquinamento atmosferico e la salute.

di L. Cafarella, M. Crescimbene, F. Corsale e M. di Nezza

Le polveri sottili (dette anche particolato o PM, particulate matter) sono micropolveri costituite da sostanze solide o liquide molto leggere in grado di rimanere sospese in aria. Costituiscono la principale causa di inquinamento soprattutto in aree urbane e sono presenti in atmosfera sia per cause naturali (polvere, terra e sale marino, incendi, pollini, eruzioni vulcaniche) che per cause antropiche (emissioni di automobili, riscaldamento delle abitazioni, usura del manto stradale, dei freni e dei pneumatici delle auto, emissioni di centrali elettriche, inceneritori, impianti industriali, centrali elettriche e fumo di sigaretta).

Come sono classificate

Vengono classificate in base alla dimensione: quelle più grandi sono identificate con la sigla PM10 (diametro inferiore a 10 micron) e quelle più piccole identificate con la sigla PM2.5 (diametro inferiore a 2.5 micron). Più le particelle sono piccole, più si accumulano nell’organismo provocando danni alla salute. Tra le affezioni attribuite al PM vi sono patologie acute e croniche a carico dell’apparato respiratorio (asma, bronchiti, allergia, tumori) e cardio-circolatorio.

Di cosa sono fatte

La composizione chimica di queste particelle include sostanze diverse a seconda della fonte che le ha prodotte. Tra queste ci sono solfati, nitrati di ammonio, metalli pesanti, idrocarburi, diossine e furani.

La storia di PieMme10, corredata da alcune infografiche, è pensata per introdurre l’argomento ai più piccoli.

Per approfondire: