Storia dell’ING, quando la “V” ancora non c’era – I parte

Nel settembre 2019 l’INGV ha festeggiato 20 anni dalla sua costituzione. L’INGV nasce dalla fusione dei principali istituti di ricerca geofisica e vulcanologica italiani: l’Istituto Nazionale di Geofisica di Roma, l’Osservatorio Vesuviano di Napoli, l’Istituto Internazionale di Vulcanologia del CNR di Catania, l’Istituto di Geochimica dei Fluidi del CNR di Palermo e l’Istituto di Ricerca per il Rischio Sismico di Milano. Vediamo insieme i punti salienti della lunga storia dell’ING, iniziata nel 1936 con una disposizione presidenziale firmata dall’allora presidente del CNR Guglielmo Marconi.

di Antonio Meloni

La nascita dell’ING

La storia dell’ING inizia negli anni ‘20 ’30 del secolo scorso. Il capo del governo dell’epoca, Mussolini, considerava la ricerca di importanza strategica in vista della realizzazione di una autonomia nello sviluppo e nella gestione delle risorse nazionali, indispensabile negli anni di ‘ferrea consegna autarchica‘…

A questo scopo, nel 1923, venne costituito il Consiglio Nazionale delle Ricerche, CNR. La finalità che il nuovo ente aveva era esclusivamente di ricerca, anche per colmare le lacune dei laboratori universitari spesso congestionati dall’eccessivo lavoro didattico. Il grande matematico Vito Volterra (1860-1940) fu il primo presidente del CNR dal 1923 al 1927 seguito poi da Guglielmo Marconi.

Con queste premesse, dopo un periodo di consolidamento, nel 1936 il CNR decise di verificare lo stato degli studi e dei servizi geofisici nel Regno per intervenire ove necessario con nuove istituzioni nell’ambito delle discipline geofisiche.

Gli studi di geofisica si erano sviluppati nel tempo in ambiti di ricerca separati: i fenomeni atmosferici, marini e quelli della Terra solida, in ambito geografico o delle scienze naturali; l’ottica atmosferica in quello astronomico; il magnetismo terrestre nella fisica generale. Per quanto riguardava i servizi geofisici di competenza del Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e Geofisica, di fatto non erano mai stati praticati, poiché l’attività dell’ufficio si era svolta quasi esclusivamente nell’ambito dei servizi di climatologia e meteorologia agraria.

In quegli anni operavano ricercatori con alte competenze geofisiche, sia in ambito universitario, come professori incaricati o liberi docenti, sia negli osservatori pubblici e privati sparsi sul territorio nazionale. Tra questi una figura di eccellenza era quella di Antonino Lo Surdo (1880–1949), scienziato noto a livello internazionale. Lo Surdo ottenne l’incarico alla cattedra di Fisica Superiore all’Università di Roma nel 1939, anno in cui assunse anche la direzione dell’Istituto di Fisica. Vedeva per le discipline geofisiche grandi potenzialità nelle comunicazioni, nei lavori pubblici, nelle attività estrattive…

I tempi erano maturi per inserire l’Italia nel circuito di collaborazione internazionale con altre realtà europee, quali quelle di ‘Zurigo, Basilea, Monaco, Berlino, Amburgo, Oxford, Parigi’ ….Per questo motivo Gino Cassinis, segretario per la Geodesia e la Geofisica del CNR, fu incaricato di redirige il primo progetto di articolazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica, organizzandolo in 7 sezioni principali: geodetica, sismologica, magnetica, vulcanologica, oceanografica, meteorologica e di geofisica applicata. Ma il direttorio del CNR, presieduto da Marconi, approvò l’organizzazione proposta da Lo Surdo che aveva semplificato l’organizzazione in 5 Reparti specializzati: ‘sismico, per l’elettricità atmosferica e terrestre, per le radiazioni e l’ottica atmosferica, per la meteorologia e per il magnetismo terrestre’ …. Nacque così l’Istituto Nazionale di Geofisica nel CNR, con Sede presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Roma la cui direzione fu affidata a Lo Surdo.

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A. Lo Surdo

I primi anni

L’ING, nel 1937, ricevette un primo fondo di Lire 200.000 per le spese di primo impianto e funzionamento, mentre per l’acquisto di materiale di consumo, per la costruzione di strumenti e utensili, per il pagamento dei salari, per la mano d’opera giornaliera e le piccole spese, un fondo di anticipazione di 10.000 Lire, da reintegrare periodicamente. Il personale veniva pagato dal CNR.

4 ISTITUTO FISICA SAPIENZA ROMA
L’Istituto di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma che ospito’ la prima sede dell’ING

Nel maggio del 1938 l’Istituto disponeva di diciassette impiegati: quattro geofisici, un segretario, un incaricato di segreteria, quattro tecnici, quattro inservienti e tre apprendisti. La maggior parte di loro, già impiegati del CNR, passarono in forza all’Istituto.

Le pubblicazioni dell’ING, nel periodo 1938-1940, vertevano sulle seguenti tematiche: fenomeni sismici, il filone di ricerca principale al quale si dedicarono tutti i geofisici in organico, costituzione della Terra e caratteristiche delle stratificazioni superficiali, propagazione delle onde sismiche e individuazione degli epicentri e delle profondità ipocentrali, scale sismiche e mezzi per la determinazione dell’intensità assoluta dei macrosismi.

Dal 1 settembre 1938, si attivò la ‘stazione sismica sperimentale’ di Roma, installata nei sotterranei dell’istituto di Fisica, completata il 1 gennaio 1939, caposaldo della costituenda rete sismica nazionale. Un’attività fondamentale per questa risultato fu svolta nelle officine dove si realizzarono la maggior parte delle apparecchiature scientifiche dell’ING, in tutti i filoni di ricerca. Si erano realizzati: 11 sismografi, 3 clinografi, 5 galvanometri, 18 elettrometri, 2 apparati ionosferici…

Si collocò nell’ING anche il servizio di sondaggio ionosferico (Ranzi e Bolle, lo attivarono nel 1936), poi interrotto e riavviato nel dopoguerra. Furono effettuate ricerche sui raggi cosmici con i prestigiosi contributi di Gilberto Bernardini, Bernardo N. Cacciapuoti, Marcello Conversi, Mario Ageno e Oreste Piccioni. Si effettuarono studi sulle applicazioni delle microonde (A. Lo Surdo, G. Zanotelli) mentre Enrico Medi condusse studi sull’elettricità atmosferica.

Nei terribili anni delle Leggi razziali anche l’ING fu colpito dall’ignominia del ‘Manifesto della Razza’ del novembre ’38: Lo Surdo e il segretario, Pier Luigi Angelini, furono segnalati tra i ‘giudei’ impiegati al CNR. La questione si risolse fortunatamente senza conseguenze per gli interessati, le cui ascendenze ‘ariane’ furono dimostrate, ma ebbero esiti più gravi per l’unico impiegato ebreo dell’Istituto che fu allontanato, per venire poi riassunto alla fine del conflitto. Non ebbero luogo invece licenziamenti legati a motivi politici, verificatisi invece al CNR; non tutti i dipendenti aderirono al Partito nazionale fascista.

A cavallo della seconda guerra mondiale

I costi generali di esercizio dell’Istituto tra il 1943 e il 1944, secondo le fonti disponibili, ammontarono a 557.291 Lire per le spese di personale, sulla base degli stipendi in vigore all’8 settembre 1943, e 103.702 Lire per la rete Geofisica e i laboratori, a fronte di una dotazione annua di 740.000 Lire. Gli oneri per la realizzazione della rete sismica nazionale, per la quale fu presentato un preventivo di 1.115.000 Lire, includevano le spese di ristrutturazione per gli osservatori di Pavia e Rocca di Papa, la costruzione ex-novo dei locali per la stazione di Messina e di Roma-S.Alessio e per il funzionamento delle stazioni di Napoli, Catania e Trieste.

Disastrosi furono chiaramente gli effetti della guerra. Riportiamo ad esempio parte di una lettera scritta a Lo Surdo dalla stazione di Catania dove, dopo il saccheggio dei militari tedeschi in ritirata, si cercava di riavviare in ogni modo l’attività di registrazione…

«… poiché tuttora manca il gas …, abbiamo fatto l’affumicazione con il petrolio ed oggi meglio ancora con la nafta, fissando i sismogrammi con una soluzione di colofonia, la sola resina trovata in commercio e a carissimo prezzo… Egregio professore … confinata in questa isola lontana e dopo tutto quel che è accaduto, sono ansiosa di sapere (…). Esiste l’Istituto di Fisica? E i sismografi?…

La stazione osservativa di Roma – S. Alessio, manomessa nell’ottobre del 1943, fu successivamente occupata e chiusa dopo il recupero delle apparecchiature, che furono trasferite nei locali dell’università. A Trieste il padiglione dove era installata la stazione sismica e la maggior parte delle attrezzature, fu distrutto in seguito al bombardamento del 10 giugno 1944. Nel gennaio dello stesso anno l’osservatorio di Rocca di Papa fu occupato dalle truppe tedesche che vi rimasero fino alla liberazione di Roma. Il 4 febbraio successivo, a seguito di un bombardamento, l’edificio dell’osservatorio fu seriamente danneggiato e la biblioteca, ricca di opere pregevoli, andò in gran parte dispersa.

Nel decreto legge luogotenenziale 1.3.1945 n. 82 relativo al riordinamento del CNR, l’ING, eletto ente morale, acquistò personalità giuridica autonoma passando direttamente sotto la vigilanza del ministero della Pubblica Istruzione. In questo frangente Lo Surdo, che per traghettare l’istituto alla nuova organizzazione era stato nominato commissario straordinario, stilò un piano di Lavori di organizzazione e riorganizzazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica in progetto per l’anno 1945.

Nel nuovo assetto organizzativo si rese necessaria l’istituzione di un servizio amministrativo contabile e di economato, prima svolto dal CNR, e fu nominato un consulente preposto alla trattazione di pratiche giuridiche e amministrative. La verifica della gestione finanziaria e contabile era affidata a due Revisori dei Conti, che rendicontavano al ministero della Pubblica Istruzione. Lo Statuto specificava che al personale dirigente si applicavano stato giuridico e trattamento economico dei professori universitari. I 27 impiegati già in servizio all’ING, passarono dal CNR al nuovo ente autonomo, mantenendone anzianità e trattamento economico.

Gli organi dell’Istituto comprendevano il Direttore, il Consiglio di amministrazione, la Giunta amministrativa, il Comitato consultivo e i Revisori dei conti.

Il Direttore, doveva essere scelto tra docenti universitari particolarmente esperti in campo geofisico o tra personalità di chiara fama nel medesimo campo. Sovrintendeva le attività dell’Istituto in qualità di presidente di tutti gli organi direttivi e di amministrazione dell’ente del quale aveva la rappresentanza giuridica. A lui competevano anche gli incarichi di natura politica: la cura dei rapporti con il CNR e con i ministeri coinvolti nell’attività dell’Istituto. Il decreto legge 16.10.1947 n. 1293, dispose un finanziamento annuo di 26.000.000 di Lire e uno straordinario di 13.460.000 Lire, garantendo all’ente la possibilità di ripresa delle sue attività nel dopoguerra.

Negli anni immediatamente dopo la guerra ripresero quindi le attività: nel 1948 la rete geofisica comprendeva dodici tra stazioni e osservatori: (Roma, Trieste, Padova, Salò, Pavia, Genova, Bologna, Firenze, Rocca di Papa, Napoli, Catania e Messina). Era in programma la costituzione di altri sette osservatori per i quali erano già disponibili gli strumenti, mentre erano in corso le pratiche per la costituzione di una stazione sismica a Merano. Lo Surdo insieme ad alcuni rappresentanti del ministero della Difesa, dell’Esercito e dell’Aeronautica, stabilirono che l’ING avrebbe provveduto anche alle attività del magnetismo terrestre in particolare all’istituzione della Rete Magnetica Italiana. Essa sarebbe stata costituita da un osservatorio centrale e da stazioni periferiche.

stazione ionosferica
Stazione ionosferica per il sondaggio verticale (fine anni ’50)

Lo Surdo aveva proposto di pubblicare un Trattato di Geofisica, un’opera che rappresentasse un vero compendio sulla Geofisica dell’aria, dell’acqua e della litosfera. L’amministrazione si proponeva di averlo pronto per il X Congresso della UGGI (Union Géodésique et Géophysique Internationale, IUGG in inglese) che avrebbe avuto luogo a Roma proprio nel 1954 al CNR. Tuttavia, verosimilmente per mancanza di fondi, il volume non fu mai edito.

Maggiore successo ebbe invece un’altra iniziativa di Lo Surdo, la rivista ‘Annali di Geofisica’, nata nel 1948 allo scopo di accogliere scritti di geofisica e diretta a colmare una lacuna nella stampa scientifica. Le sue pagine, a partire dal 1950, accolsero tra gli altri, i contributi di illustri sismologi stranieri come J.P. Rothé, K.E. Bullen, L. Mintrop, B. Gutenberg, V. Keylis-Borok e R. Teisseyre.

annali

Lo Surdo morì il 7 giugno 1949, chiudendo quella che potremmo definire l’epoca della fondazione dell’Ente. Nonostante le difficoltà di trovarsi a cavallo di un guerra Mondiale, in questo periodo si era comunque costituito un riferimento per la geofisica in Italia nella realtà di un Ente autonomo.


In copertina: Stazione Ionosferica all’Istituto di Fisica (1939)