Frammenti di geologia: la Torre di Pisa, Latemar, Dolomiti

latemar

di Chiara Caricchi

Il Latemar: un gigante Dolomitico nato da mari tropicali e fuoco

Il Latemar, maestoso gruppo montuoso che si erge tra il Trentino e l’Alto Adige, è una gemma incastonata nelle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La sua cima più elevata, il Cimon del Latemar, raggiunge i 2846 metri di quota, offrendo panorami mozzafiato e custodendo una storia geologica straordinaria.

Le imponenti pareti del Latemar sono composte principalmente da calcari dolomitici, rocce particolari, ricche di magnesio. Ma come si sono formate? Bisogna immaginare un passato lontanissimo, circa 247 milioni di anni fa (durante l’Anisico, un’epoca del Triassico medio). A quel tempo, dove oggi si innalzano le cime rocciose, si estendeva un mare tropicale caldo e poco profondo.

In questo ambiente marino idilliaco, le condizioni erano perfette per la formazione di vaste piattaforme carbonatiche. Qui prosperavano scogliere coralline, popolate da rigogliose colonie di coralli, alghe e spugne. Sono stati i resti di questi organismi, accumulandosi e compattandosi nel corso di milioni di anni, a dare origine ai calcari dolomitici che oggi caratterizzano il Latemar.

Questa lunga fase di deposizione marina non durò per sempre. Circa 242 milioni di anni fa (nel Ladinico, sempre Triassico medio), un evento drammatico interruppe la calma del mare tropicale: una fase di intensa attività vulcanica. Questa eruzione fu così potente da dare origine a ben due grandi edifici magmatici, uno vicino all’attuale località di Predazzo e un altro nella suggestiva Val San Nicolò.

Le lave incandescenti fuoriuscirono e si riversarono principalmente sui fondali marini, circondando le antiche scogliere coralline. Tuttavia, in alcuni casi, il magma riuscì a farsi strada attraverso le fessure delle rocce dolomitiche preesistenti. Qui, solidificandosi, creò quelle che oggi vediamo come filoni vulcanici: striature di roccia più scura che “tagliano” le chiare pareti dolomitiche, testimoniando l’antica intrusione del fuoco nel cuore del mare.

Sculture naturali: la nascita della Torre di Pisa

Milioni di anni di storia geologica hanno plasmato il Latemar, e i fenomeni successivi di erosione hanno continuato a scolpirne il paesaggio. Le lave vulcaniche, una volta solidificate, hanno mostrato una maggiore suscettibilità all’erosione rispetto alla più resistente dolomia circostante.

È proprio grazie a questo processo differenziale di erosione che si sono formate alcune delle architetture naturali più iconiche e spettacolari del Latemar. Un esempio lampante è la celebre Torre di Pisa, visibile nella foto: una formazione rocciosa che sembra sfidare la gravità, frutto dell’interazione tra antichi mari, eruzioni vulcaniche e la lenta, instancabile azione degli agenti atmosferici. Il Latemar è dunque una testimonianza vivente di come la natura possa creare opere d’arte geologiche di incommensurabile bellezza.


Foto di C. Caricchi

 

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